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sabato 13 ottobre 2012

Nota flash

Forse trovo Addio Babilonia su un sito di compravendita libri. Hanno anche La fortezza di Farnham e L'esercito delle 12 scimmie ma aspetterei. Il primo costa 2 o 3 euro, fattibile.
Il seme inquieto l'ho trovato in biblioteca Marconi Via Cardano 135. 
Morte dell'erba (ecco il titolo corretto) l'ho trovato in ebook. 
Nessuna tregua con i re non si trova, ma quello che ho letto di Poul Anderson non mi è piaciuto tanto da voler cercare questo libro in maniera così disperata. 
Metro non m'aregge. Non ora. il secondo ce l'ho in ebook, comunque. Il primo magari l'anno prossimo me lo cercherò in qualche biblioteca. 
Picnic sul ciglio della strada n.p. , si vedrà. 

Nuove sfide per il 2013: pirati, evviva! Sono riuscita a farmela approvare.
Sfida libri sul cibo
Sfida ebook (in background)
forse una sfida bibliografica, autore da decidere
Sfida space opera uomo vs alieni (circa 5 libri per iniziare, poi si vedrà)

Forse un'ultima da definire.

giovedì 4 ottobre 2012

Avanti il prossimo!


Quasi finito l'Ombra dello Scorpione. Mancano 150 pagine. Mi dispiacerà lasciarlo andare, dura talmente tanto che rimarrò affezionata ai protagonisti e mi lascerà un hangover abbastanza pesante (Nick! Nick, perché?!?). D'altronde dopo mille e rotte pagine ti affezioni.
Il dubbio principale è però cosa fare dopo. La scelta migliore è quella di ricominciare un libro a ruota, in modo da non lasciar tempo all'astinenza di farsi sentire. 
Contando King siamo a sette libri su dodici; fra i rimanenti cinque (solo cinque?! Ci avevo preso gusto!) ho scelto, principalmente per la loro reperibilità:

Tenebre di Robert McCammon - paragonato all'Ombra dello Scorpione, probabilmente ispiratogli, i più affermano che non abbia la stessa verve. Altri sono entusiasti. La reperibilità cartacea di questo libro è scarsissima, credo non lo stampino più da anni. Non riesco neanche a trovare una trama, a meno di non cercarla con il titolo originale (Swan Song) forse perché non ho troppa voglia di cercarla, d'altronde meglio tenersi un po' di sorpresa in serbo per la lettura. 
Sono ben 600 pagine e non so se ho voglia di leggerle subito dopo King, preferirei staccare con qualcosa di più corto. Ovviamente l'ho trovato in ebook.




Il regno del sangue di Simon Clark - sembra abbastanza mediocre, ma potrebbe essere un buon intermezzo fra King e McCammon. C'è di mezzo roba di demoni, queste cose qua, un sacco di sangue, un sacco di sesso e una lettura veloce. Non è proprio quello che cerco in un libro, ma talvolta un volume di relax ci può stare. Senza pagarlo, è chiaro.






La peste scarlatta di Jack London - romanzo breve di non più di 100 pagine, non lo trovo in condivisione, ma vorrei comprarlo, sono curiosa di leggere un altro racconto apocalittico d'età un po' avanzata. Costa quattro euro, si può fare. Poi di London ho un buon ricordo, mischiato con la nostalgia di aver perso Zanna Bianca in giro perché lo portavo sempre con me (nota: ricomprare Zanna Bianca).







Cecità di José Saramago - ci spostiamo proprio su un altro piano. Ho idea che sia un romanzo toccante e bellissimo, e in effetti non so se ho proprio voglia di leggerlo ora che invece mi sto dando alla pazza gioia con letture un po' più disimpegnate. Forse me lo lascio come tredicesimo libro della sfida, quando giungerò al termine dei dodici fissati.







Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller - evviva, fantascienza! Pubblicazione nel 1959, tre raccontoni in sequenza temporale con salti di parecchi anni, i Monasteri unico rifugio della conoscenza, il mondo risprofondato nell'ignoranza e nella barbarie di un secondo Medioevo.
Non saprei dove collocarlo. Spero solo non mi faccia "effetto Fondazione". 










I trasfigurati di John Wyndham - evviva, fantascienza! Per il resto boh! Non so nient'altro, a parte il solito olocausto nucelare. Scatola chiusa. In ebook ovviamente, non avrei idea di dove trovarlo sennò, guarda quant'è vecchio. Prima edizione del 1955, penso che dopo un po' non l'abbiano proprio più ristampato.








Il lungo silenzio di Wilson Tucker - se l'ha ristampato Urania Collezione vuol dire che è entrato negli annali della fantascienza ed è probabilmente interessante, però sembrerebbe una cronaca di guerra e la prospettiva di leggere una cosa simile non è che mi faccia proprio andare in brodo di giuggiole.












Io sono leggenda di Richard Matheson - uno dei miei libri preferiti, dopo aver visto quel remake schifoso con Will Smith una rilettura ci sta tutta. 














Questo è quello che ho in programma, anche più del previsto, però non nego che ce ne sono almeno altri tre o quattro intriganti. Alcuni li ho scartati perché troppo lunghi, come Metro 2033 e Metro 2034, anche perché sono riuscita a trovare il secondo ma non il primo, ma ammetto che anche vedendolo in pubblicità su una qualche rivista ben prima di iniziare la sfida apocalittica m'è venuta voglia di infilarlo nei desiderata. Altri non li ho trovati o non li ho cercati bene, come La morte nell'erba, ma forse devo cercare meglio perché a quanto pare su Wikipedia è riportato come Morte nell'erba, senza l'articolo e ciò potrebbe aver falsato la ricerca. Anche questo è stato ristampato in Urania Collezione. Mi intriga un po' di più perché il virus responsabile dell'epidemia questa volta non colpisce in maniera diretta gli esseri umani, ma le piante erbacee causando scontri per i rifornimenti alimentari. In qualche modo devo trovarlo. Di un altro non mi ero proprio resa conto, Il seme inquieto, di Burgess (quello di Arancia Meccanica, per capirci... che comunque non ho letto). Già che è pubblicato da Fanucci mi da una buona impressione, c'è di mezzo una società despotica e militarista e pare intrigante. In qualche modo devo trovare anche questo. L'esercito delle 12 scimmie pensavo fosse ginormico, invece è sulle 2-300 pagine, l'avevo scartato per la mole ma ora che ho riguardato bene penso lo ricercherò e lo metterò in lista.
Ce ne sono altri... Picnic sul ciglio della strada, Nessuna tregua con i re (di Poul Anderson! introvabile, sigh), Addio Babilonia, La fortezza di Farnham (di Robert Heinlein!!!) ma niente, non sono riuscita a scovarli, neanche nelle biblioteche di Roma.

Mi attacco. Intanto il piano provvisorio è 
Il regno del sangue
La peste scarlatta ($)
Tenebre
Un cantico per Leibowitz
I trasfigurati
Io sono leggenda
Il lungo silenzio
Cecità




mercoledì 3 febbraio 2010

Disorganizescion

Aiuto! C'è grossa crisi. Scoppio. Sì, è bello avere molteplici interessi, è bello leggere tanto, è bello imparare ma non so come assecondare il mio impeto divoratore di cellulosa perché non so dove girarmi. La biblioteca è sempre più paese dei balocchi. Ho le pupille che trasudano riflessi di titoli e mi si strozzano in gola tutti i discorsi e le domande e gli spunti che mi nascono dalle ultime letture (perché la cultura se non la condividi ma che cultura è? Ma cosa c'è di più bello del parlare di ciò che si legge?). E poi voglio conoscere un musulmano, e poi le cose le voglio anche sentite oltre che lette.
Non riesco più a ricapitolare i titoli che ho annotato mentalmente e quelli che vedo scritti, mò ci provo.

Grazie al Natale adesso possiedo un bellissimo volume con la tetralogia del Mare della Fertilità di Mishima, e poi altri racconti suoi sempre contenuti nel tomo. Di Mishima c'è anche Colori Proibiti da leggere.
E poi c'è tutto il mio nipposcaffale di casa e il nipposcaffale della bib da esaurire tutto o quasi, con le poche dovute eccezioni. Sono arrivati dei doni, c'è Musashi (ho sentito dire che la traduzione è pessima, ho provato a cercarlo in inglese ma non c'è stato verso, intanto lo leggo in italiano) e poi tanta roba di Murakami che ancora non ho nemmeno assaggiato. Ho da finire la Storia del Giappone, ho dei titoli da richiedere sulla storia contemporanea giappica, ne sono arrivati dei nuovi in bib... nel giapposcaffale poi c'è un libro di un autore coreano che poi mi solleticava, "Il Signor Han" si chiama. E poi c'è quello di arte in aula Bakunin (alias tugurio), tutta quella serie di arte e architettura è figa, piena di immagini, quella sull'Indocina poi era interessante.
E di giappico prima o poi arriveranno i libri sul suicidio e un altro di arte che ho messo nei desiderata. Gli altri sono arrivati.
Infatti devo leggere Postpunk, ma dove lo ficco quello? Decontestualizzato da tutto il resto, però da qualche lato lo dovrò pur mettere (non si accettano suggerimenti sconci).
Della Yoshimoto me ne frego, non ho tempo da perdere in pinzillacchere infantili.
L'aula degli studi sociali pullula di titoli da approfondire, devo vedere se vale la pena leggerli. Quell'"Antropologia delle Religioni" sembra allettante, devo vedere se è un polpettone o no. Poi c'è quel "Potere della Lagna" che ci può stare per spezzare letture pesanti. Quello sulla massoneria della Bur è interessante ma assolutamente non mi sento pronta per una cosa del genere, rimanderò tra qualche anno, e poi devo assecondare la passione per altre cose sennò poi mi passa e mi stufo e non mi fa più lo stesso effetto. Quelle cose sulla religione e sugli sciamanesimi, tutti quei titoli antropologici, li devo spulciare, devo vedere se c'è qualcosa di carino. In lista intanto metto "Homo Videns" di Sartori che avevo messo nei desiderata eoni fa e nemmeno sapevo chi era Sartori, però il libro sembra interessante, e poi le pagine sono poche, s'ha da fare.
E poi...c'è tutta quella roba sull'Islam e sul mondo arabo. C'è il libro sul sufismo che si deve leggere in fretta, prima che mi passa la voglia, perché sicuramente non sarà una passeggiata; c'è quello sui 99 nomi di Dio (facile, mi bastano due giornate per quello lì e lo sbologno subito) e un altro sull'Islam contemporaneo. E quello per cui smanio di più è "Storia dei Popoli Arabi" di quell'islamista lì, Courbet mi pare sia, che non me ne voglia ma non ricordo il nome.
Milianta cose, millemila,
e poi ci sono i libri che mi hanno prestato e altri che ho comprato e altri regalati, c'è Chomsky che voglio leggere da una vita, prima non ero pronta ma ora sì, e c'è Gallino col Lavoro che non è una merce, e Deus Irae di Dick, e quei Fanucci fantascientifici che ho comprato al mercato a tre euro (ancora ci godo), la biografia di Dick e i racconti (ah, in bib c'è "L'Androide Abramo Lincoln", l'unico che è lì e non hai, ricordatelo, e ricordati tutti gi Urania e i Solaria che stanno un po' sparsi per gli scaffali là in giro. Ah, e "Breve Storia della Chimica").
C'è quel libro bellissimo, "I bottoni di Napoleone", sulle molecole che hanno rivoluzionato il mondo, e quello sui veleni.
A casa non c'è più niente mi sa e in bib nemmeno. Oddio, in bib ce ne sono anche tanti ancora, tipo "Punk capitalismo", e poi almeno due in lingua, "Slaughter nr five" di Vonnegut e un altro di Mishima in inglese. Però, a parte quelli in lingua, li metto in "quelli dell'aula studi sociali". Finita lì.
Ma altri novemilaquindicilianta sono i titoli in commercio.
Tralasciando "Chimica dei composti eterociclici farmacologicamente attivi", c'è quella collana Bur, oggidomani, o ierioggi, o passatofuturo, o quellocheè, la stessa di "Razza Padana" per intenderci, che ha tanti bei titoli interessanti, fra cui spicca "Orda Nera", una veduta d'insieme sulla nuova deriva dei movimenti nazifascisti (a tal proposito c'è anche "Fascisterie" in bib, aula studi sociali). A parte anche "Il Cucchiaio Verde", devo tassativamente procurarmi lecitamente o illecitamente qualcosa sullo sciismo, se si trova qualcosa sull'ismailismo, e poi quel romanzo là su Alamut (non so se vale la pena, io lo metto in lista lo stesso) e qualcosa che non sia troppo Giacobbo style sugli Hashashin. Non so, qualche saggio, qualche studio, qualcosa. Ci sarà qualcosa, no?
Poi qua non lo so, la gente su Anobii ti rimbambisce ancora di più, sembra che si diverta ad avere libri che tu invece non hai e tu dici "cazzo, che libreria, ma io voglio tutto", ma non puoi e ti limiti ad osservarla, ma non ce la farai mai ad osservarle tutte. Appunti i libri ma non ce la farai mai ad appuntarli tutti. E ma quando è troppo è troppo... ma non è mai troppo! Porca miseria.
Ho fatto il file di libri sul Giappone, qualcuno potrò depennarlo (arrivato in bib) altri...bè vedremo. L'impeto stanca.
I Mongoli, cavolo, i Mongoli, li stavo dimenticando. "Breve storia dei Mongoli" e "La storia segreta".
Devo leggere il saggio per gli iniziati sull'Islam lì sul sito dell'Associazione Musulmani Italiani.

Ho del lavoro arretrato da sbrigare. Mi sa che vado a leggere.

sabato 14 novembre 2009

Agli Ordini

Sporca rossa che crede ancora fermamente nella proprietà pubblica e nella cultura condivisa. Ecco cosa sono.
E in quanto tale sono compiaciuta e fremente di aver inserito nella lista dei desiderata della biblioteca comunale qualche titolo che ho avuto già il piacere di gradire e qualche altro che spero di gradire in seguito.
More about Razza padana In primis "Razza Padana" (Adalberto Signore e Alessandro Trocino, Bur), già letto e che voglio condividere, accattivante nel descrivere l'ascesa del fenomeno lega e la sua storia, intimamente legata a quella del suo leader e alle sue epiche uscite. Libro affatto di parte, piuttosto lucido anzi.
E poi, ancora, qualche titolo stanato all'interno del precedente, come "Dio Po" (Gian Antonio Stella, Baldini Castoldi Dalai), che però temo sia fuori catalogo.
More about Lineamenti di storia dell'arte giapponeseMore about La morte volontaria in Giappone Proseguendo verso Oriente, la mia speranza è riposta soprattutto nell'acquisto de "La Morte Volontaria in Giappone" (Maurice Pinguet, Luni Oriental Press), e "Lineamenti di Storia dell'Arte Giapponese" (Alida Alabiso, Bulzoni), piuttosto costosi da acquistare per conto mio; devo però sbrigarmi a colmare le mie lacune pregresse, qui la "Storia del Giappone" (Caroli e Gatti, Laterza) è stagnante all'anno 1185 almeno da gennaio scorso.
More about Medea More about Cassandra Passando poi a letture apparentemente slegate dai miei argomenti preferiti, ho inserito due libri della Wolf, "Medea" e "Cassandra" (E/O). "Apparentemente" perché non sono altro che due rivisitazioni di importanti donne dell'epica greca in chiave femminista, già consigliatemi tempo addietro da una mia ottima professoressa di italiano.

Colori Proibiti

More about Colori proibiti Spesso cerco, con grosso sforzo, di autoimpormi delle regole al fine di riuscire almeno a sovvenzionarmi un caffè o un aperitivo quelle poche volte in cui sono fuori casa e ne ho voglia, o quando la mia vita sociale lo richiede. Molto più spesso, però, mi sento vacillare dinanzi alle tentazioni, ed ecco che, senza nemmeno accorgermene, all'improvviso non riesco più ad intravedere il fondo del mio portafogli per quanto si è fatto buio, vuoto e triste, buono solo per fungere da dimora alle tarme.
Questo era il motivo per il quale non stavo entrando in una libreria da tempo, finché non sono stata costretta a varcare la soglia del mio luogo di perdizione per eccellenza. Eccomi davanti alla pila delle edizioni Feltrinelli scontate del 25% per tutto Novembre (devo sbrigarmi!!!), che afferro con cupidigia libri un po' qua e un po' là, fino ad approdare su Mishima, ormai mio porto sicuro.
Questo romanzo però mi suona nuovo.
Il protagonista di "Colori proibiti" è un vecchio scrittore misogino che affida al giovane Yuichi il compito di sedurre e umiliare le donne per la propria vendetta, in quanto deluso dall'amore e dall'altro sesso. Il rapporto fra lo scrittore e il giovane uomo acquista via via sfumature omosessuali, sino pare ad un finale di pathos, uno di quelli che forse, irrazionali come sono, riescono però a sembrarti logici per qualche strana ragione.
So dove Mishima riesce ad arrivare, quanto a fondo riesce a grattare nell'animo umano; conosco ormai la sua immensa tavolozza di colori, e quanto bene, grazie ad essa, riesca a definire quelle ambiguità dei sentimenti, quella perversione sottile di cui non ho trovato traccia in scritti occidentali. In questo senso, Mishima è ciò che cercavo da tempo. Ho già avuto un travolgente e bellissimo assaggio delle sue capacità ne "Il Padiglione d'Oro", che, accostato a "La Voce delle Onde", riesce anche a rendere di più, visto il contrasto tanto acceso che esiste fra i due (quasi stenti a credere siano scritti dallo stesso autore).
Per questo motivo "Colori Proibiti" mi dà l'impressione di essere un libro imperdibile. Pregusto già i sapori che vi incontrerò all'interno, i mondi dei personaggi, il delinearsi delle loro figure. Nemmeno l'ho comprato e già lo amo.
Spero che Mishima non mi deluda. Nemmeno stavolta.