sabato 14 novembre 2009

Colori Proibiti

More about Colori proibiti Spesso cerco, con grosso sforzo, di autoimpormi delle regole al fine di riuscire almeno a sovvenzionarmi un caffè o un aperitivo quelle poche volte in cui sono fuori casa e ne ho voglia, o quando la mia vita sociale lo richiede. Molto più spesso, però, mi sento vacillare dinanzi alle tentazioni, ed ecco che, senza nemmeno accorgermene, all'improvviso non riesco più ad intravedere il fondo del mio portafogli per quanto si è fatto buio, vuoto e triste, buono solo per fungere da dimora alle tarme.
Questo era il motivo per il quale non stavo entrando in una libreria da tempo, finché non sono stata costretta a varcare la soglia del mio luogo di perdizione per eccellenza. Eccomi davanti alla pila delle edizioni Feltrinelli scontate del 25% per tutto Novembre (devo sbrigarmi!!!), che afferro con cupidigia libri un po' qua e un po' là, fino ad approdare su Mishima, ormai mio porto sicuro.
Questo romanzo però mi suona nuovo.
Il protagonista di "Colori proibiti" è un vecchio scrittore misogino che affida al giovane Yuichi il compito di sedurre e umiliare le donne per la propria vendetta, in quanto deluso dall'amore e dall'altro sesso. Il rapporto fra lo scrittore e il giovane uomo acquista via via sfumature omosessuali, sino pare ad un finale di pathos, uno di quelli che forse, irrazionali come sono, riescono però a sembrarti logici per qualche strana ragione.
So dove Mishima riesce ad arrivare, quanto a fondo riesce a grattare nell'animo umano; conosco ormai la sua immensa tavolozza di colori, e quanto bene, grazie ad essa, riesca a definire quelle ambiguità dei sentimenti, quella perversione sottile di cui non ho trovato traccia in scritti occidentali. In questo senso, Mishima è ciò che cercavo da tempo. Ho già avuto un travolgente e bellissimo assaggio delle sue capacità ne "Il Padiglione d'Oro", che, accostato a "La Voce delle Onde", riesce anche a rendere di più, visto il contrasto tanto acceso che esiste fra i due (quasi stenti a credere siano scritti dallo stesso autore).
Per questo motivo "Colori Proibiti" mi dà l'impressione di essere un libro imperdibile. Pregusto già i sapori che vi incontrerò all'interno, i mondi dei personaggi, il delinearsi delle loro figure. Nemmeno l'ho comprato e già lo amo.
Spero che Mishima non mi deluda. Nemmeno stavolta.

Nessun commento:

Posta un commento