<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145</id><updated>2011-10-10T21:59:58.102+02:00</updated><category term='Mishima'/><category term='fumetti'/><category term='accostamenti'/><category term='Giappone'/><category term='mondo arabo-islamico'/><category term='goth'/><category term='cacca'/><category term='prossimamente'/><category term='fattume da Sostanza D'/><category term='I wanna revoluscion'/><category term='finiti'/><category term='saggi'/><category term='in lettura'/><category term='desiderata'/><category term='pirati'/><category term='utopie e distopie'/><title type='text'>Appunto fra le righe</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-8646228119305008323</id><published>2011-09-20T12:49:00.003+02:00</published><updated>2011-09-20T15:35:29.058+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><title type='text'>Memory lost</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a target="_blank" title="ImageShack - Image And Video Hosting" href="http://imageshack.us/photo/my-images/11/tumblrlnx53dhze31qzdtd5.jpg/"&gt;&lt;img src="http://img11.imageshack.us/img11/3241/tumblrlnx53dhze31qzdtd5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo per sottolineare con un evidenziatore mentale quanto possano essere inutili i miei tentativi di creare percorsi, tracciare strade, segnare sentieri, plasmare l'informe, e così via. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Temo di essere una forza del caos: sembra che ogni tentativo nato da me per dare un ordine a &lt;i&gt;qualsiasicosasia &lt;/i&gt;in realtà già di partenza sia destinato ad essere abortito e perdersi in un gomitolo di tutt'altro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente di grave, ci sono abituata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cioè, è così, non ne faccio un dramma, è così da anni, non credo nemmeno sia il caso di sforzarsi di cambiare le cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo preambolo nasce per spiegare, molto semplicemente, cosa ne è di tutti i percorsi di lettura che con tanta fatica avevo tracciato, acquistando libri, richiedendoli in biblioteca, mettendoli in lista, e... ah, per la cronaca, la biblioteca mi ha interdetta per un mese dal prendere in prestito libri, visto che ho scordato di consegnarne uno per due mesi (ma ero in vacanza, con agosto di mezzo, in pieno relax post suicidio da studio intensivo e loro non mi hanno fatto nemmeno una telefonata per rammentarmelo, aggiungerei in mia difesa).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, chiaro che dal cammino principale una qualche deviazione sia consentita, ma pare che la mia capacità migliore sia quella di imboccare deviazioni e pure crearne di nuove, creando reti enormi in cui raccapezzarsi diventa arduo e la strada maestra ormai è perduta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tanto per fare un esempio, &lt;i&gt;Colori proibiti&lt;/i&gt;, il libro di Mishima che tanto avevo bramato all'inizio del blog, quindi nel lontano novembre 2009, ancora è lì in attesa di essere letto da quasi due anni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E, ancora per dire, mi hanno chiesto consigli per approfondire la letteratura giapponese... che non sono in grado di dare, ora come ora. Ci ho pensato, ci ho rimuginato su, il giorno, la notte, anche nel pomeriggio, ma, qualsiasi fosse la posizione del sole nella volta celeste, sembrava non influenzare affatto la mia capacità di elargire consigli sull'argomento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che fare? Tariamo la bussola? O continuiamo ad essere rapiti dalla malia della divagazione?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ora temo che l'unica strada percorribile sia la seconda, a meno che non voglia perdermi in una sorta di autoscontro mentale fra libri sgomitanti nell'attesa di essere letti; una divagazione della divagazione creerebbe ancora più panico. Quello che devo abituarmi a pensare è che se voglio intraprendere una strada, ciò che ha maggiore probabilità di accadere è esattamente ciò che ritengo che sia meno probabile che accada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi spiego: mai stata appassionata di fantasy, nemmeno quando, verso i quattordici anni, mi divertivo ad andare in giro con maglie di dragoni versus maghi provvisti di scettri con Orb iridescenti, guerrieri in mutandoni di pelo ed elfi arcieri omosessuali, e ad ascoltare castrati di montagna che, con acuti gridolini mischiati a velocissimi riff miagolanti, ne decantavano le gesta. È vero, la saga di Discworld la volevo leggere da allora, ma non pensavo che ci sarei mai riuscita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E invece, a distanza di più di dieci anni, fantasy e Discworld mi piombano per caso fra le mani, e mai me lo sarei aspettato, e quindi che fai? Non ne approfitti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Tra i vari eventi ad elevatissimo fattore di improbabilità, poi, è successo anche qualcos'altro che riguarda i giochi di ruolo e che non sto qui a spiegare, ma, tanto per dire, conferma la mia tesi.)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_colore_della_magia/9788850220243/01635b5b6db3b8c9c5/" title="More about Il colore della magia"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;amp;item_id=01635b5b6db3b8c9c5&amp;amp;time=1257785415" title="More about Il colore della magia" alt="More about Il colore della magia" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; È vero, Pratchett è ciò che di più lontano possa esistere dal fantasy da cui volevo stare alla larga, popolato solo dagli stereotipi dei classici guerrieri coi mutandoni di pelo, elfi omosessuali, ecc., e nel tentativo di classificarlo sono rimasta perplessa: è un fantasy variegato alla fantascienza? O forse non ho abbastanza familiarità con il fantasy che, una volta trovatone uno valevole e degno di lettura, decisamente al di là delle mie aspettative, stento a infilarlo nel cassetto mentale adibito allo scopo proprio perché non è il prodotto mediocre che associo di solito a questo genere? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima è un'ipotesi azzardata e forse errata (la seconda è più plausibile e forse giusta), però m'è venuta in mente analizzando il fatto che sulla scienza, o presunta tale, del Mondo Disco, creata dalla più che fertile immaginazione di Pratchett (devo rimarcarlo, che un mondo del genere è il parto di una mente umana, o stento a crederci anch'io), ci si potrebbe scrivere un libro intero. Cosa che, in effetti, è stata fatta, ho scoperto poi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su questa serie di libri, di cui ora ho letto solo i primi due, non ho nient'altro da dire se non noiose parole di elogio che risparmio, e, dimenticavo, che se terminassi qui la loro lettura per tornare sulla strada dei miei percorsi già in precedenza tracciati rischierei di fare ancora più casino. Meglio di no.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unico intermezzo consentito è la lettura delle &lt;i&gt;Cronache di Ambra&lt;/i&gt;, di Roger Zelazny, cosa che tra l'altro va ancora a sostegno della mia tesi, visto che pensavo che non l'avrei letto almeno da qua a cinque anni almeno. Anche se una prova migliore sarebbe senz'altro stata la scelta de &lt;i&gt;Lo Hobbit&lt;/i&gt;, dato che, saltando ancora una volta negli anni dei Blind Guardian, quando lessi l'ormai inflazionatissimo &lt;i&gt;Signore degli Anelli, &lt;/i&gt;m'ero ripromessa di non toccare mai più un libro di Tolkien in tutta la mia vita. Ciò che ha dell'incredibile è che stavo per farlo, salvo l'intervento di una, chiamiamola, "forza esterna" che mi ha dissuasa ed insistentemente persuasa a tirar fuori Ambra dalla libreria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, fantasy! Non l'avrei mai creduto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, altri sentieri secondari sono stati diversi saggi di divulgazione scientifica, tutti molto piacevoli ed educativi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio percorso sull'Islam è andato, spero in maniera non definitiva, a farsi fottere con una lettura sul fondamentalismo islamico. Interessante, sì, ma non abbastanza; il fatto è che credo che io e i libri di storia abbiamo qualche problema ad intenderci. Ogni libro di storia che ho iniziato, carica di tutta la buona volontà che, mentalmente e fisicamente, potessi riversare su di esso, è stato chiuso prima del tempo in attesa di tempi migliori. Nonostante questo, ritengo il loro studio assolutamente necessario. Questo è il motivo per il quale &lt;i&gt;Storia del Giappone&lt;/i&gt; è ancora fermo all'età dell'ascesa dei bushi, ma nel frattempo ho acquistato un altro libro di storia del Giappone di un autore diverso. Sembra idiozia, in realtà voleva essere un sublime sforzo di studiare gli eventi il più approfonditamente possibile: una volta finito di studiare come si deve il primo (con tanto di appunti scritti, s'intende), si passa alla lettura del secondo come ripasso e più a tempo perso. Le mie intenzioni sono buone, lo giuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non essendo mai stato abbandonato seriamente (anime, articoli, manga &amp;amp; co. sono comunque una finestra aperta sulla sua cultura), il tema Giappone &lt;b&gt;deve &lt;/b&gt;essere ripreso in mano il prima possibile a causa della mia odierna necessità di approfondire il periodo storico intorno al 1860, se non altro per capire qualcosa in più di alcuni manga che sto leggendo in questo istante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto il resto degli appuntamenti va a puttane, come sempre, ma tanto, quando mi dimenticherò di loro, quei libri saranno lì ad aspettarmi: ne hanno, di pazienza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-8646228119305008323?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/8646228119305008323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/09/memory-lost.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/8646228119305008323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/8646228119305008323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/09/memory-lost.html' title='Memory lost'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-6860369326505244668</id><published>2011-02-03T01:15:00.007+01:00</published><updated>2011-09-20T16:42:27.352+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Il punto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non aggiorno mai a parte perché non ho stima di questo blog, o almeno non sempre, quindi non credo di far un grosso danno mancando qualche appuntamento. Al massimo un favore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi perché dalle, che so, 20.54 posso continuare a farmi seghe mentali fino alle... boh, un numero a caso, 01:17 per esempio. E oltre. E tutto questo, pensa un po', nonostante la resistenza alla pressione che fanno i tasti "N" e "," perché degli spilli, non si sa come né quando, si sono incastrati in mezzo ai tasti. Che indefessa internauta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Effettivamente sto iniziando a cedere, vediamo cosa si può fare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volevo semplicemente fare il punto dei libri letti finora ed appuntarmi un paio di cosette.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima, un paio di statistiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anno 2010: letti 52 libri con un totale di 10444 pagine. Wow, non credevo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al principio del 2011 siamo ancora a 3, con 722. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo. Andando un po' a ritroso nelle letture troviamo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_genio_della_bottiglia/9788830425798/01cf79f99b177a9b2f/" title="More about Il genio della bottiglia"&gt;&lt;img alt="More about Il genio della bottiglia" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01cf79f99b177a9b2f&amp;amp;time=1269244179" style="padding: 5px;" title="More about Il genio della bottiglia" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;Il Genio della Bottiglia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intorno capodanno ho comprato Focus. Sì, lo so, è un pessimo modo per iniziare un nuovo anno, e in condizioni normali meriterei severe punizioni per questo gesto apparentemente folle, come, ad esempio, una maratona notturna comprendente la visione forzata di Giacobbo e Mistero in combo. Insomma, no, non sono stati né l'indigestione di panettoni né una sbronza da prosecco a condurmi sul sentiero della pazzia: ero sobria. Ho comprato Focus perché era uscito assieme ad un'interessante edizione de &lt;i&gt;Il Genio della bottiglia: la chimica del quotidiano e i suoi segreti&lt;/i&gt;. Interessante quantomeno per il prezzo. L'edizione Longanesi con copertina rigida, sovraccoperta e fette di culo vicino all'osso è tua al modico prezzo di venti e rotti euro, contro i tredici di Focus, bè... non rovinerà troppo la mia reputazione, per questa volta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il libro è carino, facilmente leggibile, sempre aneddotico al pari di "Come si sbriciola un biscotto", ma questa volta meglio strutturato ed interessante, forse anche perché, bè, nel frattempo la preparazione per l'esame di Biochimica a qualcosa sarà pur servita: magari non ad affrontare un ansiogeno colloquio (per quello non c'è preparazione che tenga: servono solo le benzodiazepine), ma a seguire meglio Schwarz sì, senza dubbio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il merito più grande dei libri di Schwarz ce l'ha sicuramente la lunghezza di ogni "articolo": è proprio il "tempo da bagno", quindi il mio consiglio è di tenerlo lì, proprio in quella stanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Slaughterhouse-Five/9780440180296/002714c0531ea40eba/" title="More about Slaughterhouse-Five"&gt;&lt;img alt="More about Slaughterhouse-Five" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=002714c0531ea40eba&amp;amp;time=0" style="padding: 5px;" title="More about Slaughterhouse-Five" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;Mattatoio n°5&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mio secondo, e più approfondito, incontro col genio ironico di Kurt Vonnegut. Difficile descrivere l'amara bellezza della sua scrittura: tutto è ironico e leggero, un pianto col sorriso sulle labbra. Tutto grottesco e di fatto ridicolo, ma... guai, guai a riderne davvero. Rassegnato, con un pizzico di disperazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È la storia di Billy Pilgrim, uomo qualunque di professione ottico, ex soldato nella seconda guerra mondiale, scampato alle atrocità della guerra e al bombardamento di Dresda, destinato all'illuminazione: dopo l'incontro con gli alieni di Tralfamadore, egli &lt;i&gt;saprà&lt;/i&gt; la quarta dimensione. Vedrà il tempo nella sua interezza, come l'umanità intera non può fare, e sarà condannato a vivere e rivivere ancora gli eventi della sua esistenza, in quanto parte di una visione unica e d'insieme. E così Billy viaggia nel tempo e nello spazio: eccolo in guerra, disumanizzato, a terra assieme ai soldati, sdraiati in fila come cucchiai, al freddo di un vagone ferroviario. Eccolo al suo matrimonio, eccolo su Tralfamadore, in un susseguirsi di eventi in ordine del tutto casuale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I punti salienti del libro sono troppi, Vonnegut è un autore di un acume e un'ironia tragica del tutto fuori dal comune. Eccellente. Forse persino da rileggere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è aria. È passato più di un mese, quasi due da quando ho lasciato a metà il post, e ancor più di tempo è passato da quando ho letto i libri più indietro di Slaughterhouse nr.5. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I libri successivi, di cui scrivo due righe per amor di completezza, ne meriterebbero molte di più, ma siccome sono una cazzona, bè, si dovranno accontentare. Magari aspettando tempi migliori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Lamante/9788807830075/010c9006938249ed78/" title="More about L'amante"&gt;&lt;img alt="More about L'amante" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=010c9006938249ed78&amp;amp;time=0" style="padding: 5px;" title="More about L'amante" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;L'Amante&lt;/b&gt; di Marguerite Duras&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un bel pippone angosciante-introspettivo, di quelli che piacciono a me. Una scrittura un po' singhiozzante, ricca di flashback, un flusso di ricordi la cui atmosfera è pesante e un po' opprimente quanto l'aria umida sulle sponde del Saigon. Stilisticamente molto ricercato. Bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ficcando il naso fra gli scaffali (sì, ho ricominciato a farlo, finalmente) ho visto che ne esiste una seconda edizione, direi più una riscrittura più tarda, dal titolo "L'amante della Cina del nord". Da leggere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Leviathan/9788806202668/01b85e6432d7392436/" title="More about Leviathan"&gt;&lt;img alt="More about Leviathan" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01b85e6432d7392436&amp;amp;time=1275394399" style="padding: 5px;" title="More about Leviathan" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Leviathan&lt;/b&gt; di Scott Westerfeld&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piacevolissima sorpresa! Credevo di trovarmi dinanzi al solito fantasy per poppanti cavalcante l'onda della moda di turno (steampunk, nel caso specifico), invece è un bel romanzo, senza dubbio destinato anche ai giovani, ma costruito con una notevole cura, con un ben inquadrato sfondo storico. L'Europa è divisa nelle fazioni di Darwinisti e Cigolanti. I primi si sono divertiti a giocare a fare dio, ingegnandosi in ricerche genetiche ante litteram e sviluppando la loro tecnologia attorno alla vita. La più sensazionale scoperta sono i cosiddetti &lt;i&gt;respiranti a idrogeno&lt;/i&gt;: esseri che, sviluppando grosse quantità del gas, possono essere sfruttati come palloni aerostatici o persino dirigibili. I secondi invece, accantonando DNA ed equilibri naturali, hanno preferito armeggiare con cilindri e pistoni e sviluppare tecnologie più classicamente motorizzate. La vicenda ruota attorno ai due giovani protagonisti, Deryn, giovane cadetta in incognito sul dirigibile Leviathan, al suo primo volo, e il legittimo erede al trono dell'Impero Austro-Ungarico Aleksander, fuggitivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Minuziose le descrizioni delle tecnologie e fervida l'immaginazione dell'autore nell'immaginare le stesse: davvero ottimamente costruito. Non vedo l'ora che esca il secondo volume.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Ciarlataneria_e_medicina/9788870785128/015b5c88ad5deaa6f0/" title="More about Ciarlataneria e medicina"&gt;&lt;img alt="More about Ciarlataneria e medicina" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=015b5c88ad5deaa6f0&amp;amp;time=0" style="padding: 5px;" title="More about Ciarlataneria e medicina" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ciarlataneria e Medicina &lt;/b&gt;di Giorgio Cosmacini&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interessante summa della storia dei "confini sfumati" della medicina, del suo rapporto col popolo e col mondo del "lavoro di mano", quello dei chirurghi, letteralmente, dei norcini, dei guaritori empirici. Molto bello, tocca ambiti storici, antropologici e sociologici, una chicca che bisogna leggere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_chimica_allo_specchio/9788830422711/018375cf08895cb624/" title="More about La chimica allo specchio"&gt;&lt;img alt="More about La chimica allo specchio" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=018375cf08895cb624&amp;amp;time=0" style="padding: 5px;" title="More about La chimica allo specchio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La chimica allo specchio &lt;/b&gt;di Roald Hoffmann&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saggio sulla chimica scritto da un premio nobel, di cui non ho condiviso più di qualche osservazione... però tutto sommato interessante da leggere, soprattutto per chi è interessato all'aspetto più speculativo riguardante il mestiere dello scienziato, all'etica, la deontologia, l'epistemologia e tutti questi pipponi che rasentino la filosofia in cui ogni tanto m'incarto (vedi le mie incazzature con le truffe dei medici omeopati -brrr solo a scriverlo mi vengon i brividi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Sono_razzista,_ma_sto_cercando_di_smettere/9788842086604/015248217e1486d4e8/" title="More about Sono razzista, ma sto cercando di smettere"&gt;&lt;img alt="More about Sono razzista, ma sto cercando di smettere" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=015248217e1486d4e8&amp;amp;time=1212914166" style="padding: 5px;" title="More about Sono razzista, ma sto cercando di smettere" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sono razzista ma sto cercando di smettere&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Breve libro intelligente e di taglio anche storico-scientifico, ho apprezzato molto la scelta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Scontro_di_civilt%C3%A0_per_un_ascensore_a_piazza_Vittorio/9788876417160/01d3be9d8f64975743/" title="More about Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio"&gt;&lt;img alt="More about Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01d3be9d8f64975743&amp;amp;time=0" style="padding: 5px;" title="More about Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Notevole romanzo d'esordio dell'algerino Amara Lakhous, un bel noir che tocca un tema importante e vorrei scrivere anche tante altre belle cose ma non mi ricordo granché. Peccato. Mi ricordo che m'è piaciuto, ogni capitolo è la voce di uno dei personaggi, quasi ognuno è di diversa nazionalità: un melting pot, vediamo l'altro con gli occhi dell'altro e poi dell'altro ancora, e chissà quali sono le sue realtà e so solo che non verranno mai capite. Il caso del tizio morto è un pretesto per raccontare le altrui piccole realtà di isole, gli altrui piccoli e grandi problemi e la chiusura nostra ma anche di chi ci è vicino, noi che non possiamo e non vogliamo capire e altri che non vogliono, ma anche non possono, capire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-6860369326505244668?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/6860369326505244668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/02/il-punto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6860369326505244668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6860369326505244668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/02/il-punto.html' title='Il punto'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-7170760476256732456</id><published>2011-02-02T20:54:00.007+01:00</published><updated>2011-02-03T00:35:48.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accostamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I wanna revoluscion'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='utopie e distopie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Dystopia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Cosa succederebbe al mondo se...?" è un'interessante domanda, i cui "se", e le relative risposte, sono proposti in tutte le salse dalla letteratura fantascientifica (e non). "Cosa succederebbe al mondo se diventasse una merda", in particolare, è lo specifico campo di cui si occupa un particolare filone assimilabile alla letteratura fantascientifica, quello distopico. Filone quasi morbosamente affascinante, se non altro per la valutazione dell'effettivo valore predittivo che romanzi e racconti distopici possono celare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver letto, non senza personali, nefaste ma passeggere conseguenze, le due colonne portanti della letteratura distopica, i classici &lt;i&gt;1984 &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Il mondo nuovo&lt;/i&gt;, e dopo aver compiuto una piccola ed essenziale ricerca su di essa, ho deciso finalmente che era il turno di &lt;i&gt;Largo! Largo!&lt;/i&gt; di Harry Harrison, meno conosciuto ma inquietante forse in egual misura. O forse dovrei dire irritante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A caldissimo, così, appena terminato, il libro non mi è piaciuto affatto: l'ho trovato superficiale, sia nella costruzione dei personaggi sia in quella della futura società distopica, ottusa, cieca, operante scelte ingiustificabili, un parto di mostri d'illogicità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di primo acchito, poi, lette sì e no una cinquantina di pagine, stentavo a proseguire: la scrittura era banale, senza guizzi, piatta, semplice narrazione lineare di eventi. In una sola parola noiosa. Ho dovuto affrettarmi nel leggerlo per non cedere alla tentazione di restituirlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' più a freddo, però, riflettendoci sopra e chiacchierandone quella mezz'ora di più -tanto è bastato- forse... credo sia peggio di quanto credessi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi spiegherò meglio tra breve. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la "maniera", esistono due &lt;i&gt;Largo! Largo!&lt;/i&gt; . La "parte prima" è effettivamente molto noiosa nella narrazione, dedicata all'introduzione di un "fatto noir", l'omicidio di un pezzo grosso dell'intrallazzo politico-malavitoso della distopica New York alle soglie dell'anno 2000, e alle indagini che il caso richiede. Poteva anche essere sostituita da due righe introduttive, o non esistere affatto, a mio avviso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda parte è di gran lunga migliore, più scorrevole in stile e contenuti e decisamente più stimolante. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nello scenario di un mondo incontinente d'umanità, in cui il divario sociale è nettissimo e vede la maggior parte della popolazione povera, incolta, stipata e per lo più senza un tetto sulla testa da una parte, e dall'altra chi invece può ancora permettersi il lusso di stappare del whisky e rimanere a palle all'aria davanti ai condizionatori, si muovono dei personaggi ottusi, manchevoli di quei guizzi che io chiamo "d'umanità", ma che sono di rabbia fisiologica, di quell'individualità salvifica per la dignità propria e di quella collettiva. Ma nemmeno si possono definire dei disperati: essi non si pongono neanche il problema dello sperare in qualcosa di migliore. Forse talvolta, uno spiraglio. Nella donna, Shirl, che è in grado solo di utilizzare la sua avvenenza (e, ovviamente, i suoi genitali) per entrare, ogni volta che vuole, a far parte di quella ristretta élite di gente col tetto sulla testa e con buon cibo in bocca. Forse, nella sua povertà intellettuale ed incapacità nel non fare nient'altro se non cambiarsi d'abito o limarsi le unghie, qualcosa di buono c'è. Ma è minima, e soffocata dalla sua pochezza e dal suo disgustoso (esagero?) individualismo. Lei vuole la comodità, tutto ai suoi piedi, non le piace tirar la cinghia. E a &lt;i&gt;chi&lt;/i&gt; piace, Shirl?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Brucia sicuramente una fiamma di rivolta nell'anziano Sol, ma destinata prevedibilmente ad essere soffocata (piccolo appunto: scusa Sol, mi stai simpatico, ma odio quel tuo modo smargiasso di approcciare le donne). Gli Anziani, forse per aver ricevuto il privilegio di un'istruzione, o qualcosa di simile, o forse perché hanno vissuto in periodi in cui un vero tessuto sociale, anche se forse in declino, esisteva ancora, sono gli unici rompiscatole esistenti. Gli unici con un barlume di, ecco la parola giusta: &lt;i&gt;coscienza&lt;/i&gt;. Nel resto dell'umanità essa è invece sopraffatta dall'istinto di sopravvivenza, e dai disperati (ma senza consapevolezza) tentativi di rendere la vita meno aspra ed individualista. Come? Formando il proprio piccolo branco. E andando avanti così, come viene. Quasi per dovere. &lt;i&gt;So it goes&lt;/i&gt; direbbe Vonnegut (ma non allo stesso modo, non allo stesso modo, mio buon Kurt).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un certo tipo di personaggio "inetto" mi attrae molto. L'inetto, se così si può ancora definire, che mi piace, è quello che tende senza arrivare. Quello che prova ma non riesce, il frustrato, quello un po' fallito, in conflitto col mondo, ma, ecco il suo spessore: il conflitto col mondo, che come un calzino si rigira e diventa conflitto con se stessi e bam. In una confusione di elementi d'inettitudine, ma senz'ombra di contraddizione anche di superomismo, ecco IL personaggio della crisi. Da qui è a un passo lo sviluppo di interessanti "sottotipi" di vario genere (come a un passo è la perdita di punti di sanità mentale...). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il personaggio invece più detestabile che possa mai incontrare in un libro (o film, o fumetto, o perché no nella vita) è l'inetto piatto. L'incosciente, l'idiota. L'automa. L'ottuso. Il detective Andy Rusch. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il detective Andy Rusch, nel corso della storia, indaga sull'omicidio di Big Mike. E' un bravo poliziotto, Andy Rusch, già. Il vero braccio della legge. Tu ordinare, io fare. Non importa se hai a malapena tempo per respirare. Non importa se ti sbatti dormendo tre ore a notte e oltretutto quell'ulceroso di Grassioli ha anche da farti la predica. Non importa se ti costringono a lavorare ad un caso di rapina divenuto omicidio per sbaglio, mentre, vista quanta gente ora muore al minuto, tutti gli altri casi vengono chiusi appena aperti se non si riesce a trovare il colpevole in pochi giorni. La gente è troppa. Ma Big Mike aveva amici in politica. Che suono ha la parola "stipendio", in tutto ciò?&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial, sans-serif; font-size: medium; line-height: 19px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sempre in prima battuta ho pensato che l'analisi del comportamento di massa operata da Harrison non reggesse per niente. E' in ballo da anni la convalida della legge sul controllo delle nascite, ma non si riesce ad attuare a causa della forte opposizione dei "conservatori". Allora, pensavo, non può essere. La gente povera sforna figli per avere aiuto nel lavoro. Generalmente nel campo dell'agricoltura. Ma siccome in questa società non c'è nulla da fare, né terra da coltivare, né cibo da procacciare (è razionato così come l'acqua) non ha senso che le persone continuino a far bambini. Perché dovrebbero?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto giusto se non ci fosse un divario sociale tanto profondo. Perché quella condizione è alienante, ma mai alienante quanto il rimanerci soli. Tanto che rileggendo il pezzo in cui Sol si rimbocca le maniche per partecipare ad un'azione di protesta contro i conservatori, ho dei dubbi sull'interpretazione che ho dato ai discorsi del vecchio. Pensavo che Sol fosse semplicemente il mezzo col quale l'autore parlasse e dicesse la sua (su ecologia, sfruttamento, sovrappopolazione... e così via). Ripensandoci, non so.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;- E' quella che chiamano la legge uccidi-bambini?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;- Che cosa? - gridò Sol [...] - Un branco di cretini, ecco cosa sono. Gente con la testa ancora fossilizzata nel medioevo, e i piedi fossilizzati. In altre parole, i fessi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;- Ma Sol, non potete obbligare la gente a praticare una cosa nella quale non crede.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il discorso continua, e Sol dice un sacco di cose molto sensate. Ma se la sua parte di ragione la avesse anche Shirl (sic!)?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho letto &lt;i&gt;1984&lt;/i&gt; ormai diversi anni or sono, ed in fretta. Un libro superbo, eccezionale. Ma dio solo sa (o chi per lui) quanto abbia dormito male quelle notti. Il suo vivido scenario da incubo mi perseguitava anche in sogno. Così mi son dovuta sbrigare a terminarlo, e ricordo solo vagamente caratterizzazione e destini dei vari personaggi. Una cosa però me la ricordo bene: Smith (si chiamava così il protagonista?), al contrario di Rusch, era vivo. La &lt;i&gt;società&lt;/i&gt; era viva:  il Ministero dell'Amore, i lavaggi del cervello, le torture, le abiure, esistevano perché i ribelli continuavano ad esistere. Ne potevi far fuori uno, ne potevi convertire un altro, ma loro erano. Indiscutibilmente. Pur nella sua terribile condizione, l'umanità conserva in sé il seme della speranza. Ed è sua innata caratteristica!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In &lt;i&gt;Largo! Largo!&lt;/i&gt; l'umanità è già morta, il mondo già finito. L'unico a mantenerne (Sol a parte), paradossalmente, una sua cosciente visione è un personaggio marginale, Peter, il folle. Fissato con la fine del mondo, non fa altro che dar noia sciorinando frasi bibliche sull'Apocalisse e sulla grande prostituta Babilonia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;-Forse avete sbagliato secolo, - disse Andy tenendo l'uomo per il gomito e guidandolo fuori della folla. - E' passata la mezzanotte, il nuovo secolo è già cominciato, nulla è cambiato.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;-Nulla è cambiato? - gridò Peter. - Ma questa &lt;/i&gt;deve&lt;i&gt; essere la Fine del Mondo, il Giudizio Universale! &lt;/i&gt;Deve&lt;i&gt; esserlo! - Terrificato si divincolò, liberando il braccio dalla stretta di Andy e stava per allontanarsi, ma fece un passo soltanto e si voltò. -Per forza, deve finire!- gli gridò con voce straziante. Come può, un mondo come questo, andare avanti per un altro migliaio di anni, così? &lt;/i&gt;Così&lt;i&gt;?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non me la sento di dire che si tratta di un libro brutto. E' che in realtà &lt;i&gt;speravo&lt;/i&gt; che fosse semplicemente un libro brutto, tentavo di convincermene, perché so che esiste qualcosa di peggio: un libro disperato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;P.S.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Grazie a Danilo per l'interessante chiacchierata: tu riesci sempre a guardare oltre!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-7170760476256732456?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/7170760476256732456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/02/dystopia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7170760476256732456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7170760476256732456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/02/dystopia.html' title='Dystopia'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-6198323213561332083</id><published>2011-01-28T14:39:00.025+01:00</published><updated>2011-02-02T20:51:08.871+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cacca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fattume da Sostanza D'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I wanna revoluscion'/><title type='text'>Ripensamenti e mah.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi chiedo spesso se per caso, in un mondo relativamente diverso, molti più uomini possano pensare di intraprendere il mestiere di puttano. Mi chiedo poi se esistano già molti più uomini di quanto creda che senza problemi pensano di poter fare il puttano. Mi chiedo ancora se non esistano già tanti puttani, più di quanto si pensi, più di quanto si creda, più di quanto una persona comune non sia disposta ad accettare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi chiedo, ancora più spesso, se, cercando di abbattere un cliché e sdoganare verità socialmente "scomode" ma quotidianamente nascoste, non si vada a sbattere su cliché egualmente granitici ed altrettanto fastidiosi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/donne/sono-cristina-e-faccio-la-puttana-il-testo-che-fa-infuriare-il-premier-1.268178"&gt;Questo&lt;/a&gt; è un estratto di un libro dell'attuale direttore de L'Unità, Concita de Gregorio. Non mi è mai stata particolarmente simpatica, a dirla tutta. Però mi ha ricordato un po' l'approccio della Despentes al tema, che lessi ormai più di un anno fa, e al quale spesso ripenso. Ci ripenso anche alla lontana, ci ripenso nelle più svariate declinazioni, spesso anche non accorgendomene, ed assieme a tutte quelle pubblicazioni che ho letto e sto leggendo nelle quali sorgano perplessità o domande su cosa significhi davvero essere nata senza pene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quell'estratto, lo ammetto, non mi piace. Quando si parla dell'essere donna, talvolta, traspare questa enorme voglia di rivendicare la propria libertà sessuale, facendo della vagina anche uno strumento di lavoro, e dunque scegliere di intraprendere una brillante carriera nella prostituzione, diretta o un po' meno (webcam &amp;amp; affini), nella pornografia, insomma, lavorare col corpo. Sacrosanta libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, e dunque?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Brava, vuoi un applauso?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Hai abbattuto le tue personali barriere, senti la società in debito verso di te perché la sua ipocrisia può assalirti perché chi ti critica può darti lavoro, quando nessuno più lo guarda. E per questo ti senti più figa degli altri?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per giustificarti agli occhi di chi hai bisogno di guardare così nel profondo le debolezze altrui, e dichiararle nel tuo discorso, Cristina, presunta puttana? O Virginie, se preferisci? Perché hai bisogno di sentire il tuo lavoro come un servizio sociale? Non può venirti in mente che, magari, dietro una scopata, invece, possa esserci solo una scopata?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è un attacco, non è un &lt;i&gt;j'accuse&lt;/i&gt;, come spesso invece mi appaiono questi reiterati discorsi alla femminista-wannabe. Accuse alla solita "società": la solita fotografia in scala di grigi di uomini tristi e soli che hanno bisogno della valvola di sfogo sessuale (per carità, sennò non si reggono... allora mi chiedo perché, difficoltà di erezione a parte, non siano LORO a dover scegliere di fare questo lavoro: i puttani) per ritrovare la felicità perduta, perduta anni fa quando hanno deciso di indossare le trite e ritrite manette del matrimonio, con donne lise e corrose dalla fatica senza più tempo da dedicare al marito né alla loro stessa cura personale, le solite donnette che dopo il parto ingrassano e non vogliono più scopare, e anche se volessero farlo toglierebbero qualsiasi libido a quei loro mariti brutti, sudati, schifosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E per quanto possa esistere questo quadretto, io mi chiedo cos'abbia in più una puttana per sentirsi più figa dei suoi protagonisti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il suo servizio sociale può essere utile anche solo per un attimo, quell'attimo in cui il "suo ragazzo" si sente nervoso e vuole un pompino, poi scherzano e ridono, ma lei sa che in fondo è vero, che così lui ritroverà la sua calma. In fondo è vero cosa? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché pensa al maschile? Perché non menziona il fatto che volendo potrebbe bastare una leccata al tappetino di una donna per chetare il suo isterismo (e tra l'altro... il vibratore l'hanno inventato apposta. Quindi mi sa che è vero, sì)?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Io sono la padrona": mi chiedo di cosa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non so, sono troppo giovane in esperienza per sapere dove la vita può portare, cosa può spingere a fare, non so cosa voglia dire aspirare una vita decente (credo di averla già, senza aver fatto alcuno sforzo, e spero che duri). C'è chi per aspirare a questa "vita decente" si mette a fare la puttana; per me non è un problema. Solo, per me quella non è vita decente, come può non esserla quella di un minatore, quindi escludo quella strada. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E adesso io mi sento migliore non di una puttana (come non mi sento migliore di un minatore), ma di chi deve delle spiegazioni a se stesso o agli altri nel giustificare le proprie scelte "socialmente scomode". Perché la spiegazione più semplice, dignitosa e accettabile per me resta una ed una sola: basta un "perché mi va e ho la libertà di farlo". E stop.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[P.S. :capoverso senza veli e nemmeno troppo senso:]&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E comunque non lo so, il succo del discorso è che intorno a questo argomento, tanto per restare in tema, ci si fanno un sacco di seghe, un sacco di casini, c'è persino chi ci scrive interi libri o post sui blog, si potrebbe risolvere tutto con una parola, e tutto il resto non ha molto senso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma in fondo so che sono un po' nazi, a me le puttane per scelta, per quanto rispetti la libertà di compiere una scelta senza se né ma, mi fanno schifo, mi fa schifo che esista il mestiere della puttana, suvvia, lo ammetto. E non mi fa più schifo chi ci va, come dicono tutti: a me fanno schifo entrambi. Non è un falso moralismo, mi fa schifo e basta, rivendico la mia libertà a provare disgusto. E mi fa schifo in parte per tutto quel pippone sulla società (che noia: insomma, se vuoi scopare e sei stufo della tua vita monotona e grigia abbi le palle e dacci un taglio, tanto non è che il tessuto sociale sia ormai tutto questo granché, il solito discorso, alla fine lo stesso discorso dell'autrice; però poi ci sono gli affetti, i figli e blablabla due balle), ma anche perché tutto il pippone sulla società, lo stesso pippone che l'autrice monta su, mette sullo stesso piano, bilancia esattamente lo schifo che si può provare nei confronti di chi va con le puttane e verso chi la puttana la fa. Se dobbiamo ricondurre tutto ad una necessità, è così, dunque.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Necessità di denaro e scelta di intraprendere una data carriera in un caso; necessità di sfogo, di relax, o quant'altro e scelta di porre fine allo stress con una puttana, nel secondo caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco come va "la società": tutti a pensare al bigottismo, all'ipocrisia, ma secondo me dietro c'è qualcosa di molto più semplice: fa solo un po' schifo. Improvvisamente mi sento molto integrata. Bigotta? Alcuni (con una mentalità a loro detta aaapeeerta) mi hanno dato quest'epiteto, perché ammetto a me stessa lo schifo che mi fanno le cose. Alla faccia delle accuse d'ipocrisia alla "società".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io però nel mio presunto bigottismo una piccola vendetta nei confronti delle prostitute me la prenderei: vuoi vedere quanti soldi entrerebbero in cassa mettendole in regola?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vendetta poi, molto tra virgolette: un vero lavoro non ha bisogno di tutte ste seghe mentali. E ce ne libereremmo, persino delle mie.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-6198323213561332083?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/6198323213561332083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/01/ripensamenti.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6198323213561332083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6198323213561332083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/01/ripensamenti.html' title='Ripensamenti e mah.'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-87565734228250010</id><published>2011-01-10T11:56:00.012+01:00</published><updated>2011-02-03T00:59:33.371+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cacca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fattume da Sostanza D'/><title type='text'>Trop.po.p.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non va.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quando Anobii ha iniziato a fare il bizzoso, mi si è inceppato un qualche meccanismo interno. Leggo meno, e se leggo, leggo pop. Ho smesso di vagare per blog interessanti trattanti pubblicazioni vecchie e nuove, ho smesso di vagare per i locali della biblioteca in cerca della prossima lettura, se passo in libreria ci rimango quel tanto che basta per compiere la missione prefissata. Dritti all'obiettivo, poi in cassa, poi ciao. Sono diventata una persona peggiore. Damn it, mi sono svenduta. Sapevo che questo mio vagare per abissi di forum, social network, personal blog m'avrebbe prima o poi corrotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel lontano settembre in cui avevo pianificato quel bel percorso di letture sulla mistificazione della realtà, ho avuto un'epifania.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La luce divina è stato un insospettabile video di due pseudo-deficienti che si divertono ad andare in giro per comi-con e rompere le scatole ai cosplayer. Il nonsenso è che sono cosplayer anche loro. Fingendosi anonimi e normalissimi infiltrati alle "carnevalate", in video in stile Iene se la ridono alle spalle dei mascherati ammettendo di voler "fare satira" sui cambiamenti insorti nell'ambiente di fumetti &amp;amp; cosplay. Wow, satira. Il che sembrerebbe assurdo, becero e grossolano. Se non fosse che, non essendo tutto ciò che sembra, esce fuori che loro non sono loro, ma i loro "personaggi" che si fingono (incomprensibilmente) beceri e grossolani, e i due non sono altro che divertiti spettatori di loro stessi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficilissimo cogliere l'intento reale, non essendoci una critica "attiva" ed esplicita alla "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;mafia dei nerd che si nasconde e annida nelle fiere del fumetto&lt;/span&gt;", compiendo poi "attacchi" indiscriminati (chiamiamoli così) che colpiscono ragazzini fissati in crisi da merchandising sfrenato ma anche no.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, è una cazzata. Nel senso che non ho idea del perché quest'insulsaggine del web abbia potuto ossessionarmi tanto da poter essere eletta ad "epifania ufficiale". Forse perché avevo già bollato l'operazione come terribilmente grossolana, schifandola come una piaga purulenta della società, e poi s'è rivelata, al di là degli intenti, sottile tanto da non averla colta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Breve è stato il passo verso l'essere spettatrice di me stessa. Sciocca, brutta gradassa, pensavi di aver capito tutto, e invece.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal vedermi come una curiosa, umile, nascosta "studiosa" della socialità del web, sono passata al sentirmi una morbosa pettegola perditempo troppo esposta, un po' attention-whore. Volevo analizzare tutto il "peggio-pop" ma sono diventata parte del peggio-pop. Sempre che non lo sia stata sin dall'inizio. Such a shame.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sto qui a dire come, ma... merda, sto scrivendo cazzi miei su un blog, non è abbastanza?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ovviamente, mi sto guardando dall'alto, ridendo di me. Ovviamente, mi sto guardando da più in alto facendo facepalm di quella là che ride di una che fa facepalm scrivendo su un blog riferendosi a una tizia qualunque che si lamenta di essere caduta in un baratro affollato di sporca plebaglia. Ovviamente, su Giove, sto ridendo di quella in pieno facepalm demoralizzata da quella che ride di una che fa facepalm scrivendo su un blog che parla di una qualunque lurida merdolina che si lamenta di... ok.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono pentita, lo ammetto. Sto espiando le mie colpe fissando pixel a forma di lettere in un luogo-non-luogo. Pensando di espiarlo mi rendo ancora peggiore di ciò che ho detto di credere di essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è detto che lo creda davvero. Forse sto solo rosicando di non aver colto i video di quei due. Perdutamente odio le circonvoluzioni cerebrali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;P.S.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.sugarpulp.it/critica/l-uomo-dei-dadi"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri ho sbagliato un congiuntivo. È stato tremendo. Ciò dimostra che ci sono rotelle inceppate. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-87565734228250010?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/87565734228250010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/01/troppop.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/87565734228250010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/87565734228250010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2011/01/troppop.html' title='Trop.po.p.'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-1870785926381459350</id><published>2010-09-06T21:38:00.023+02:00</published><updated>2010-09-16T15:09:32.066+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cacca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I wanna revoluscion'/><title type='text'>Tolleranza zero - 1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Niente è reale, tutto è lecito&lt;/i&gt;"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certi meccanismi, certe forme mentali, certe frasi o certi dati di fatto, sembrano talvolta essere talmente assodati o ripetuti che, come la sabbia cade nel mare, sembrano sedimentarsi, piano, piano, nelle menti. Sgusciano fuori come serpenti d'acqua in forma di locuzioni, di frasi di rito per dar l'avvio ad un pensiero, di obiezioni classiche per affermazioni scomode. Eppure, se le vedi, queste sabbie sono fatte di nulla. Sono inconsistenti, senza fondamento. Ma questo nulla di fatto ha delle conseguenze di peso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sbroccare per la verità&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un motivo in particolare che mi spinge ad amare la lettura e il confronto: è la ricerca della verità. In questo senso internet ha molto aiutato le persone come me: bastano pochi click e con poca fatica (ma tutto sommato è falso, la ricerca della verità ne richiede sempre molta)  è possibile accedere ad un gran numero di utili informazioni. D'altro canto, però, è necessario lavorare di fino per scartare quelle inutili e dannose. Internet ha anche contribuito a dare proporzioni mondiali all'antichissimo fenomeno della diffusione di bufale e ciarlatanismi di vario genere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come ho avuto già modo di scrivere, trovo utile frequentare social network e forum. Utile per sondare qual'è lo stato d'animo collettivo, almeno di una certa tipologia di gruppi; per capire quali direzioni "l'uomo-folla" preferisce prendere rispetto a quelle dell'"uomo individuo". Come si muove il mondo insomma, cosa lo prende, su cosa si fa leva per percularlo. Mi serve anche per difendermi, per evitare di far parte dell'"uomo-folla" quando questo, con stoltezza, si fa tirare per il naso in direzioni masochistiche. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spostandoci un tantino da quello che voleva essere l'argomento d'esordio del post, il revisionismo storico ed il suo uso politico, parto da un episodio di vita e incazzatura vissuta e su forum, per poi proseguire in una sorta di flusso di coscienza che, come filo conduttore, vuole avere proprio la ricerca, spesso estenuante, della verità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La goccia che non fa traboccare il vaso&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'omeopatia è una gran cazzata. E scusate se è poco. Non c'è da spendere troppe parole in sua difesa. L'apologia omeopatica si basa su assunti come questi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- "Con il mio cane/mio nonno/mio figlio ha funzionato. Non ho detto loro nulla: non c'è effetto placebo"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- "Mi sento un caso assolutamente peculiare, su di me l'omeopatia funziona, su di te potrebbe non funzionare. Non siamo tutti uguali"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- "Ci mette molto tempo per funzionare, non è come la medicina tradizionale che pretende di trovare una cura immediata alle necessità del corpo in malattia"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è falsità pura e semplice. Ma non sono io a dirlo, sono le ricerche, la comunità dei ricercatori, dei medici, le evidenze sperimentali di ricerche condotte con tutti i crismi. Ma non basta. L'omeopatia è una questione oramai metafisica. Sei dei nostri o no? Ci credi o non ci credi? Se non lo fai, bè, non puoi smontare il castello di carte altrui, costruito con tanto sudore su carteggi ed esperienze basati su tale immane raccolta di fuffa. Con me funziona. Punto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dare del ciarlatano ad un medico omeopata è considerato offensivo. Mah, forse perché è poco, meglio stregone. E fu così che, intitolando un topic "ciarlataneria e medicina", senza alcun riferimento (esterno) al fenomeno omeopatia, fui avvertita del fatto che sarei stata passibile di denuncia. Fornirei volentieri nome, cognome ed indirizzo a chi si prendesse la briga di inoltrarla, questa denuncia: non credo avrebbe molta speranza di vincere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sono stata in qualche modo "accusata" di "avere degli interessi in ballo". O meglio, di prendere una posizione contraria alla "medicina alternativa" perché sono di parte. Di parte cosa? Sono stata indottrinata, forse? Mi hanno fatto il lavaggio del cervello? O forse ho scelto di intraprendere la strada di una maggior conoscenza scientifica per parlare di certi temi con una maggior cognizione di causa, proprio perché mi sono resa conto del fatto che certi strumenti critici, nonostante i miei (allora) 20 anni, non mi erano stati forniti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può avere un cervello acritico qualsiasi sia il percorso di studi intrapreso nella propria vita. Perché la conoscenza non si acquisisce fagocitando slogan, scegliendo la risposta più semplice per metterci a posto la coscienza. O quella più suggestiva perché è affascinante. Non si può credere che il mercato omeopatico sia esente da speculazioni ed interessi e che queste siano un problema esclusivo delle grandi case farmaceutiche. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E come ho già scritto sul forum in questione:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 14px; "&gt;&lt;em&gt;« &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;Io non voglio dare, diciamo, giudizi ideologici. Ciò che manca proprio a livello di mezzi di informazione è un'oggettività, mancano i riferimenti scientifici, e questa mancanza riduce molti dibattiti (quello sull'omeopatia è solo un esempio) a resoconti di conflitti ideologici, senza confronti razionali, o ad elenchi di esperienze personali senza reale validità ("con mio cugino/il vicino/il cane ha funzionato" Che validità ha? L'esperienza deve essere ripetibile, avere certi standard che la convalidino ed essere all'interno di un certo campione, il caso isolato da solo non vuol dire niente. È come quando un polacco ruba e si dice "bè tutti i polacchi sono ladri". Che validità ha?). Va da sé che queste lacune producano il solo frutto della confusione del fruitore/consumatore e quindi approcci non consapevoli verso varie tematiche es. l'omeopatia, specie se, come in questo caso, alcuni "giudizi" abbiano un forte appoggio popolare. Insomma, stiamo parlando di miti.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;Io vorrei arrivare al punto in cui un fruitore di omeopatia (che può anche spendere miliardi in acquette, non è affar mio e non mi interessa, davvero!) sia consapevole del fatto che... si basa su fuffa. Ma che male fa la fuffa? Nessuno, si potrebbe obiettare. Ma in realtà se ci apriamo a un solo argomento a base di fuffa non vedo perché non dobbiamo accettarli tutti. Non si possono usare due pesi e due misure. Perché poi si creerebbero paradossi del genere:&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Allo stesso modo se ci fossero i medici che come "medicina complementare" prescrivono le preghiere alla Madonna + acqua santa non sarebbe lo stesso ? pero' sai che casino .... ci sarebbero le proteste in strada per il vaticano che si intromette nella scienza ma forse i medici col crocefisso in tasca piero angela non lo denuncerebbero&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Senza contare che l'esasperazione o peggio la disperazione per una malattia è molto facilmente sfruttabile. Legittimare metodiche senza fondamento non mi sembra una tutela nei confronti del malato (né dello Stato nel caso il s.s.n. dovesse rendere mutuabili gli omeopatici... vi immaginate in che posizione si troverebbe lo Stato nel caso arrivassero frotte di lamentele e richieste di rimborsi di gente sulla quale quei medicinali non hanno "funzionato"? Non sarebbe affatto invidiabile).&lt;br /&gt;Insomma io non voglio "convincere" nessuno. Mi sta bene che un individuo scelga di fregarsene della "verità scientifica" e andare per la propria strada, alla fine si chiama fede, non ho argomenti per discuterne. MA un individuo deve arrivare alla consapevolezza del voler&lt;i&gt; scegliere&lt;/i&gt; la fede, possibilità che non viene data più di tanto, perché manca un'informazione oggettiva nei confronti della medicina alternativa. Io credo che ben poche persone (non qui, ma in generale) conoscano i principi dell'omeopatia, viene pubblicizzata nel segno del marketing facendo leva sulla voglia di "ritorno alla naturalità", molte informazioni o non vengono date o sono faziose.&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 14px; "&gt;&lt;em&gt;»&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Però, non capisco come, questa posizione viene presa per estremismo. La scienza non è una fede, sono d'accordo. Ma una verità oggettiva, almeno in questo caso, esiste, o può essere cercata, perché ignorarla? Perché non pensare che, in un mondo dominato dalle logiche del profitto, gli inganni non provengano da più di una direzione?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Termino con una frase di Paolo Attivissimo, noto bloggatore e smascheratore di bufale. Si tratta di una critica a chi ha acquistato il famoso Power Balance, ma sostituendolo con "omepatia", "pendolino", "biowashball", "cristalli magnetoterapici", la morale non cambia. Eccola qua:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif; font-size: 15px; line-height: 21px; "&gt;a questo servono la conoscenza scientifica e il metodo d'indagine razionale: a non farsi buggerare dai ciarlatani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, e se siete fra quelli che hanno comperato il Power Balance, lasciate che ve lo dica senza troppi giri di parole: &lt;b&gt;siete dei fessi&lt;/b&gt;. Offendetevi pure: vuol dire che siete due volte fessi. La prima perché avete abboccato alla panzana del Power Balance, la seconda perché invece di ammettere di aver fatto una fesseria v'incazzate con me. La prossima volta, magari, provate a informarvi prima di comperare una patacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-1870785926381459350?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/1870785926381459350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/09/tolleranza-zero.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1870785926381459350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1870785926381459350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/09/tolleranza-zero.html' title='Tolleranza zero - 1'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-1823634136956479904</id><published>2010-08-20T14:23:00.010+02:00</published><updated>2010-09-16T14:46:28.562+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mishima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Pirati! Ancora!</title><content type='html'>A parte qualche intermezzo, qui si veleggia ancora sulla rotta della Tortue. &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_clessidra_del_potere/9788804596318/015db0404ce9868a4e/" title="More about La clessidra del potere"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=015db0404ce9868a4e&amp;amp;time=1264702839" title="More about La clessidra del potere" alt="More about La clessidra del potere" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Questo libercolo l'ho acquistato, si dice, per regalarlo a mia sorella, pur sapendo che mia sorella preferisca di gran lunga dedicarsi con passione alla ri-ri-ri-ri-ri-lettura di fumetti manga quali Ransie La Strega, Card Captor Sakura, e ultimamente Sei il mio cucciolo. Il suo hobby preferito era consumarne le copertine, tenendole ben salde tra le sue dita sudaticcie, sino a farle divenire una sorta di poltiglia. Se non fossi riuscita a toglierle questa malsana abitudine, il suo destino di lavoratrice in impianti di riciclaggio carta con metodi biologici sarebbe stato assicurato. Ad ogni modo, l'ho &lt;i&gt;davvero &lt;/i&gt;acquistato per regalarglielo. Credo che, data l'età, riesca ad apprezzarlo più di me. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avevo voglia di leggere una ragazzata, un libricino scorrevole, tanto per distrarsi. E l'ho persino scelto con elementi fantasy (sì, aborro il fantasy: lo considero il più grosso secchione di spazzatura letterario). E ha ben risposto alle mie aspettative. Lo potrei definire come una semplice sommatoria: Monkey Island + Resident Evil + L'Isola del Tesoro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Monkey Island perché il cattivone cattivo cattivo della storia non riesco a non immaginarlo come una sorta di LeChuck: anche un po' grottesco nel suo essere nero, malvagio e senza pietà, capo di un esercito di non-morti e capace di terrificanti incantesimi di magia nera (vudù? Ci starebbe bene!). Una macchietta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resident Evil perché di zombie ce ne sono un fottìo, e affamati. E puzzolenti. Divertente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Isola del Tesoro perché il protagonista è il solito ragazzino sveglio, che si caga sotto ma alla fin fine mostra coraggio, più coraggio di quanta ne richieda la sua età, e riesce a farsi amare ed accettare dalla ciurma di adulti e bla bla bla bla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi aspettavo una grossa caratterizzazione dei personaggi e fortunatamente non l'ho trovata. Speravo in un maggiore lavoro di approfondimento sulla realtà quotidiana di una nave. I romanzi pirateschi sono zeppi di terminologia esclusivamente marinaresca, e qui l'unico termine tecnico che ho incontrato è stato "barra del timone"... va bene, sarebbe uno spunto per imparare cose nuove, ma d'altronde il libro è destinato ad un target d'età decisamente più basso delle mie due decine e mezza, ci rinuncio tranquillamente. Diciamo che, fino al penultimo capitolo, non volevo essere impietosa. Volevo uno svago semplice, leggero e piratesco e l'avevo trovato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, il Karnar. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un mostro marino che sbuca fuori come un perfetto quanto inutile deus ex machina, senza background definito, viene, appare a buffo, salva la masnada di pirati buoni e di sani principi ed altrettanto a buffo scompare. È perché odio il fantasy? È vero, ho le mie riserve, ma, davvero, &lt;i&gt;questo &lt;/i&gt;era un espediente narrativo che definirei raffinato quanto un sonoro e pieno rutto di un conferenziere al microfono. Semplicemente messo ad minchiam. Discesa vertiginosa del giudizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_Corsaro_Nero/9788497890861/01afc23c33e36c8c49/" title="More about Il Corsaro Nero"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01afc23c33e36c8c49&amp;amp;time=1274302374" title="More about Il Corsaro Nero" alt="More about Il Corsaro Nero" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Si potrebbe etichettare con la dicitura "piacevoli sorprese". Non avevo letto mai niente di Salgari, e pensavo di essere ormai troppo attempata per apprezzare le sue opere, un po' come mi è successo per L'Isola del Tesoro di Stevenson. Un libro piacevole, questo, ma a tratti poco vivido e lento in alcuni punti. Forse il fatto che il protagonista sia il solito ragazzino di giovanissima età (nella mia immaginazione opportunamente sostituito da una ragazzina in incognito, ma non cambia nulla) oramai mi mette un po' a disagio. Per inciso, Long John Silver, alias Porco Arrostito, s'è poi rivelato il personaggio più interessante del libro e non vedo l'ora di approfondirlo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando al Corsaro Nero, s'è rivelato essere di gran lunga al di sopra delle mie aspettative. Un libro per ragazzi di ogni età, senza ombra di retorica. Il protagonista ha tutte le caratteristiche distintive dell'eroe: nobiluomo, cavaliere, pietoso, eppure... Eppure, con quella sua aria funerea, lugubre, è circondato di quella cupezza da tenebroso che a prima vista lascia spiazzati in un personaggio tanto positivo, fiero e di saldi principi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La chicca è il cammeo del giovane Morgan, comandante in seconda del Corsaro Nero, evento salutato con entusiasmo dalla mia immaginazione. Senza fatica l'immagine del Morgan della Santa Rossa è stata riutilizzata qui, "fittava" (come si dice in italiano?!) perfettamente: per me è stato meglio che guardare un film. Strepitoso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le descrizioni naturalistiche di paesaggi, fauna e flora sono vivide ed impeccabili, così come quelle di eventi, dalle battaglie navali all'emozionante uragano presso le coste delle piccole Antille, fino al palpitante amorazzo fra il Corsaro e Honorata, che credevo che il libro me lo facesse calare, e invece... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non l'ho ancora terminato, ma mi sono ritrovata ad aver letto 160 pagine in due giorni. Da rimanerci con gli occhi sgranati. Fantastico! Entusiasmante! Vivido!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;C'è dell'altro&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Amélie Nothomb - Metafisica dei tubi, Le Catilinarie, Né di Eva né di Adamo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perde un po' di punti questa scrittrice, nella mia classifica personale. Sembra come se, quando il contenuto delle sue opere sia privo di palese piglio critico o polemico nei confronti di alcuni meccanismi sociali, esse diventino prive della verve che mi aveva conquistata precedentemente. Se si concentra sulla sua autobiografia senza contestare nulla, mi risulta antipatica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente di che per questi tre libri (il primo parla della sua infanzia, il secondo è un racconto un po' angosciante ma carino, forse il più rilevante fra i tre, il terzo narra della sua storia d'amore, se così la si può chiamare -&lt;i&gt;koi&lt;/i&gt;, non &lt;i&gt;ai&lt;/i&gt;, precisa lei- con un ragazzo nipponico), a parte un viscerale odio per le carpe che personalmente non condivido.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Yukio Mishima - La dimora delle bambole&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un libro di quattro o cinque racconti brevi, degni di menzione. Si tratta di racconti giovanili, antecedenti al romanzo "Confessioni di una maschera". Come al solito Mishima sa incantare il lettore, con quella comunione che fa sbocciare fra i suoi personaggi e la natura che li circonda, che sembra riflettere i loro stati d'animo e farsi portavoce dei loro turbamenti. Eppure sembra sempre sovrastarli, o prendere vita come personaggio a sé stante. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bellissimo l'ultimo racconto, "&lt;i&gt;Biglietti&lt;/i&gt;", intriso di un'atmosfera macabra di gusto tipicamente nipponico. Un po' lento "&lt;i&gt;Il Principe Karu e la principessa Sotori&lt;/i&gt;" ma molto gradevole soprattutto per l'ambientazione nell'antico Giappone. Tutti comunque molto delicati e dall'atmosfera come di nebbia, quasi onirica, ma minuziosamente studiata (non incompiuta, ingarbugliata, inutile e senza ombra di raffinatezza come può esserlo quella di una Banana Yoshimoto, ad esempio).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Mary Roach - Stecchiti. Le vite curiose dei cadaveri&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di rado abbandono un libro, perché se non mi piace devo conoscerne l'intimo motivo, meditarci sopra, rimuginarci ed andare a fondo nello schifo che fa o nella sua insulsaggine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui non ce l'ho fatta. E l'ho pure ordinato io in biblioteca. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È un libro di divulgazione scientifica anche ben scritto, con toni fra il serio e il faceto ma mai irrispettosi, che si propone di esporre al pubblico come i cadaveri hanno contribuito, volenti o nolenti (prima di passare fra i più, ovviamente), all'avanzare del progresso dell'umana specie. Prove tecniche di crocifissione o di interventi chirurgici, furti di cadaveri per dissezioni, collaudi d'automobili, ricostruzioni d'incidenti aerei (ho trovato un ulteriore motivo per non imbarcarmi in quei demoniaci tubi di metallo), trapianti di testa... svelati tutti i segreti della decomposizione. BLAAAAAAAAAAAAAAH! Non ce l'ho fatta, speravo di finirlo in fretta, ma madonna mia... niente, niente, non ci sono riuscita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sembra di aver rivissuto l'esperienza della visita al museo anatomico organizzata dalla docente universitaria di anatomia. Prima di entrare ero curiosa, tutta spavalda e anche un po' cazzona. Salvo poi uscire di lì con, dinanzi agli occhi, immagini di fettine umane, esseri micro e macrocefali in formalina, crani sezionati e nervi messi allo scoperto, con il colorito di un panno candeggiato ed in preda a conati e barcollamenti sospetti. Oltre al danno, la beffa: i colleghi più scettici uscirono dal Forlanini assolutamente entusiasti dell'istruttiva (per me distruttiva) visita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Niente, per me il post-mortem è un tabù disgustoso, macabro e triste che posso affrontare solo attraverso la distanza del fantastico: ben vengano zombie, vampiri, uomini scheletro o fantasmi, ma la scienza della morte no, proprio no. Grazie per averci provato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Bobby Henderson - Il libro sacro del prodigioso spaghetto volante&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È la risposta più bella mai inventata alle scempiaggini dei creazionisti. Scritto da un fisico, si tratta di un vero e proprio libro sacro, con tanto di brochure da fotocopiare e distribuire per accaparrarsi proseliti e articoli (pseudo) scientifici di supporto alla neoreligione del Pastafarianesimo, ossia dei seguaci del Flying Spaghetti Monster (tradotto con Prodigioso Spaghetto Volante, in breve PSV). Si tratta in sostanza di una risposta a tono a chi avesse chiesto di introdurre l'insegnamento della "teoria" creazionistica a fianco di quella evoluzionistica. Volete insegnare il creazionismo nelle scuole? Bene, esigo che anche la creazione secondo il Pastafarianesimo venga insegnata, ha la stessa identica dignità e gli stessi fondamenti scientifici. L'ho trovato per caso in biblioteca e non potevo lasciarlo lì, né evitare di acquistarlo per regalarlo al primo amico che compiesse gli anni di lì a breve. È semplicemente geniale. Ogni evento naturale ha una spiegazione "logica" in funzione ovviamente del PSV, così come i seguaci del disegno divino ne trovano una buona per il loro dio qualsiasi esso sia. E, manco a farlo apposta (sarà un divino segno d'elezione del PSV, un suo prodigioso messaggio?), il suo popolo eletto sono... i pirati! E così viene dimostrata, attraverso la simulazione SPADA, la stretta correlazione fra la diminuzione del numero di pirati e il riscaldamento globale, provocata da un diminuito &lt;i&gt;upwelling&lt;/i&gt; delle acque&lt;i&gt; &lt;/i&gt;marine; vengono fornite prove matematiche, ontologiche e manageriali dell'esistenza del PSV; la gravità viene minuziosamente spiegata con l'azione delle Sue appendici pappardellose... e così via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;In His name we pray, Ramen&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-1823634136956479904?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/1823634136956479904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/08/pirati-ancora.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1823634136956479904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1823634136956479904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/08/pirati-ancora.html' title='Pirati! Ancora!'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-2499061798959590862</id><published>2010-07-16T23:43:00.006+02:00</published><updated>2011-02-03T01:01:38.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fattume da Sostanza D'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirati'/><title type='text'>Di librerie, di fesserie, e di bicchieri di rum per conforto. Nulla di serio.</title><content type='html'>&lt;b&gt;Flash 1&lt;/b&gt;&lt;div&gt;Capita, che hai voglia di spararle, le fesserie, certe volte. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sai cosa? Che ho trovato il mio libro perfetto. Pensavo non esistesse, invece l'ho letto! Ma mi sono innamorata del libro o del protagonista? Chissà, forse entrambi, ma d'altronde senza quel protagonista non sarebbe lo stesso libro. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà se ci pensava, John, che mandando alla stampa quella sua opera avrebbe tanto fatto girare la testa ad un'idiota dall'altra parte del mondo diversi decenni dopo, anche parecchi anni dopo essersi goduto il viaggio con Charley. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così, con questo Henry Morgan fra le cervella, non riesco a godermi le letture successive. Me ne sono procurata di piratesche, ho pensato, bè, se non Morgan, qualche altro o altra ce ne sarà, di personaggio avvincente, in cui immedesimarsi, no? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' che non ho voglia di scoprirlo. Perché Morgan e Morgan e Morgan e sto cazzo di Morgan... è una dichiarazione d'amore. Ahoy, love ya, Henry Morgan. Vorrei rileggere quel libro. Lo avessi fra le mani lo stuprerei. Reato di stupro di libro. Lo leggerei e rileggerei mille volte e mille ancora. Lo sdrumerei. Con le pagine di carta velina, lo farei diventare, con la copertina sciolta e semidistrutta, che non si vede l'illustrazione, con le sottolineature delle parti più belle e le orecchie, di elefantiache proporzioni, ne strapperei le pagine somme per ristamparle in grande e riattaccarle lì. Lo farei mio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi amo, cartacce stampate di fonemi che non siete altro, ma fonemi messi nel modo giusto, come la frequenza di risonanza, toh, beccata, è proprio lei, è lei, non una virgola spostata a destra o a sinistra, sà?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, sudo. No, non è la potenza dell'amore. Credo sia l'alcol. E credo sia luglio. Shiver me timbers!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Flash 2&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nah, basta cazzate. Parliamo di cose serie. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per esempio: quando ti senti spinto a comprare una doppia copia di un libro che hai già, e che per giunta hai acquistato tu poco tempo prima, solo perché "l'edizione è graficamente più accattivante, guarda qua, è fantastico, mi spinge a leggerlo che è un amore! Mi grida: -Comprami! Avrai più piacere nel tenermi fra le mani! Le mie pagine scorreranno più facilmente dinanzi a te, sono scritto più grande, sono più carino, compatto, e la mia veste grafica è fatta apposta per infinocchiar... ehm, rendermi gradevole ai tuoi occhi. Sù, cosa aspetti? Prendimi, ORA! -".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ho preso, cazzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Maledetto Mucca Design.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, grafici, stirpe impura, servi del potere e del dio denaro, mi avete fregata. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;O è puro nerdismo di stampo bookaholic, o sono un'idiota, o entrambe le cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però... quel libro diceva tutte cose vere! Nelle mie mani brilla! E' così bello! Sono così CONTENTA di averlo acquistato!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Flash 3&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avast ye! Letture piratesche in arrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io &lt;i&gt;cerco &lt;/i&gt;di dividere i miei percorsi di lettura in filoni; è che in due o tre anni questi aumentano che non so, che devo fare per amministrarli? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il filone Giappone continua ad arricchirsi grazie all'abbondanza scialacquata dell'ultimo periodo. Il mio problema è che i libri che compro li leggo &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt; perché ciò che mi dico è: "bene, ora è tuo. Vedi di 1) godertelo. Non divorare... con parsimonia, dai, con parsimonia 2) tenertelo caro. Ce l'hai qui... non è piacevole fremere d'attesa? Lo puoi leggere quando vuoi. Goditelo. Passaci davanti, guardatelo, carezzatelo, compiaciti di averlo." Poi và in biblioteca e prendine in prestito un altro, prima che uno stronzo ti freghi il titolo che hai adocchiato. Poi, quelli lì, quelli della biblioteca... sono di tutti. Bella cosa, pensi? Insomma. Te ne stai convincendo. Quelli lì, te lo dico: sono puttane. Una botta e via. Li restituisci, pronti a darsi a qualcun altro. Con le copertine stropicciate dalle mani di chissà chi... No, te lo dico io... tu te li devi godere. Devi averli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mmm... credo abbia un nome. Penso si chiami avidità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho divagato dal punto tre - sottotitolo: letture piratesche in arrivo. Riproviamoci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Flash 3bis&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avast ye! Letture piratesche in arrivo!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/L_isola_del_tesoro_Ediz_integrale/9788817029629/01691761b30dd2791b/" title="More about L' isola del tesoro. Ediz. integrale"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01691761b30dd2791b&amp;amp;number=1&amp;amp;time=1239683180" title="More about L' isola del tesoro. Ediz. integrale" alt="More about L' isola del tesoro. Ediz. integrale" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; mi sembra sia un caposaldo. Soprattutto alla luce del fatto che l'esimio John Silver è stato ripescato dall'universo dei personaggi letterari e collocato in una serie di sequel, prequel, e sim. Tendenzialmente le considero mere operazioni commerciali, tuttavia... basta, basta con questo noiosissimo piglio polemico, non mi fa godere &lt;i&gt;nulla&lt;/i&gt;, voglio solo imbarcarmi, issare le vele e segnare la rotta. Ciao.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Lo riconosci il design accattivante della copertina? Eh, eh?)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avevo provato a leggere la copia della put... ehm, della biblioteca, ma &lt;i&gt;innanzitutto &lt;/i&gt;era lontana miglia dalla bellezza minimale di questa fantastica edizione (casa editrice, ehm... Bur Ragazzi), poi era scritto in pulcesco, e poi ancora, non so come, non mi scorreva. La grande nota di merito di quell'edizione là - edizione edita da L'Unità- tuttavia, è la prefazione di Lidia Ravera, che si rammarica, delusa, di come queste fantastiche avventure, esulanti dalle noiose e quotidiane quattro pareti di casa, siano prerogativa assoluta degli uomini. Di come la madre di Jim, dopo aver preso l'audace decisione di tornare indietro, verso la sua locanda, sottoponendosi al rischio di incontrare quei brutti ceffi che tanto filo da torcere avevan dato a Billy Bones, poi non riesca a far altro che... svenire. Scupper that! Ma vaff...! Ye cowardly swab!! &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Maledetto Stevenson! Sai cosa? Me lo leggo a modo mio, io. Niente Jim. Al suo posto c'è già una ragazza. Ah, libri, vascelli per la fantasia. Tutto sommato, fino ad un certo limite, puoi aggiustarteli come meglio credi. E' il loro più grande pregio. Tiè, Stevenson.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_vera_storia_del_pirata_Long_John_Silver/9788870910759/017c4ac7140717bca0/" title="More about La vera storia del pirata Long John Silver"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=017c4ac7140717bca0&amp;amp;time=1258232178" title="More about La vera storia del pirata Long John Silver" alt="More about La vera storia del pirata Long John Silver" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Questo John Silver deve essere proprio un personaggio pieno di verve... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Long_John_Silver_vol_1_-_Lady_Vivian_Hastings/01758c538ef4bdd3b1/" title="More about Long John Silver vol. 1 - Lady Vivian Hastings"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01758c538ef4bdd3b1&amp;amp;time=1273354812" title="More about Long John Silver vol. 1 - Lady Vivian Hastings" alt="More about Long John Silver vol. 1 - Lady Vivian Hastings" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Long_John_Silver_vol_2_-_Neptune/01b832c78ef6f0fd90/" title="More about Long John Silver vol. 2 - Neptune"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01b832c78ef6f0fd90&amp;amp;time=1278612672" title="More about Long John Silver vol. 2 - Neptune" alt="More about Long John Silver vol. 2 - Neptune" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uhmmm... come prima, ma a fumetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Me l'hanno consigliato tramite quel luogo di perdizione che è Anobii. Intanto, posso dire che la tavole sono, come dire... cazzute? Suona maschilista? Chissenefrega... Gradisco molto i disegni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Storia_della_pirateria/9788804516491/01e83e1fb320e7bda4/" title="More about Storia della pirateria"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01e83e1fb320e7bda4&amp;amp;time=0" title="More about Storia della pirateria" alt="More about Storia della pirateria" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Siccome John Silver ha un po' nauseato, ho anche scelto un testo meno leggendario. Abbiamo anche bisogno di un po' di realtà storica, ogni tanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Tortuga/9788804583387/015f858da5916a6210/" title="More about Tortuga"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=015f858da5916a6210&amp;amp;time=1224666692" title="More about Tortuga" alt="More about Tortuga" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Non è mio, ma l'ho regalato io. Un anno fa. E quest anno il seguito, &lt;i&gt;Veracruz. &lt;/i&gt;Suppongo che il prossimo anno mi toccherà regalare anche l'ultimo volume della trilogia. Il mio saggio ma parzialissimo prof di storia e filosofia soleva spesso affermare che si regala agli altri ciò che noi vorremmo ma in versione più scadente. Per quanto riguarda me sembra proprio non valere, infatti poi rosico di non aver acquistato le stesse cose per me (e secondo me non valeva nemmeno per lui, regalava tutto e poi se lo ricomprava... almeno lui però se le ricomprava). E sì, va bene, è avidità, è avidità. Ma guardala... è vero che questi Mondadori col dorso giallo son fatti praticamente di bristol color ecrù tagliato malissimo... però guarda che bella copertina, col teschione e gli inserti dorati! &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ok, accantoniamo ancora una volta le cretinerie. I lettori di &lt;i&gt;Tortuga &lt;/i&gt;mi hanno riferito che la ricostruzione storica sia degna di nota. Avvertenze prima di iniziarlo: abbandonare fantasie romantiche di sorta. Pirati brutti, sporchi e cattivi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bollettino terminato dopo tre giorni di patema d'animo (a quanto pare, Chrome proprio non sopporta tenere assieme aperte le schede di Anobii e qualsiasi cosa faccia parte del circuito blogspot). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-2499061798959590862?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/2499061798959590862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/07/di-librerie-di-fesserie-e-di-bicchieri.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/2499061798959590862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/2499061798959590862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/07/di-librerie-di-fesserie-e-di-bicchieri.html' title='Di librerie, di fesserie, e di bicchieri di rum per conforto. Nulla di serio.'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-3638433028960478559</id><published>2010-06-21T23:45:00.007+02:00</published><updated>2010-07-15T14:02:05.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pirati'/><title type='text'>Ahrrrr.</title><content type='html'>&lt;i&gt;E una bottiglia di rum per conforto.&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Mi vanno di moda i pirati. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;Come al solito inizia tutto per caso, forse per colpa di &lt;i&gt;Uàn Pezzo, &lt;/i&gt;forse e non da meno perché le febbri me le lascio attaccare volentieri (qualche ottuso la chiama "personalità di pongo"; io la chiamo invece "meravigliosa passionalità", strumento assolutamente indispensabile ad un curioso degno di questo nome).&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/One_Piece/01166d864e2a49c2bc/" title="More about One Piece"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01166d864e2a49c2bc&amp;amp;time=1206990301" title="More about One Piece" alt="More about One Piece" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;One Piece &lt;/i&gt;è un manga che mi ha assolutamente rapita. Purtroppo sono attualmente in stallo, ho decisamente troppo materiale, fumettistico e non, da leggere in contemporanea, ma poco male: divorare non riempe panza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente, nelle mie personali classifiche, possiede la miglior caratterizzazione dei personaggi che io abbia mai scovato in un manga mainstream. Tutto sommato è facile cadere negli stereotipi: "fragga fragga" vende bene, meglio se con le pin-up dalla personalità di un panetto di burro (&lt;i&gt;Bakuman&lt;/i&gt; insegna), meglio ancora se ci infiliamo un po' di valori ancorati al tradizionalismo. Oda, almeno fino al quindicesimo volume, non ci riesce proprio! &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Primo, i protagonisti sono pirati. Il pirata è un ribelle, un autonomo, un uomo libero, un anarchico, uno con regole non dettate dall'istituzione, malvisto dalle classi dominanti. Spesso, un cattivo. Ci sono i contrasti col Governo Centrale, per adesso ancora da chiarire, ma che contribuiscono a dar rilievo al loro status di dissidenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo, la fantasia di Oda è senza limiti. Il suo senso del fantastico rende le sue tavole divertenti come poche. Dall'uomo dai capelli afro racchiuso per vent'anni nel forziere ai bislacchi effetti dei frutti del diavolo, tutto è assolutamente spumeggiante, di una creatività unica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimo punto a suo favore, certamente non in ordine di importanza, la già citata caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo delle donne. Fumetti mainstream come &lt;i&gt;Naruto&lt;/i&gt;, ad esempio, riescono a costruire personaggi maschili anche secondari di un certo rilievo od originalità, ma lo stesso non si può certamente dire che valga per le donne. In &lt;i&gt;One Piece&lt;/i&gt; le figure femminili sono assolutamente alla pari, e le donne vengono mostrate in tutte le umane differenze che le distinguono le une dalle altre. Persino, udite udite, nell'abbigliamento. Le donne di &lt;i&gt;One Piece&lt;/i&gt; soffrono per qualcuno che non sia un maschio amore perduto o anelato, FINALMENTE esprimono a chiare lettere cosa possa significare avere alle calcagna l'ombra di un uomo che lo stereotipo vuole diventi più forte di lei, e combattere quest'ombra e questo stereotipo (Kuina, nella sua breve apparizione in flashback, ha un grande ruolo), sono avide, sono &lt;b&gt;fraterne &lt;/b&gt;(guarda caso, parola con radice maschile), non sempre tettone, sono addirittura navigatori. Nami osserva il mondo, disegna carte, elabora piani, è VIVA, e di vita sua propria, che vive innanzitutto in funzione di se stessa, finalmente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nota di merito ENORME al signor Oda per questi primi 15 numeri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_Santa_Rossa/01e76e2c273a87a2d8/" title="More about La Santa Rossa"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01e76e2c273a87a2d8&amp;amp;time=0" title="More about La Santa Rossa" alt="More about La Santa Rossa" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Altra opera, altri pirati. Ecco quelli di Steinbeck, autore a cui "qui" non ho reso affatto giustizia. Ho divorato sette suoi libri in meno di due mesi negli ultimi tempi, e avrei continuato se avessi avuto altro della sua produzione a mia disposizione. Ne ho parlato poco, perché di poche parole necessitano i capolavori. Su questo piratesco romanzo di formazione però, schizzato in vetta alla mia personale classifica, vorrei spendere due parole. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi comincia un po' in sordina, con quest'atmosfera un po' mistica della campagna gallese in cui vive il giovane Morgan, e queste due figure femminili che lasciano a desiderare, Mamma Morgan e la giovane Elizabeth; l'una assolutamente limitante nei confronti degli aneliti del giovane Henry, se vogliamo anche un po' ottusa nella sua quotidianità e staticità. L'altra, un mero ideale, esempio di virtù femminile, la bella del protagonista. Poi, in un crescendo, si dipana la vita di Henry Morgan, prima venduto a sua insaputa come schiavo a Barbados, poi costruttore della sua vita da pirata. Uomo solo, senza amici, di soli amori carnali e fugaci, è investito completamente dal fiume in piena dei suoi sogni: la conquista senza sosta di terre, tesori, spingendosi oltre ed ancora avanti, in un'infinita ed implacabile tensione verso l'infinito. Eroe romantico, l'acme del suo sogno si incarna nella figura della Santa Roja, una donna bellissima e dalle eccellenti virtù che si dice viva a Panama, la Coppa d'Oro dei possedimenti spagnoli. Raduna un'enorme ciurma, la sua fama è ormai giunta alle orecchie di tutti. Elegge il giovane Coeur-De-Gris a suo unico amico. E corre verso Panama.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'acme del sogno dell'eroe romantico è una contraddizione in termini. Non corrisponde affatto al massimo piacere: è il momento in cui il castello, rovinosamente, non può far altro che sgretolarsi. Cadere al suolo. E così è. Morgan perde il suo occhio fanciullo, il suo animo ribelle, la sua essenza di pirata. Cede se stesso alle istituzioni e alla pace della vita tranquilla e ritirata. Il velo di Maia non è più sui suoi occhi... o forse essi ne sono improvvisamente annebbiati?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse non c'è differenza, ma mi piace di più la seconda opzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il climax ascendente possiede, nel libro, dei momenti di unico lirismo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il personaggio di Coeur De Gris è solo da amare, ed i momenti dei suoi dialoghi con Morgan sono i più salienti di tutto il romanzo. E Henry ama Coeur de Gris, di un amore collocato a metà strada fra quello che potrebbe provare per una donna e l'amor proprio. Coeur de Gris appare in funzione di Morgan, perché altro non vedo in lui che uno specchio, il suo doppio, parte di lui. Ho visto il giovane spadaccino farsi coscienza del capitano nella bellissima scena dell'estenuante camminata verso Panama, in cui Coeur de Gris, delirante (o no?) per il sole ed il caldo, mostra a Morgan ciò che egli è veramente, un uomo come tutti. Cosa che Morgan non riesce e non vuole accettare, preferisce di no, tanto rapito dal vortice della sua passione cupida. Cupida di cosa, poi, non lo sa nemmeno lui. Semplicemente, non è capace di godere del presente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non accetta che ognuno possegga dei sogni, non accetta di non sentirsi diverso, tanto da arrivare al tragico gesto della scena, forse, più patetica del libro: Morgan, col cuore praticamente in tempesta per via dei recenti avvenimenti, fra cui lo shock per l'incontro con una "banale" Ysobel -una Santa Rossa che poi così santa non è- senza nemmeno pensarci, preme il grilletto e spara al petto della sua inascoltata coscienza. Uccide Coeur de Gris, uccide parte di se stesso. Ma, paradossalmente, uccide di se stesso quella parte sognatrice, insaziabile, romantica e assetata di desiderio che l'ha reso quel gran personaggio che è stato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il declino è inevitabile, ed inevitabile è la sua "conversione" a corsaro. Il denaro e &lt;i&gt;l'inutile ciarpame dorato&lt;/i&gt; acquistano improvvisamente il valore che prima Morgan non riusciva a percepire. Diventa parte dell'istituzione, combatte la pirateria, manda al patibolo per il governo i suoi stessi compagni. Vita e morte di un eroe romantico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se dovessi dare un voto a parole a questo libro, scadrei nella banalità più infima. Bellissimo, stupendo, meraviglioso, ecc. ecc. Un'opera travolgente. Questo Morgan mi ha rapita. Me lo vedo, che guarda il mare verso Panama, godere del piacere del desiderio di mettere le mani su un sogno. E bada, il piacere non è la sua realizzazione. La bellezza è nel desiderio e nel sogno, solo nel desiderio e nel sogno. Banale è anche la conclusione ultima: in questo Morgan mi ci riconosco un tantino. S'era capito? Bè, chiedo venia per la scontatezza. E per il sentimentalismo del commento. Mi sono innamorata di un libro, bè, NON SI PUO'? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tzé. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-3638433028960478559?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/3638433028960478559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/ahrrrr.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3638433028960478559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3638433028960478559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/ahrrrr.html' title='Ahrrrr.'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-541455740977725881</id><published>2010-06-09T21:51:00.007+02:00</published><updated>2010-06-10T21:15:56.860+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cacca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='goth'/><title type='text'>Goth is NOT what you make of it</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Gothic_art/9788879406703/014635b90c11dd2d68/" title="More about Gothic art"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=014635b90c11dd2d68&amp;amp;time=1272554201" title="More about Gothic art" alt="More about Gothic art" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Questa è difficile. Ho già provato a buttarla giù, ma non riesco a non farla sembrare una sciocchezza, o una lagna da vecchio old-school. Probabilmente &lt;i&gt;è&lt;/i&gt; entrambe le cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo... ero in vena di&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt; riversare una buone dose di sadismo su pubblicazioni non propriamente di mio gusto, no? Allora perché non farlo su questo volume illustrato? Si tratta di una &lt;i&gt;summa &lt;/i&gt;di tutto ciò che odiernamente può essere coperto dall'ombrello del cosiddetto &lt;i&gt;gothic&lt;/i&gt;... &lt;/span&gt;con tanto di carta patinata e sovraccoperta come si deve. Il tutto utile quanto una perla di Guttalax somministrata ad un dissenterico. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì perché adesso "gothic" è una parola che va molto di moda. Più in generale, va molto di moda pescare un movimento musicale vecchio di 20 o più anni e affibbiargli il significato preferito. Un po' come ridipingere casa. Insomma, c'era una volta il postpunk. C'era una volta il Batcave, c'erano una volta i videoclip, c'era una volta, insomma, il gothic come &lt;i&gt;musica&lt;/i&gt; e fermento culturale. Adesso si gioca a svuotare il secchio. Complici wikipedia e myspace, i movimenti (uso una definizione bruttina, che non me ne vogliate) "a base musicale" nati e cresciuti in un dato contesto e tempo storico (metal compreso, si veda come referenza la formazione dei Black Sabbath, per rimanere in Europa) sono stati rimodernati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' nato, ad esempio, il nuovo &lt;i&gt;movimento gothic&lt;/i&gt;, di cui espressamente parla il libro in questione, &lt;b&gt;Gothic Art&lt;/b&gt;. Si tratta di un movimento che pare fare di Isabella Santacroce un vero punto di riferimento, vista la comune fascinazione per i Preraffaelliti di cui si vantano tanto entrambi e da cui, così è scritto nella prefazione del libro, gli artisti "gotici" traggono ispirazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Francamente, di preraffaellita non m'è parso di vedere un bel niente in quel libro là. Ci ho visto tutta la pateticità di chi deve fingersi malato per non apparire ciò che è realmente, cioè vuoto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nuovo "movimento gotico", su cui queste illustrazioni ci illuminano almeno in parte, è un fantastico calderone di monnezza presa qua e là da ciò che è piaciuto, sia delle subculture giovanili sia non, a chi ha voluto lucrare sulla ricostruzione di una nuova "identità alternativa". E così, il gothic è musica (metal E un pizzico di wave E canti gregoriani, come se avessero qualcosa a che spartire l'uno con l'altro tutti e tre... ma HANNO le ORECCHIE?), ma anche &lt;i&gt;gothic attitude&lt;/i&gt;, la sensibilità spiccata con cui nasci, l'attrazione verso la morte e le gonne di tulle, la depressione e la sociopatia. E il sesso promiscuo. Ed è anche arte figurativa, ovviamente. Belle signorine dall'ampio décolleté magistralmente sollevato da un corsetto color scarlatto che piangono lacrime di rimmel sbavato, tutte assorte nel loro male di vivere. Scheletri, bestiacce e corvi neri attorno a mascheroni ghirigorati e zeppi di crinoline, gonfie da far invidia a vele di navi in piena bonaccia. Leitmotiv di bambole di porcellana bianca circondate da sangue. Con un occhio di riguardo alle nuove tendenze: una profusione di gente cablata e capelli a cilindro, tutto grigio o color neon, o entrambi. Ma mai troppo colore, per carità: dovesse perdersi l'atmosfera dark... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto magistralmente costruito. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così, via, feticismo, vinile e latex, sadomaso, zeppe, musica elettronica spinta, synthpop, metal '80 e merdal di nuova generazione (di quello coi rutti), una qualche nozione di wave, amore per gli archi a tutto sesto e Notre Dame de Paris, per il vestiario vittoriano e i """romanzi gotici""" (quelli della Rice? Certo, certo... assieme a Poe e Baudelaire, due classici che non mancano mai), preraffaelliti e romantici, TUTTI ASSIEME affiatati in un'orgia infinita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;i&gt;Il termine gothic è ambiguo e soggettivo... classicismo medievale e rinascimentale... post punk e rinascimento gotico...industrial... sinistri fumetti"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In gothic art, questi termini si possono trovare, e... sì, tutti assieme. Con sommo piacere delle case discografiche, si distruggono la musica e la sua storia per creare nuovi fenomeni commerciali finto-alternativi ma di fatto assolutamente mainstream. Nulla contro ciò che sia non propriamente "di nicchia": non sono io a ricercarlo, ma i novelli "alternativi". Che indicono concorsi di bellezza su &lt;i&gt;fecciabook&lt;/i&gt; per eleggere "miss gothic metal 2010". Ah. Alternativo. Davvero. Anche molto gothic, col tuo cerone alla Vampiro Lestat, il perizomino in polivinilcloruro lucido e le lacrime di photoshop.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, un piccolo appunto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;object style="background-image:url(http://i2.ytimg.com/vi/93E3Mr3trbw/hqdefault.jpg)" width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/93E3Mr3trbw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/93E3Mr3trbw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" width="425" height="344" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questi sono i Mission UK. Un po' diversi dall'immaginario del &lt;i&gt;movimento gotico... &lt;/i&gt;carino Wayne Hussey con la sua blusa indiana azzurrina, gli stivaletti a punta (senza zeppa) e le collanine argentate, nevvero? :-D&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, &lt;i&gt;goth is NOT what you make of it. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;P.S.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;fino ai 17-18 anni si fa in tempo ad uscirne, davvero. I baby bats sono sempre esistiti. Servono solo un paio di orecchie, buone compagnie e una sana dose di cervello. Passati i 20... è troppo tardi!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-541455740977725881?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/541455740977725881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/goth-is-not-what-you-make-of-it.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/541455740977725881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/541455740977725881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/goth-is-not-what-you-make-of-it.html' title='Goth is NOT what you make of it'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-6177457183167439225</id><published>2010-06-09T10:15:00.004+02:00</published><updated>2010-06-09T11:16:55.122+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I wanna revoluscion'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><title type='text'>Bakuman, ovvero: la felicità di essere donna in occidente</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Bakuman_vol_1/0181826812a20233c7/" title="More about Bakuman vol. 1"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0181826812a20233c7&amp;amp;time=1269767798" title="More about Bakuman vol. 1" alt="More about Bakuman vol. 1" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Di Bakuman, serie appena uscita in Italia, mi avevano parlato bene: divertente, fresco, interessante, per di più frutto del lavoro della coppia Takeshi Obata e Tsugumi Ohba, disegnatore e sceneggiatrice dell'ormai famigerato "Death Note".&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In verità, già il primo tankobon mi ha scossa di brividi, e non me l'aspettavo. No, non erano i brividi d'impazienza che mi han fatta sussultare in Death Note... alla fine del volume, ero felice. Felice di essere donna in un paese europeo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, sembra estremamente presuntuoso uscirsene con una tale frase. Ma, d'altronde, i protagonisti del "sogno nipponico" narrato nel manga, quello di divenire mangaka, come ti sbagli, non potevano che essere maschi. E nel seguire i loro pensieri e i loro squarci di vita, nonché i loro rapporti con le ragazze, ho scoperto cosa significhi davvero la perfetta coincidenza:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Ma il nipponico maschio, lui non è un represso. Non viene distrutta in lui, fin dalla più tenera età, qualunque traccia di ideale. Possiede uno dei diritti umani fondamentali: quello di sognare, di sperare. E lo usa. Immagina mondi chimerici in cui è libero e padrone di se stesso.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La giapponese non ha questa fortuna, se è stata ben educata, come nel caso della maggior parte di loro. E' stata per così dire amputata di questa facoltà essenziale.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Amélie Nothomb, "Stupore e Tremori")&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, è vero che anche quella scopa di protagonista femminile presente nel manga condivide, in un certo qual modo, il suo sogno con i mangaka in erba. Ma è un sogno che esiste in funzione di &lt;i&gt;loro. &lt;/i&gt;E non ha la forza del sogno degli uomini. Perché? Il sogno della signorina (che porta lo stesso nome dei fagioli rossi giapponesi), quello di divenire una doppiatrice di anime nonostante la sua esagerata timidezza, esiste in quanto &lt;i&gt;premio. &lt;/i&gt;Ma, figurarsi, non premio per se stessa: la realizzazione del suo sogno è legata alla promessa di darsi in sposa a uno dei giovani protagonisti. E questa è la cosa più significativa che afferma in tutto il volume. Per il resto, l'abilità della donne, si sa, consta principalmente nel rendersi invisibili, e lei ci riesce benissimo. Si nasconde dietro alla mammina se incontra il suo amoroso, arrossendo; pone come condizione al suo bello quella di non comunicare affatto fino a quando non si saranno completamente realizzati; fa parlare di sé come una ragazza educata in maniera impeccabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di lei, l'aspirante sceneggiatore e studente modello Takagi, ecco cosa afferma:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Anche il suo sogno da doppiatrice. Ho l'impressione che abbia scelto un sogno normale per una "ragazza" come lei e adesso se lo stia godendo. Non sente la pressione del futuro come noi. [...] E ciò a cui aspira di più una "ragazza" è diventare una bella moglie, non fare carriera. E anche da sposata, come si conviene a una "donna", continuerà a mantenersi carina ed educata. Ma non per calcolo, le viene naturale, ed è per questo che secondo me è cento volte più intelligente di Iwase, la più brava della classe. &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Quel fascino [di Azuki] è il risultato della ricchezza della sua famiglia e del suo cuore, una grazia che è frutto della sua intelligenza.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità è che, rileggendo il passo, le mani mi sono diventate fredde. Non solo è palpabile l'impronta estremamente maschilista che a quanto pare è una delle colonne portanti della società nipponica. Bakuman è un realistico spaccato dei sui difetti peggiori. Takagi non fa che parlare di ereditarietà. Ecco l'immobilismo sociale. I ragazzi decidono di sfondare all'età massima di 18 anni. Ecco l'inutilità dell'età di mezzo. Realizzandosi, diventeranno veri uomini. E affiora continuamente il maschilismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'intento del fumetto parrebbe quello di scuotere le coscienze presentando loro un messaggio di speranza: "&lt;i&gt;Vuoi diventare un banale impiegato?"&lt;/i&gt; chiede Takagi al suo compagno disegnatore. Mashiro, dal canto suo, riflette molto sul grigiume di quello che sarebbe il suo "percorso obbligato", il cammino già scritto per diventare l'obbediente formichina: studiare con dedizione, fare bella figura agli esami di ammissione, iscriversi a un ottimo liceo e ad un'università prestigiosa. E decide la sua personale ribellione: realizzerà invece il suo sogno. Trova la comprensione di chi pensava non lo avrebbe mai aiutato, mentre OVVIAMENTE sua madre, che &lt;i&gt;è una donna, non può capire&lt;/i&gt; (citazione letterale), rappresenta l'unico ostacolo familiare, per fortuna abbattuto da subito, alla realizzazione delle sue speranze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, un manga che si presenta rivoluzionario e verde di speranza, ma che di fatto è inzuppato fradicio di contenuti retrogradi, conservatori, tradizionalisti, in una parola sola PESSIMI. Ciononostante, col beneplacito di chi cortesemente me lo presta, continuerò la sua lettura. I manga sono letture sottovalutate, ma sono un contributo preziosissimo alla ricerca antropologica. Forse riusciremo a scoprire, in occidente, verso quale direzione si sta muovendo (se lo sta facendo) il popolo giapponese. Spero per loro, comunque, che sia almeno &lt;i&gt;un po' meglio&lt;/i&gt; di ciò che immagino. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente, qualcosa d'altro è possibile. E di quel qualcosa d'altro scriverò a breve. Con entusiasmo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-6177457183167439225?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/6177457183167439225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/bakuman-ovvero-la-felicita-di-essere.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6177457183167439225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6177457183167439225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/bakuman-ovvero-la-felicita-di-essere.html' title='Bakuman, ovvero: la felicità di essere donna in occidente'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-7354596541666128189</id><published>2010-06-03T14:33:00.006+02:00</published><updated>2010-06-03T16:05:55.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cacca'/><title type='text'>Acidità</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; font-weight: normal;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 20px; font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Maree ormonali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0); line-height: normal;  font-size:16px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;div style="text-align: justify; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; font-weight: normal;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 9pt; text-align: justify; line-height: 15.6pt; display: inline !important; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="line-height: 20px; font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 9pt; text-align: justify; line-height: 15.6pt; display: inline !important; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Il piccolo principe &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;è un libro di una banalità disarmante. I libri banali si riconoscono da mille miglia di distanza:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-piacciono a tutti (tranne a me)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-sono assolutamente autoreferenziali, puoi attribuire loro il significato che desideri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-sembrano celare enormi significati filosofici e misteri sulla vita (salvo nascondere un'incredibile pochezza)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-lasciano enorme libertà al lettore di raccogliere odiose citazioni e sciorinarle a destra e a manca&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-nessuno di coloro che li ha letti sa dirti perché gli è piaciuto (si limita a dirti: "ma è belliiiissimo, ha da insegnare molto!)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;-tendenzialmente, sono stupidi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Questo bamboccio in giro per i pianeti che parla con le rose è esattamente così: scemo. Se sei adulto e hai bisogno di leggerlo, hai deficit emotivi talmente grossi che suggerirei un'immediata visita al DSM.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;L'Alchimista &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;di Paulo Coelho, rispondendo in maniera esatta a tutti questi requisiti, in grado di trasformare un normale libro in un vero libro banale, infatti gli assomiglia moltissimo. Il protagonista è un povero cretino che và &lt;b&gt;"&lt;i&gt;dove ti porta il cuore"&lt;/i&gt; &lt;/b&gt;-libro che purtroppo non ho letto, ma scommetto cent'eurI che i requisiti li soddisfi anche lui, con questo titolo, poi...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Il tipo peregrina alla ricerca di... cosa? Della felicità, dell'amore, della realizzazione personale. Grazie al suo cuore, che conosce tutte le cose. Realizza la sua leggenda personale. Mioddio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;La linearità del linguaggio fa paura. E poi, è come l'oroscopo. Un vestito di lycra. Libri che prendi, e li adatti esattamente alla tua persona. Ma la perdita della singolarità non è un pregio! L'assenza di peculiarità è l'omologazione. Una porcata. Non vorrei MAI da scrittore, che un mio libro diventasse un best seller. Se non esistessero i soldi, ovviamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Ma parliamo un po' di Baricco. Ho letto &lt;b&gt;&lt;i&gt;Seta &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;ultimamente. L'ho conosciuto con questo. Piacere, Alessandro, scrivi da cani. Le tue metafore mi rizzano i peli. Sembri un liceale alle prese con un tema che non è in grado di arricchire, e allora inventa porcate. Che stupida storiella. Descritta stupidamente. Un libro fatto di spazi vuoti. Meglio dei pieni, probabilmente: quelle ripetizioni continue nella descrizione del viaggio di Hervé fanno calare le braccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;E poi, immancabili, le frasi da diario, quelle del libro banale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style=" font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Era d'altronde uno di quegli uomini che amano &lt;span style="mso-bidi-font-style:italic"&gt;assistere&lt;/span&gt; alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-font-style: italicfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;viverla&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-Times New Roman&amp;quot;;mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style=" font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Si sarà notato che essi osservano il loro destino nel modo in cui, i più, sono soliti osservare una giornata di pioggia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;L'immancabile giudizio comportamentale, il grande monito, la scintilla che ti apre la porta della percezione e ti fà vedere, sì, ti fa vedere che quella vita è proprio la tua! Seguono riflessioni esistenziali, elucubrazioni sui grandi temi della vita, e chi più ne ha più ne metta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Ho d'improvviso un' illuminazione: ecco perché si chiama Seta! &lt;i&gt;Come leggere il nulla. &lt;/i&gt;Per dirla alla Baricco. Inconsistente. Sul serio. Carta buttata. Povere foreste!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Mi ricorda una brutta (!) poesia di Neruda. A me piace Neruda. E ci capisco poco di poesia. E quella poesia, non la soffro. E' la poesia dell'immancabile giudizio comportamentale. E' una poesia presuntuosa, sciocca, di passione cieca. Passione cieca che guida chi non sa guardare col cervello, solo colla forza di un sogno. La poesia in questione è &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.ginevra2000.it/Racconti/neruda.htm"&gt;&lt;span style="color:#336699;"&gt;Lentamente muore&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/i&gt;La odio. Dice qualcosa di giusto, ma la odio. La odio con la veemenza della stessa passione cieca della poesia stessa. E non è la paura di morire lentamente che me la fa odiare. E' che la odio, e basta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Ma ho divagato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Qualche altro libro su cui spalare escrementi?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:9.0pt;text-align:justify;line-height: 15.6pt"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language:ITfont-family:&amp;quot;;font-size:10.0pt;color:#333333;"&gt;Della Yoshimoto ho già parlato. Lei costruisce la banalità degli pseudo artisti d'arte moderna. Come prendere un water, aggiungervici dei fiori, una carrucola, un elefante, una gamba di tavolo e un mouse rotto e proclamare un nuovo capolavoro. In realtà, hai costruito mezza discarica. Sìsì, hai &lt;i&gt;fatto &lt;/i&gt;qualcosa: mezza discarica. Questo era il mio pensiero in merito a N.P. Libri per la massa. Ma anche per il resto. Il resto però è di una pochezza tanto...poca che non ricordo nemmeno la trama, o i concetti salienti del libro. Scivolano addosso come l'acqua sulla tela cerata. Altre foreste abbattute per nulla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-7354596541666128189?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/7354596541666128189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/acidita.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7354596541666128189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7354596541666128189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/06/acidita.html' title='Acidità'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-6254042548469737084</id><published>2010-04-23T01:18:00.006+02:00</published><updated>2010-04-27T00:29:46.260+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><title type='text'>Sai che fumetti! - L'angolino dei fumetti che meritano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cominciavo a sentire l'esigenza di uno spazio apposito per le letture fumettose, di cui, mio malgrado, purtroppo seguo poco. In primo luogo per la mancanza di soldi: i fumetti sono sempre più costosi e necessitano di una certa costanza per essere seguiti. Tanti li trovi solo nei negozi specializzati, magari salti dei numeri e devi comprarli tutti assieme, e volano i quattrini... insomma, è quello che definisco un po' un &lt;i&gt;finger&lt;/i&gt;, lascio al libero arbitro del lettore la scelta di dove quel finger vada a finire per provocare tanto fastidio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poche sono le serie che seguo in questo momento, e sono:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;b&gt;Cyborg 009&lt;/b&gt;, dal fantastico sapore vintage (dio solo sa quanto volessi sposare Joe Shimamura... almeno quanto McGyver). Sono ferma al numero 3, ogni numero è un salasso, ma ha la sovraccoperta lucida e la carta è ottima. E poi, vuoi mettere, ha sul dorso una cosa che mi fa impazzire: aggiungendo i volumi si forma una figura completa! Mamma mia che bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;b&gt;Keroro, &lt;/b&gt;fumetto scemotto ma divertente, e poi avevo trovato tutti i volumi in offerta a un euro a giornaletto&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;b&gt;One Piece&lt;/b&gt;, devo ancora leggerlo, per gentile prestito di un amico (grazie Fab) su cui a tempo debito scriverò le mie opinioni&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;-&lt;a href="http://www.anobii.com/books/LImmortale_-_2/9788883435317/017aa3b9c9b87bc375/" title="More about L'Immortale - 2"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=017aa3b9c9b87bc375&amp;amp;time=0" title="More about L'Immortale - 2" alt="More about L'Immortale - 2" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;b&gt;L'Immortale, &lt;/b&gt;di Hiroaki Samura, attualmente da me fermo al volume 2. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, lo ammetto: tutto il preambolo era il rullo di tamburi per arrivare con maggior enfasi a questo. Perché è il fumetto che ho sempre sognato. Il disegno è uno spettacolo. Come dire, qui mi mancano un po' i vocaboli... estremamente dinamico, privo della solita morbidezza da fumetto mainstream, tuttavia non rigido. Mi vien da dire pittorico, ma non è proprio così. E' uno spettacolo. Se disegnassi, vorrei farlo così. Non intendo dire che vorrei essere "così brava", ma che quello stile è ciò a cui tenderei ad avvicinarmi il più possibile. "Tratto graffiato", ho letto in giro. Io lo apro e godo. Io sto al secondo volume e... non è che me ne freghi molto della storia, che pure è bella. Non riesco ad andare avanti con velocità perché è troppa la voglia di godermelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a target='_blank' title='ImageShack - Image And Video Hosting' href='http://img405.imageshack.us/i/n4525276868916299242880.jpg/'&gt;&lt;img src='http://img405.imageshack.us/img405/8562/n4525276868916299242880.jpg' border='0'/&gt;&lt;/a&gt; Poi, il protagonista, Manji, è un ronin, e già questa sua condizione di reietto me lo fa stare simpatico. Ma è l'uomo che sono nei miei sogni. &lt;i&gt;Rough, &lt;/i&gt;disincantato, coperto di cicatrici dalla testa ai piedi, di indole "buona" ma anima persa, e, finalmente, un uomo che non si fa fregare dalle donne. E nemmeno che cede, le usa e poi le butta. Nono. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo almeno fino al secondo volume. Ammetto di aver un certo timore nell'andare avanti: ho paura che mi venga smontato il mito di Manji. Lui no, è il protagonista perfetto. Però...non posso certo rimanere a sfogliare quei due numeri che ho. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo numero è zeppo di combattimenti (sì, sì!), con cui Hiroaki Samura se la cava non magistralmente, di più. I combattimenti più fighi che fighi che fighi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Speriamo che continui così. Manji, non deludermi, non farmi ricredere pure tu come tutti gli altri protagonisti. Sei perfetto. Vai vai vai.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-6254042548469737084?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/6254042548469737084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/04/sai-che-fumetti-langolino-dei-fumetti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6254042548469737084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6254042548469737084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/04/sai-che-fumetti-langolino-dei-fumetti.html' title='Sai che fumetti! - L&apos;angolino dei fumetti che meritano'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-4581366076208286842</id><published>2010-04-16T14:32:00.015+02:00</published><updated>2011-02-03T00:46:13.283+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='utopie e distopie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Varie 2</title><content type='html'>Sono rimasta molto indietro con l'aggiornamento dei libri letti. Cerchiamo di metterci al passo. &lt;div&gt;Ancora procedendo dal più "vecchio" al più recente, breve carrellata:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/I_bottoni_di_Napoleone/9788830421561/01c50b0783122d46f4/" title="More about I bottoni di Napoleone"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01c50b0783122d46f4&amp;amp;time=0" title="More about I bottoni di Napoleone" alt="More about I bottoni di Napoleone" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt; I Bottoni di Napoleone&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è un libro da non perdere, per gli amanti e non della divulgazioni scientifiche. Si tratta di uno di quei libri con i quali puoi fare il figo al bar con gli amici raccontando loro che, ad esempio, lo stagno al di sotto di una certa temperatura tende a cambiare forma allotropica, disgregandosi lentamente e diventando dunque un mucchio di polvere biancastra. E non solo: con un viaggio attraverso alcune delle molecole più importanti nella storia dell'umanità, fra cui fenoli, coloranti, zingerone e cellulosa, solo per citarne un po', gli autori propongono una breve storia legata ad ognuna di esse accompagnata da curiosità sul loro comportamento e relative formule di struttura. Ciò che ho apprezzato dell'opera è stato proprio questo. Vedo la chimica un po' snobbata nel campo stesso della divulgazione scientifica, tanto intenta a far conoscere al pubblico supernovae, relatività, evoluzione ed equazioni che hanno cambiato il mondo. Per carità, tutto giusto. Ma la chimica? Eppure è dappertutto. Le formule di struttura sembrano più affini ai geroglifici che non il parlare di fisica quantistica. Gli autori del libro non si sono lasciati spaventare da questo, e hanno proposto le relative formule corredate di chiavi per imparare a leggerle, di modo da porre l'accento anche su cosa significa concretamente il fatto che un composto sia fatto proprio così. L'esempio più eclatante e ben fatto si trova nel capitolo dedicato alla seta, in cui è ben illustrato come essa riesca ad essere tanto liscia, lucida e scivolosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pregevole anche il fatto di aver dato importanza alle affinità fra sostanze differenti e alla correlazione che queste possano avere in relazione alle proprietà delle molecole stesse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, è un bel libro ben scritto da chimici -e si sente che sono chimici- che hanno, a mio avviso, saputo cogliere perfettamente cosa la chimica "ha da dire" anche a chi è più lontano dal settore. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che per chi, come me, ha scelto di fare della chimica il proprio settore di studio principale, è un libro da leggere ASSOLUTAMENTE ed il prima possibile, e da tenere nella propria libreria in consultazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Acido_solforico/9788860886361/0112ad7b208b1ed8a0/" title="More about Acido solforico"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=0112ad7b208b1ed8a0&amp;amp;time=1220358913" title="More about Acido solforico" alt="More about Acido solforico" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Acido Solforico&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ci sono libri a cui non riesco a resistere sono quelli sulle distopie. Generalmente mi terrorizzano e affascinano al tempo stesso. Anche &lt;i&gt;Acido Solforico&lt;/i&gt; mi ha dato le stesse sensazioni. Questo è stato il mio primo incontro con la scrittura di Amélie Nothomb, che, di primo acchito, mi è sembrata un po' troppo secca, ma solo perché ormai ai romanzi d'introspezione fronzoluta ci avevo fatto troppo la bocca. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo romanzo reca con sé un messaggio di speranza che però, al tempo stesso, riesce a mettere i brividi. Lo scenario non è molto distante da quello della vita reale: una vita "normale" di una ragazza "normale", immersa in un mondo in cui spopolano i reality show, adorati, odiati e criticati ma sempre e comunque seguiti con passione, di qualsiasi passione si tratti. Repentina la cattura della giovane in una retata per l'abominevole &lt;i&gt;Concentramento&lt;/i&gt;, il nuovo reality che simula -simula?- le condizioni di prigionieri e kapò in un lager. Si segue dunque la nuova vita di Pannonique come matricola anche con l'occhio di una povera, sciocca kapò, Zdena. Povera Zdena, non le pare vero di essere scelta, finalmente, per la prima volta in tutta la sua vita, fra tanti aspiranti per ricoprire un ruolo di responsabilità. In un climax di situazioni tremendamente surreali, fra vita e morte, fra l'istupidimento collettivo della droga televisiva e la trombonaggine ottusa e sensazionalistica dei giornali e dei media tutti, l'esito è la fine dell'incubo sancita proprio grazie ad un incredibile, inaspettato gesto di Zdena. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E tutto torna come prima: la normalità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi ha fatto paura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non tanto la vicinanza della finzione alla realtà odierna. Sì, anche quello, d'altronde una delle caratteristiche più spaventose (e, torno a ripetere, affascinanti) della letteratura distopica è proprio la similitudine con alcune, se non molte, delle situazioni reali e tangibili. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda, avvolta in una rada nebbiolina di disperazione, che mi è sorta spontanea al termine di questo libro è stata: "nelle mani di chi siamo?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Popolo, sei 'na monnezza!". Sì, &lt;i&gt;Acido Solforico&lt;/i&gt; mi ha depressa e lasciato in bocca un acre sapore di sfiducia. Eppure, a pensarci bene, forse vorrebbe trasmettere il contrario. Chissà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Buono_da_mangiare/9788806183868/019f12e929deee98ec/" title="More about Buono da mangiare"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=019f12e929deee98ec&amp;amp;time=0" title="More about Buono da mangiare" alt="More about Buono da mangiare" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Buono da Mangiare - enigmi del gusto e consuetudini alimentari&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interessante libro, scritto dall'antropologo statunitense Marvin Harris, che si interroga su quali siano le vere cause (e concause) di tabù e preferenze alimentari. Si passa dalle vacche sacre indiane all'adorazione tutta made in U.S.A. per l'hamburger di puro manzo, dall'impurità suina al disgusto "occidentale" per la carne di cavallo, passando per intolleranze al lattosio, la predilezione per i &lt;i&gt;pet &lt;/i&gt;sino al capitolo sul cannibalismo. Al di là delle solite anglo-americanissime considerazioni su quanto sia migliorata la nostra vita da quando mangiamo molta più carne -su cui ho diverse obiezioni e anche un po' di dubbi, pur non essendo fautrice del vegetarianesimo &lt;i&gt;tout court- &lt;/i&gt;l'opera è molto interessante. Harris cerca di spiegare come ambiente, condizioni di vita e necessità dei vari "gruppi umani" abitanti in un dato luogo possano letteralmente forgiare, nel tempo, l'abitudine alimentare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho notato poi che un filo rosso unisce le varie opere di saggistica che ho letto negli ultimi tempi: l'imperialismo e il colonialismo delle potenze occidentali. Suppongo che il picco arriverà con &lt;i&gt;Orientalismo&lt;/i&gt;. Però, mi si permetta la bassezza linguistica, mamma mia che merda. Domanda banale e idiota, ma non riesce a balenarmi nient'altro in mente quando in qualche modo mi approccio al tema: com'è possibile? E soprattutto ora si continua a blaterare di debiti esteri e con nonchalance di cacciare gli immigrati fuori dai confini... Ma che cazz...? Sarà pur vero, e me ne rendo conto, che non è così semplice. Ma se invece fosse più semplice di come sembra?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, quest'ultimo capoverso sembra privo di senso: è perché non voglio approfondire il tema. Sarebbe troppo lungo e non ho abbastanza basi. Ci lavorerò sopra. Ho molta voglia di contrassegnare ancora qualche post con l'etichetta &lt;i&gt;I wanna revoluscion&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, tornando a Harris, fa veramente ri-brez-zo nel capitolo sul cannibalismo. Hai presente gli aborigeni col pentolone sul fuoco? Ecco. Peggio! Corpi divelti, braccia strappate, scene da blood and gore. Una schifezza abominevole. Per me che ho l'abitudine di leggere i libri mentre faccio colazione, è stata una vera sofferenza. Meno male che era alla fine del libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Stupore_e_tremori/9788882468972/01c239d3bd75afcd10/" title="More about Stupore e tremori"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01c239d3bd75afcd10&amp;amp;time=0" title="More about Stupore e tremori" alt="More about Stupore e tremori" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;Stupore e Tremori&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccomi alla lettura del mio personale secondo libro della Nothomb. Lontani dalle terribili e disumane atmosfere di &lt;i&gt;Concentramento, &lt;/i&gt;ci immergiamo nella realtà lavorativa dell'azienda giapponese vista con gli occhi di Amélie, nata in Giappone ma vissuta in altre terre, tornata infine nel suo paese natale realizzando il sogno di lavorarvici. Il libro è chiaramente autobiografico e dunque ispirato a vicende di vita vissuta, seppure con un certo gusto iperbolico nel riportare gli eventi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste cento pagine scarse sono fantastiche. Il suo stile tagliente, sarcastico, è unico. Amaro ma divertente al tempo stesso. Vorrei "demolire" con un "ma che cazzo stai a dì" l'opinione (tanto sto spazio è mio, si può fare, e aggiungerei "ah ah") di un'utente anobiiana che definisce il libro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Macchiettistico.Inopportuno: la denigrazione di una società, di una cultura, possiede sempre qualcosa di sinistro."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla, e ripeto, nulla di più falso per quanto riguarda questo libro. Certamente, come ho già spiegato, la narrazione è iperbolica, caricaturale, irriverente, la mano è un po' calcata, ma dietro ad una caricatura si riesce a percepire la verità, senza contare poi intere pagine serissime in cui l'attacco all'aspetto "ingabbiante", lo definirei quasi calcificante -ingessante, come afferma la scrittrice stessa- della cultura giapponese è molto appassionato e concreto, e nulla possiede di macchiettistico. In particolar modo mi riferisco alle pagine in cui la scrittrice sferra un forte attacco all'educazione delle donne giapponesi. In quelle critiche, in quegli attacchi, c'è invece tutt'altro che la denigrazione di una società: io ci ho visto tutta l'amarezza della critica più difficile, quella nei confronti di un paese che si ama (noi italiani dovremmo conoscerla bene). O forse del Giappone va solo contemplata la delicatezza delle maniche dei kimono inumidite da lacrime di dame, ammirata la bellezza dei &lt;i&gt;sakura&lt;/i&gt; in fiore, esaltato l'onore dei samurai? Vogliamo continuare a sbavare sui &lt;i&gt;tatami &lt;/i&gt;o immergerci seriamente nel confronto con una cultura altra? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_cacca/9788873074311/012eba5954d2efb918/" title="More about La cacca"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=012eba5954d2efb918&amp;amp;time=1241578362" title="More about La cacca" alt="More about La cacca" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i&gt;La cacca - storia naturale dell'innominabile&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ahahah! E' bellissimo. Si tratta di un libro illustrato dal formato bislacco, con copertina cartonata ed illustrazioni simpaticissime, dedicato al principale prodotto di scarto solido animale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un po' di tutto: dal suo colore al perché alcuni animali se la mangiano, c'è la sua forma e consistenza in relazione alla quantità d'acqua contenuta, c'è anche un piccolo corollario di guinness dei primati (c'è persino un animaletto che non la fa! Si chiama effimera, poverina, vive un giorno solo, e in questo giorno deve pensare a trovare il partner, accoppiarsi e riprodursi, figurati se trova il tempo di produrre cacca).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stata AFFATTO breve. Ad ogni modo, termino questo post, perché con i libri successivi ho iniziato un altro percorso di letture libresche a cui volevo interessarmi da tempo e a cui dedicherò uno spazio a parte.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-4581366076208286842?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/4581366076208286842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/04/varie-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4581366076208286842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4581366076208286842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/04/varie-2.html' title='Varie 2'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-2815924321369808126</id><published>2010-03-31T14:40:00.004+02:00</published><updated>2010-04-04T16:36:36.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><title type='text'>Altri nuovi (sì, ancora!)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già. Li avevo scordati. Ne ho comprati proprio troppi. Ora mi spiego la miseria del mio dindarolo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/I_bottoni_di_Napoleone/9788830421561/01c50b0783122d46f4/" title="More about I bottoni di Napoleone"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01c50b0783122d46f4&amp;amp;time=0" title="More about I bottoni di Napoleone" alt="More about I bottoni di Napoleone" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;I bottoni di Napoleone&lt;/b&gt;. Ho letto l'edizione della Longanesi rilegata e con sovraccoperta presa in prestito dalla biblioteca, ma mi è piaciuto talmente tanto che, scoperta l'esistenza del volume in edizione economica paperback Tea, ho voluto comprarlo. Ora fa parte dei miei volumi di consultazione. Ne parlerò nella seconda parte dei "vari finiti".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Lo_squalificato/9788807721250/01dbea810bbbd53f46/" title="More about Lo squalificato"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01dbea810bbbd53f46&amp;amp;time=1242070311" title="More about Lo squalificato" alt="More about Lo squalificato" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;Lo Squalificato&lt;/b&gt; di Osamu Dazai. Di Dazai non ne so molto: è uno scrittore giapponese dei primi del '900, probabilmente dalla personalità tormentata, visti i numerosi tentativi di suicidio -di cui uno andato a buon fine- e i suoi problemi di alcolismo e tossicodipendenza. Vediamo un po'.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Le_mille_e_una_notte/9788854113275/011542d99431f69540/" title="More about Le mille e una notte"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=011542d99431f69540&amp;amp;time=1236376870" title="More about Le mille e una notte" alt="More about Le mille e una notte" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;Le Mille e una Notte.&lt;/b&gt; Progettavo di non acquistarlo, ma i Mammut della Newton sono una collana decisamente allettante: poco prezzo, tomo gigante, opera omnia. La Newton &amp;amp; Compton l'ho sempre ammirata sin da quando, da piccola, dove vivevo allestivano in estate dei padiglioni temporanei con in vendita i più svariati titoli, la maggior parte dei quali editi da questa casa editrice. Molti di essi erano di quei volumetti da cento pagine-mille lire: leggeri, maneggevoli, bruttini ma economici. Come gli insetti, quindi, si spargevano ovunque. Ottima cosa. La Newton ha il pregio di aver reso accessibili molte opere ai portafogli più vuoti. Certo, ti si incrociano gli occhi, ma tutto sommato va bene così. Adesso insomma ha messo in commercio questi mattoni al prezzo di 13 euro o poco più, e ognuno è la raccolta di tutte le opere di un certo autore. Fra i vari, mi farei un appunto su Marx e Jane Austen.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_cacca/9788873074311/012eba5954d2efb918/" title="More about La cacca"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=012eba5954d2efb918&amp;amp;time=1241578362" title="More about La cacca" alt="More about La cacca" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; sì, si chiama &lt;b&gt;La Cacca&lt;/b&gt;. A questo libretto illustrato di divulgazione scientifica per ragazzini, io e mia sorella abbiamo fatto una corte assurda. Alla fine l'abbiamo conquistato. E abbiamo fatto bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questi dovrei aver terminato. I manuali che ho acquistato più indietro non li segno, sarebbe troppo. Spero solo di poterli consultare al più presto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-2815924321369808126?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/2815924321369808126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/altri-nuovi-si-ancora.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/2815924321369808126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/2815924321369808126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/altri-nuovi-si-ancora.html' title='Altri nuovi (sì, ancora!)'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-6667434728987277914</id><published>2010-03-30T23:40:00.009+02:00</published><updated>2010-03-31T01:32:28.186+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mishima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accostamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><title type='text'>Buoni nuovi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di iniziare la seconda tranche dei brevi commenti sui libri letti nel mese, un piccolo appunto sulla situazione libresca a tutt'oggi. Non riesco a starmi al passo nel commentare i libri che leggo: ho notato che la lettura è un'abilità che in linguaggio nerdico potrebbe essere definita "skillabile". Più leggi e più capisci, ma soprattutto più leggi e più lo fai velocemente. Hai i level-up: tutto è in funzione di libri più complessi, di articoli di settore, che hai paura di affrontare, poi torni indietro, li rileggi e dici "ma era una cazzata!".&lt;br /&gt;E continui a ciancicare parole mescolandole assieme e facendole tue, scegli autori nuovi con una perizia sempre maggiore, si affina il tuo gusto, smonti tesi e costruisci controtesi, tutto dona più colore alla tua mente e pensi che ancora più colore possa aggiungersi. Non c'è fine alle sfumature.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E così ho speso tipo troppi soldi. Fra i recenti acquisti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_solitudine_del_cittadino_globale/9788807720536/014851fe79dfc980c5/" title="More about La solitudine del cittadino globale"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=014851fe79dfc980c5&amp;amp;time=1210408926" title="More about La solitudine del cittadino globale" alt="More about La solitudine del cittadino globale" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La solitudine dell'uomo globale&lt;/span&gt;, con il quale farò conoscenza con Bauman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Orientalismo/9788807816956/01803c724b0c13b63c/" title="More about Orientalismo"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01803c724b0c13b63c&amp;amp;time=0" title="More about Orientalismo" alt="More about Orientalismo" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Orientalismo&lt;/span&gt;, di Edward Said. Sono piuttosto fiera di aver scelto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mea sponte&lt;/span&gt; questo libro, avendo scoperto a posteriori che l'autore fosse una personalità di calibro notevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Le_crociate_viste_dagli_arabi/9788805059003/0159906b0c96e706ea/" title="More about Le crociate viste dagli arabi"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0159906b0c96e706ea&amp;amp;time=0" title="More about Le crociate viste dagli arabi" alt="More about Le crociate viste dagli arabi" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le Crociate viste dagli Arabi&lt;/span&gt;. A parte il titolo che mi ha subito presa, mi ha convinto l'averlo aperto a caso e aver trovato una pagina in cui si parlava della setta degli Hashashin. Al di là di questo, l'idea di avere una prospettiva "altra" rispetto a quella scolastica è sempre affascinante.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Autostop_con_Buddha/9788807721281/01058fe9e9f0bde7a7/" title="More about Autostop con Buddha"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01058fe9e9f0bde7a7&amp;amp;time=1245352014" title="More about Autostop con Buddha" alt="More about Autostop con Buddha" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Autostop con Buddha&lt;/span&gt;, di Ferguson. Sì, lo so che l'avevo ordinato in biblioteca. Ma ha ricevuto commenti tanto entusiasti dai lettori nippofili che non ho resistito. Speriamo che mi sia ben fidata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_padiglione_doro/9788807809958/0112e4c4e18a1620fb/" title="More about Il padiglione d'oro"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0112e4c4e18a1620fb&amp;amp;time=0" title="More about Il padiglione d'oro" alt="More about Il padiglione d'oro" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Padiglione d'Oro&lt;/span&gt;, di Mishima. Eh, sì, l'ho letto. Però è il non plus ultra del libro bello. Siccome l'ho trovato in una di quelle fantastiche bancarelle vicino alla ex piazza Esedra a metà prezzo, l'ho preso. Tanto lo so che vorrò rileggerlo. E pure se non lo rileggo, lo so che lo volevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Lezioni_spirituali_per_giovani_samurai/9788877100757/010f1514bb3f324cdc/" title="More about Lezioni spirituali per giovani samurai"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=010f1514bb3f324cdc&amp;amp;time=0" title="More about Lezioni spirituali per giovani samurai" alt="More about Lezioni spirituali per giovani samurai" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; alla stessa bancarella ho pagato coi tintinnanti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lezioni spirituali per giovani Samurai&lt;/span&gt; ancora di Mishima.&lt;br /&gt;A dire la verità, questo è un libro che mi spaventa un po'. Sarà un'operazione complicata eliminare i filtri della mentalità occidentale ed affrontare la filosofia dell'azione di questo samurai del ventesimo secolo. Un saggio è diverso da un romanzo. Spero di riuscirci a dovere. Ho in mente di affrontare una preparazione prima di prendere in mano questo libro: per prima cosa, terminare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia del Giappone &lt;/span&gt;di Gatti (che va lento ed è bloccato perché lo stavo proprio studiando, prendendo pure appunti), acquistare altri libri sulla storia del Giappone &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in toto&lt;/span&gt; e semplicemente leggerli. Poi prendere in prestito dalla biblioteca il Beasley (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia del Giappone moderno&lt;/span&gt;), l'Halliday (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia del Giappone contemporaneo&lt;/span&gt;) e altri e leggermeli bene e solo poi passare al saggio di Yukio. Capito perché mi spaventa?!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Stupore_e_tremori/9788882468972/01c239d3bd75afcd10/" title="More about Stupore e tremori"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01c239d3bd75afcd10&amp;amp;time=0" title="More about Stupore e tremori" alt="More about Stupore e tremori" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stupore e tremori&lt;/span&gt; della Nothomb, letto e finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla bib ho preso in prestito questi tre libricini frettolosi:&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Pian_della_Tortilla/9788845245916/01967aace3c45753b0/" title="More about Pian della Tortilla"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01967aace3c45753b0&amp;amp;time=0" title="More about Pian della Tortilla" alt="More about Pian della Tortilla" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Uomini_e_topi/9788845250088/017fedd90422074107/" title="More about Uomini e topi"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=017fedd90422074107&amp;amp;time=0" title="More about Uomini e topi" alt="More about Uomini e topi" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pian della Tortilla&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Uomini e Topi&lt;/span&gt;. Non ho mai avuto l'occasione di "parlare" qui di Steinbeck ma lo amo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Valle dell'Eden&lt;/span&gt; è un libro semplicemente stupendo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Furore&lt;/span&gt; m'è piaciuto meno: non che fosse meno bello, ma è così amaro che, oserei dire, riesce a strappare lacrime. Siccome ho letto diverso tempo fa entrambi, non ho le parole per descrivere stile e temi. Diciamo che le sue descrizione di certe realtà sociali appartenute all'America sono molto vivide e la sua sensibilità verso questi temi è molto spiccata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Luomo_flessibile/9788807816413/01e0a17585078818e1/" title="More about L'uomo flessibile"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01e0a17585078818e1&amp;amp;time=0" title="More about L'uomo flessibile" alt="More about L'uomo flessibile" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'uomo flessibile &lt;/span&gt;di Richard Sennett, un sociologo americano. Non so se ho fiutato bene e ho alcune riserve su 'sto libro. Ho paura che arrivi a conclusioni divergenti dalle mie. Vabbè, staremo a vedere. In realtà l'ho scelto perché quello del lavoro è un tema a cui "politicamente" sono molto affezionata, per cui l'ho voluto accostare ad un altro saggio, che sto leggendo, questa volta di una personalità che conosco e ammiro, quella di Luciano Gallino. Ho letto diversi articoli scritti da lui e mi piace molto. Il saggio che ho in lettura, che ho accennato in un qualche sconclusionato post di un po' di tempo fa, è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il lavoro non è una merce - contro la flessibilità&lt;/span&gt;, non facilissimo, almeno nella prima parte in cui esamina la costruzione delle statistiche sui numeri di lavoro precario e lavoro nero, ma indispensabile per l'analisi di uno dei temi più importanti dell'attualità. I titoli dei due libri che ho scelto di accostare sono già molto differenti tra loro: quello di Gallino prende una posizione, e sai che probabilmente il libro in più punti destrutturerà questo sistema squallido che si prefigge di trattare un uomo alla stregua di oggetto qualunque di cui, a tutto beneficio dell'azienda, si può disporre a piacimento (l'uomo è flessibile perché si piega a 90, mi viene da dire).  Il primo libro invece è come se avesse un titolo che presupponga l'adeguamento dell'uomo a queste esigenze. Ben diverso è ad esempio il titolo di un altro scritto di Gallino, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il costo umano della flessibilità&lt;/span&gt;, dove già si evince una critica al modus operandi che ha preso piede nella gestione del personale delle imprese.&lt;br /&gt;Vabè, senza fretta mo' vediamo un po' cosa mi aspetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-6667434728987277914?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/6667434728987277914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/buoni-nuovi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6667434728987277914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/6667434728987277914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/buoni-nuovi.html' title='Buoni nuovi'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-239964361440935697</id><published>2010-03-25T15:48:00.003+01:00</published><updated>2010-03-31T11:23:09.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Varie 1</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Elenco commenti a freddo su vari libri letti a cavallo fra i due mesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Inizio da &lt;i&gt;Il Potere della Lagna, &lt;/i&gt;già protagonista del precedente, parzialissimo e infervorato "articolo". Talvolta è necessario calmarsi, riflettere e scrivere il commento dopo un po' di tempo, quel tempo necessario a lasciar depositare sul fondo l'inutile e poi filtrarlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzitutto nelle ultime 100 pagine il libro si riprende, presentando una breve indagine comparata dell'autore sulla lagna di americani e inglesi. Segue poi una riflessione sul giustizialismo e sulle responsabilità che mi viene un po' difficile articolare senza il libro in mano, tuttavia mi sento in linea con l'autore, lo spunto questa volta è buono e il tono differente, più serio e molto meno da sfottò che non nelle prime pagine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non che fossi così lontana dai concetti espressi nella prima metà di questo volumetto: non faceva altro che sfidare il lettore a riflettere sulle proprie lamentele, ad invitarlo provocatoriamente a "guardare oltre", oltre il proprio orto, oltre i propri singoli interessi, oltre la vanità di alcune affermazioni, oltre il luogo comune della lamentela. Fare in modo che i lamenti siano sorretti da un'impalcatura valida e da una vena propositiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo che io, senza falsa modestia, faccio già la fatica di costruirla, questa impalcatura, ergo quella sfida ha avuto il mero esito di irritarmi per i toni utilizzati. È, insomma, che io non credo di essere la giusta destinataria del libro. No, non mi sta così antipatico Baggini, dai (a parte quella dei McDonald's e, bè, lo ammetto che qualche divergenza d'opinione c'è).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- Andando a ritroso nel tempo: 50 misere pagine di &lt;i&gt;Snobissimo, &lt;/i&gt;di Pierre Daninos, scrittore e umorista francese. Non ci ho capito niente. Un pout-pourri di abitudini e oggetti ostentati dalla maggior snobberia, e poi affermazioni, dialoghi, osservazioni sui vari tipi di snobismo, ma, mi ripeto, non ci ho capito niente. Non ho capito nemmeno se è brutto, anche se tenderei a definirlo tale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- &lt;i&gt;Processo alla Scienza&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;in difesa dell'evoluzione&lt;/i&gt; di Douglas Futuyma, biologo americano. Un libro di...quante pagine? 200, 300? Ecco, sarebbe potuto durare almeno 50 pagine in meno (e sono stata buona), in quanto un po' pedante e ripetitivo. Certo, non ha aiutato il fatto che molte nozioni di biologia le conoscessi già (cresciuta a pane e documentari e iscritta ad una facoltà scientifica con esame di biologia annesso). Il mio giudizio però è complessivamente buono. La trattazione degli argomenti connessi alle strutture vestigiali mi risulta sempre affascinante; molto interessanti le pagine sulla storia evolutiva del genere &lt;i&gt;equus&lt;/i&gt;. Illuminante, e purtroppo in negativo, la stoltaggine delle affermazioni e delle pubblicazioni dei fautori del creazionismo: lascia basiti la loro faccia tosta, e il loro tono da demagogia pseudoscientifica per abbocconi (e ce ne sono) fa rizzare i peli. Ben venga la pedanteria, dunque, se la battaglia è per la riconquista del buonsenso e di un minimo di logica e dignità per il cervello umano, che a molti avvoltoi della peggior specie fa comodo giaccia inutilizzato in un canto.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_vecchio_che_leggeva_romanzi_damore/016bd9d4178215e335/" title="More about Il vecchio che leggeva romanzi d'amore"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=016bd9d4178215e335&amp;amp;time=1205853868" title="More about Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" alt="More about Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Il Vecchio che Leggeva Romanzi d’Amore &lt;/i&gt;di Luis Sepùlveda. Romanzo molto carino, ben scritto, semplice ma vivido. Una lettura veloce e piacevole. Fantastica la presentazione del personaggio del dentista, incipit d’effetto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;- &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Dio_la_benedica_dott._Kevorkian/9788885060456/0108cc78576c59ccb6/" title="More about Dio la benedica dott. Kevorkian"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=0108cc78576c59ccb6&amp;amp;time=0" title="More about Dio la benedica dott. Kevorkian" alt="More about Dio la benedica dott. Kevorkian" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;i style=""&gt;Dio la Benedica, Dott.Kevorkian&lt;/i&gt; di Kurt Vonnegut. Un libricino di pochissime pagine, uno “scherzo” dello scrittore: si fa voler bene. Passa in veloce rassegna, tramite esperienze di morte provvisoria dell’autore stesso, protagonista, varie illustri (e non) personalità passate a miglior vita. Qualcosa mi dice che Vonnegut potrebbe ambire a una buona posizione nella mia classifica di scrittori preferiti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-239964361440935697?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/239964361440935697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/varie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/239964361440935697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/239964361440935697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/varie.html' title='Varie 1'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-5322029428419604944</id><published>2010-03-11T08:43:00.003+01:00</published><updated>2010-03-11T09:58:11.758+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><title type='text'>Ma che lagna il Potere della Lagna!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho da recuperare un po' di terreno per quanto riguarda i commenti ai libri letti. Ero partita con l'idea di creare un nuovo "Leggere ma non leggere in febbraio pt.3" ma febbraio è passato da un pezzo, l'armonia dell'elenco s'è già persa con King Kong Girl che, sebbene etichettato come febbraio, ha il commento datato in marzo... e via con stupidaggini perfezioniste ed enciclopediche dal sapore di aria fritta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freghiamocene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrò a ritroso questa volta. Al di là di vari acquisti marzolini, manuali di pupazzeria (almeno tre, peccato che manchi la sostanza della messa in opera), un manuale di cucito costato un lobo di fegato, un disinteressatissimo regalo a mia sorella, e a parte vari espropri temporanei operati in case altrui -la pila dei "prossimamente" sembra voler sfidare il divino- due volumi li ho presi in biblioteca.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Il_potere_della_lagna._Perch%C3%A9_viviamo_in_una_societ%C3%A0_paranoica/9788817026055/0130602d2fe2de7bfb/" title="More about Il potere della lagna. Perché viviamo in una società paranoica"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0130602d2fe2de7bfb&amp;amp;time=1233876461" title="More about Il potere della lagna. Perché viviamo in una società paranoica" alt="More about Il potere della lagna. Perché viviamo in una società paranoica" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Fra i due ho iniziato a leggere tale&lt;span style="font-style: italic;"&gt; "Il Potere della Lagna", &lt;/span&gt;scritto da Julian Baggini, filosofo e giornalista inglese, troppo inglese, che già... no, non è che mi stia antipatico. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;È che mi aspettavo un libro diverso. Un tantino meno personalistico. È una panoramica un po' presuntuosa. Un libro per persone più semplici di me (spero non suoni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questo &lt;/span&gt;troppo presuntuoso).&lt;br /&gt;Mi spiego, questo qua vuole tracciare una tassonomia della lagna (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;complaint&lt;/span&gt;), distinguendo fra lagne utili, lagne inutili e lagne potenzialmente utili ma malformulate. Nell'introduzione sulle religioni già c'è un qualche piccolo elemento confusionario, forse semplicemente dovuto al fatto che il libro debba mantenersi su toni molto generali. Sulla tesi di fondo ivi presente sono d'accordo: le religioni sono per lo più "forze conservatrici". Solo che ci sarebbe un discorso immane da poter fare qui. Troppo storico-antropologico, troppo analitico, insomma lui lo dice, è una panoramica, e allora va bene, lasciamo questo discorso a libri di stampo totalmente differente, d'altronde, bene o male, a quanto ho capito questo è un libro più "divulgativo".&lt;br /&gt;Quello che l'autore vuole dimostrare è che la lagna, se ben fatta e ben costruita, ha un grosso potenziale costruttivo e rivoluzionario. Per questo parte innanzitutto la sequela di lagne inutili, fra cui la lagna suicida, la lagna luddista, la lagna interessata. In quest'ultima un particolare rilievo è dato ai Nimbys, i "not in my backyard", le persone che si oppongono, tanto per fare un esempio, alla costruzione di aereoporti nelle vicinanze delle loro abitazioni per lo più perché troppo vicini, adducendo però motivi ben più nobili come "mascheratura" di quello reale, piuttosto banale ed interessato: l'aereoporto inquina, il rumore, l'inquinamento acustico...&lt;br /&gt;È che a me però i Nimbys stanno simpatici. Probabilmente sono una gran produttrice di lagne inutili, ma voglio vedere quant'è bello vivere da 20 anni in un luogo e vedersi all'improvviso costruire un bel reattore nucleare a fianco della cuccia del proprio cane. Probabilmente lui non lo nega: ciò che critica è l'incoerenza dell'individuo che desidera l'avanzata del progresso, il calore sotto al suo deretano, e insieme la propria totale tranquillità, la lontananza dai danni che lo stesso progresso compie accanto alle comodità. Questa incoerenza però, purtroppo per noi comuni mortali, è ben poco eliminabile. Trovare modi più costruttivi per lamentarsi? Ok, ma non sempre esistono.&lt;br /&gt;In sostanza, io e Baggini siamo completamente divergenti rispetto a un punto: è vero, è spesso necessaria una analisi approfondita della propria lagna, è necessario legittimarla logicamente ed è necessario proporre un'alternativa valida allo stato attuale delle cose. Ma io dò un peso e una dignità molto maggiore alla lagna che egli chiama "catartica". Speravo insomma che il libro fosse un encomio della lagna catartica. Della lagna inutile. Della lagna formulata quando non hai via d'uscita e sei obbligato ad accettare lo stato attuale di cose quando invece ti ripugna.&lt;br /&gt;"Non ho alternativa né potere decisionale: lasciami almeno lamentare!" Questa è una delle grandi dignità della lagna, uno spiraglio di luce nel buio più totale. Un tocco di personalità ai problemi della vita.&lt;br /&gt;Poi, tanto per lagnarci, nel capitolo "lagne nostalgiche e luddiste" cita la lagna sul "ritorno delle buone, vecchie abitudini alimentari" affermandone l'infondatezza, perché negli anni '70 si mangiava peggio, il pane nero era snobbato anche dai poveri, cibi esotici non ce n'erano, faceva tutto un po' più schifo, e quindi "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la crescita delle aspettative di vita alla nascita si è evoluta di pari passo con la diffusione dei McDonald's sul territorio nazionale. [...] Ci si dovrebbe almeno chiedere se veramente la nostra alimentazione fosse migliore prima che il fast-food entrasse a farne stabilmente parte.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Una vocina dentro di me mi istiga a sentenziare: "Ma parla per te, inglese mangiamerda del cazzo! Non è che vi siate impegnati al massimo per costruirvi un'alimentazione equilibrata. Il territorio non vi offre di meglio? Bè, peggio per voi che vi ci siete stanziati".&lt;br /&gt;Ma non lo farò (uhuh).&lt;br /&gt;Insomma, è inutile aggiungere che questo libro è concepito per i deboli di mente, per quelli che non sanno darsi una soluzione sensata ai problemi, per chi non sa riflettere e dedica troppo poco tempo a pensare. Per chi manca di capacità analitica.&lt;br /&gt;Non ho bisogno che un Baggini mi dia lezioni di vita di questo genere. Tuttavia lo terminerò: voglio vedere se dovrò tornare indietro su qualche mia affermazione, se alla fine sarò meno cattiva o mi strapperà ancora qualche lagna.&lt;br /&gt;Inglesaccio antipatico!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguirò, nel post successivo, ad annotare dei brevi commenti sulle altre letture a cavallo fra questo mese e quello precedente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-5322029428419604944?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/5322029428419604944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/ma-che-lagna-il-potere-della-lagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/5322029428419604944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/5322029428419604944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/ma-che-lagna-il-potere-della-lagna.html' title='Ma che lagna il Potere della Lagna!'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-3134972883423865453</id><published>2010-03-06T00:30:00.007+01:00</published><updated>2010-03-11T09:57:47.277+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I wanna revoluscion'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Lèggere (ma non leggère) in febbraio - pt.2</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per scrivere certi commenti serve la stessa incazzatura di quando li hai pensati, e non sempre ce l’hai a portata di mano. E’ per questo che non riuscivo a commentare King Kong Girl della Despentes. Avevo iniziato a leggere già altri libri, e la mia carica s’era affievolita.&lt;br /&gt;Mi piace frequentare forum e  social network:  fa parte del mio programma di osservazione antropologica. Se nel mondo “reale” ti accorgi di quanto becero sia il mondo umano, non te ne accorgerai mai tanto senza vivere appieno le sue realtà. Con forum e social network ti rendi conto di quanto gli uomini siano ancora più beceri di ciò che credi. Il contatto con la bassezza è necessaria. Ma non divago.&lt;br /&gt;Mi è capitato dunque di veder parlare di uomini, per l’ennesima volta.&lt;br /&gt;- “Lui non mi aiuta in casa, non lo sopporto più”.&lt;br /&gt;- “Ah il mio no, cucina persino”&lt;br /&gt;- “Fortunate voi! Sono uomini, non ci capiranno mai fino in fondo perché non hanno l’utero. Chi ce l’ha fatta fare la rivoluzione femminista. Ci fa sgobbare il doppio”&lt;br /&gt;Seguono poi manifestazioni di volontà di tornare negli anni ’50, perché lì almeno si lavorava solo a casa.&lt;br /&gt;Comprendo il sarcasmo che potrebbe essere celato in queste affermazioni. Tuttavia, la cosa non riesce a divertirmi. Per me, una mancata divisione del lavoro in casa in caso di convivenza con un compagno sarebbe  inimmaginabile.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/King_Kong_Girl/9788806187941/01d578907789bf738b/" title="More about King Kong Girl"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01d578907789bf738b&amp;amp;time=0" title="More about King Kong Girl" alt="More about King Kong Girl" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;  Sembrerà strano, ma la mia personale rivoluzione femminista è partita dagli uomini. Intendiamoci, non nel gettargli merda addosso. La merda addosso l’avrei voluta gettare alle donne. Se la meritavano, quella merda, e le puttane avrebbero anche goduto, di quella merda, perché da quando ho guadagnato le capacità necessarie ho realizzato: le donne “che contavano” godevano dell’umiliazione. Contavano perché umiliate. E non umiliate da uomini, ma da loro stesse.  Se l’uomo prende, deve esserci qualcuno che dà.  E le donne che contano danno la fregna come trofeo, le donne che contano hanno le tettone , si fanno guardare, compiacenti, perché non conta quello che costruiscono, ma conta che hanno la fica.&lt;br /&gt;Titoli di giornali: “La bellissima e bravissima atleta Y ha vinto l’oro...” “la bella e nota cantante X ha lasciato tutti senza fiato” “La bella candidata Z del partito J…”&lt;br /&gt;Spesso viene messa in luce l’eccezionale bravura di donne “che contano”. Ma l’encomio è sempre doppio. Non ho mai sentito nessuna lamentarsi di questi doppi encomi inutili. E’ dovuto, perché hai la fica. Se arrivi in alto e quindi conti, conti perché sei brava ma ANCHE bella. Ѐ NATURALE che conti perché hai la fica e sei bella, se avessi avuto la fica e fossi stata brutta semplicemente non saresti esistita. Tutto qui. Non puoi essere brava e avere la fica e basta, nono. Se poi sei così così, ma comunque guardabile, ci pensiamo noi, e lo diciamo a tutti che sei bellissima, non perché tu lo sia davvero, ma perché così DEVE ESSERE. Perché sei femmina e fa parte dei tuoi compiti.  Devi essere bella. Devi curarti, devi piacere. Ma non solo agli uomini, che devono girarsi per osservare il tuo splendore, e questo, non sia mai, non deve darti fastidio, perché fa parte dei tuoi doveri il fatto che ti piaccia! No, è importante piacere alle donne, importi come modello. Lasciano più bava le donne che il resto.&lt;br /&gt;Poi, cos’altro devi fare, donna? E’ tuo dovere cucinare, sistemarti, metter su famiglia, sedurre ma non essere puttana, concederti ma stigmatizzare chi si concede.  Dire che gli uomini sono tutti uguali. Fa parte della routine.&lt;br /&gt;Spesso ho affermato e pensato che l’odierna e disgustosa condizione femminile, pressoché universale, schifo più schifo meno (no, pallosi del cazzo, non mi voglio mettere allo stesso livello di chi è sfregiato con l’acido, ma abbiate fiducia, uno sputo di fiducia una volta tanto: se vi dico che io, donna, nell’odierna condizione in questa latitudine provo un immane disagio a vivere in quanto tale, credetemi. Per favore.) sia  frutto dell’interiorizzazione da parte delle donne di un ideale, anzi, di più ideali maschili, che, con meccanismi morbosi, abbiamo fatto nostri, senza costruire ex novo una reale identità di genere. E’ una teoria. L’altra potrebbe essere semplicemente che la stupidità vince in quanto a numeri e forza.&lt;br /&gt;La seconda teoria mi deprime molto, ma credo sia la più valida. Si adatta a tutto, ad ogni problema sociale e politico. Stupidità e fame. Stupidità dettata dalla fame.  Fame in senso figurato ovviamente: il famoso tornaconto personale.  Che spesso è stupido anch’esso, in quanto non lungimirante.&lt;br /&gt;Povere donne. Povere noi. Non pensiamo. Cosa ci ha rese così remissive? La nostra mancanza di forza fisica? La facilità ad essere picchiate e penetrate? Cosa? Perché ci abbiamo ragionato su così poco? Perché non sappiamo far funzionare il cervello allo stesso modo di come usiamo le tette, il culo e quell’orrido buco fra le gambe?&lt;br /&gt;Poveri uomini. Poveri loro. Perché non riscattano la loro sensibilità? Perché sono contenti di farsi dire che ragionano col pisello? Che sono bravi a badare a loro stessi almeno quanto lo è un bambino di otto mesi? Che sono patetici, ad ottant’anni, a farsi prendere per il culo e per le tasche da una puledrona di venticinque?&lt;br /&gt;Donne e uomini dovrebbero smetterla di pensarsi innanzitutto come tali. Iniziare a pensare come comunità. E poi viene il resto. Ma avessimo trovato questa strada,  il mondo sarebbe completamente differente.&lt;br /&gt;Il mio commento al libro della Despentes è questo. Questo è ciò che pensavo prima di leggerlo, questo è ciò che penso dopo. Il suo linguaggio scabro è degno del tema, e mi sono permessa di riutilizzarlo.  Il libro mi ha risollevata un po’ dalla mia rassegnazione, perché ho scoperto che non sono sola. Non sono sola a rivendicare il diritto ad essere donne autentiche che amano uomini autentici.&lt;br /&gt;La Despentes mi piace, anche se sul libro un paio di appunti li avrei:&lt;br /&gt;- Hanno messo una figura piacente in copertina… vabè&lt;br /&gt;- Sono abbastanza d’accordo con quello che dice sul porno e sul sesso, ma una cosa che contesto alle femministe, se così le vogliamo chiamare, è proprio la quantità di spazio dedicato al sesso. Ma sti cazzi. Il concetto di sesso motore immobile di tutto il mondo visibile e invisibile deve essere superato. Non è la questione fondamentale, secondo me, delle differenze di genere.&lt;br /&gt;Non è che non se ne debba parlare, anzi. Per secoli abbiamo taciuto, ma l’equazione donne = emissario del sesso è rimasta valida. Abbiamo parlato e continua ad essere valida. Forse dobbiamo parlarne ma dandoci meno peso. O forse non lo so. Mi vengono in mente mille auto-obiezioni. Affanculo il sesso. Semplicemente mi rompe il cazzo che sembra ogni volta che la femmina ribelle debba essere una puttana: l’icona del sesso. Una puttana è solo un tipo di donna, non necessariamente la donna autentica.  L’onnipresenza del sesso mi ha rotto, la voglio smontare, distruggere, mangiarmela.&lt;br /&gt;Qualsiasi cosa possa aggiungere sarebbe una ripetizione dei concetti contenuti nel libro. Andiamo d’accordo, io e lei. Siamo entrambe perfettamente coscienti di essere nella più completa merda. E’ già qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E con questo, ciao, ragazze, e miglior cammino…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-3134972883423865453?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/3134972883423865453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/leggere-ma-non-leggere-in-febbraio-pt2.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3134972883423865453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3134972883423865453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/03/leggere-ma-non-leggere-in-febbraio-pt2.html' title='Lèggere (ma non leggère) in febbraio - pt.2'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-4813987083817258751</id><published>2010-02-22T21:20:00.005+01:00</published><updated>2010-02-23T00:42:18.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Lèggere (ma non leggère) in febbraio - pt.1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono tre volte che provo a scrivere il resoconto delle letture del secondo mese del nuovo anno.&lt;br /&gt;La prima ho fallito perché, a quanto pare, ho bisogno del libro da commentare qui, accanto a me, per ripescare tutti gli spunti avuti nel corso della lettura, per riacchiappare tutti i fili dei discorsi (sì, sarebbero "le fila"; ma ho pensato a me come novella Kurosaki Ichigo, che tra i mille bianchi fili delle anime riesce a trovare quello che gli serve; fili e righe tutto sommato hanno qualcosa in comune. Mi si perdoni il paragone molto pop). La seconda, perché queste sono cose che vanno fatte con calma, e tempo non ne ho mai. Almeno quello che serve a me. Ovvero una grossa, GROSSA quantità di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo su questo mondo, in particolare sulle circa 200 intense pagine di "Fenomenologia del Potere", alla fine delle quali mi sono potuta ritenere soddisfatta perché:&lt;br /&gt;1) sono sempre più allenata a leggere e capire saggi. Un saggio di sociologia, dal nome così altisonante poi, non è proprio una lettura da ombrellone. Invece mi sono divertita e quasi per nulla annoiata.&lt;br /&gt;2) è un ottimo saggio su cui ripensare. Ogni volta. Quasi sempre. Per cui, torna sempre a galla. E fa riflettere su qualsiasi stupidaggine ci troviamo a vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piccolo edit: quanto mi faccio schifo nelle introduzioni. Necessita di quel nonsoché di punta creativa che mi si allontana manco fossi un magnete al contrario. Questo è il motivo per il quale da liceale mi autonauseavo di sole analisi del testo nei compiti in classe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Fenomenologia_del_potere/9788815082190/0129ec2dacc65cc3ef/" title="More about Fenomenologia del potere"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0129ec2dacc65cc3ef&amp;amp;time=0" title="More about Fenomenologia del potere" alt="More about Fenomenologia del potere" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Benché tutto sommato non dica "niente di nuovo", l'analisi è interessante. I primi quattro saggi si propongono di illustrare le principali forme di potere individuate dall'autore: il potere d'azione (violenza), il potere strumentale (minacce e promesse), il potere d'autorità, quello dell'agire tecnico.&lt;br /&gt;Seguono poi un altro paio di trattazioni riguardanti la stabilizzazione del potere, la sua formazione e la sua istituzionalizzazione.&lt;br /&gt;Tutti i saggi avrebbero bisogno di essere discussi, non tanto per presentare antitesi o obiezioni, quanto perché si tratta di temi costantemente attuali, ottimo terreno su cui costruire chiacchierate anche al di fuori della carta. Particolarmente affascinanti ai miei occhi, però, sono risultate la prima e la terza delle forme di potere analizzate, ovvero il potere di offendere e l'autorità.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il primo, è interessante parlare di come il potere di offesa sia correlato all'eliminazione dei limiti, in particolare ai limiti dati dall'inibizione (ma è vero anche il contrario: l'agire offensivo non ha limiti nel senso che non può essere "delimitato" a particolari cause e quindi non si sa di cosa possa essere reazione; l'agire violento può essere del tutto arbitrario). Tuttavia un limite dell'agire violento può essere ritrovato nel potere di uccidere, in quanto atto violento completo. Non si può andare oltre, è la massima compiutezza del potere violento. Questo limite "del" potere (un limite fisico ed intrinseco) può trasformarsi in, o per meglio dire, altro non è che un limite "al" potere. Innanzitutto perché ogni uomo è suscettibile di essere oggetto di potere d'annientamento, anche il suo detentore, afferma Popitz. E poi perché, c'è poco da fare, il detentore del potere di uccidere non può andare oltre all'uccidere; e qui entrano in gioco figure come i martiri, che superano quel limite oltre al quale il detentore non può arrivare: il martire mette a nudo l'incompiutezza di questa azione estrema, in quanto, nella sua accettazione della morte, espropria la decisione dell'uccisione al detentore del potere.&lt;br /&gt;È una serie di passaggi molto raffinata.&lt;br /&gt;Un'altro punto interessante nell'analisi del potere violento, ancora correlato all'eliminazione dei limiti (in realtà, tutto il discorso sull'eliminazione dei limiti sarebbe assolutamente degno di menzione), è come quest'eliminazione porti, attraverso la mediazione della facoltà dell'immaginazione, alle conseguenze dell'esaltazione e dell'indifferenza. Mi soffermo su quest'ultima, e sulla principale riflessione ad esso associata, in qualche modo incatenata anche al potere di creare dati di fatto. La capacità immaginativa umana non è solo in grado di creare nemici, ma è anche la facoltà di estraniarsi e rendere più facili azioni tenute normalmente sotto controllo da freni inibitori. Quindi poche cose più dell'indifferenza sono utili per l'agire violento. Con il progresso tecnico delle armi, lo sforzo immaginativo di estraniamento risulta sempre meno gravoso: adesso, afferma Popitz, "il nemico è un nulla [...] il nesso tra l'azione e le sue conseguenze diventa meno visibile e riconoscibile". E così basta premere un bottone per causare distruzione, e così uccidere è un gesto automatico, e così provocare il male è più facile del bere un bicchier d'acqua. Non c'è quasi nemmeno più bisogno della capacità di essere senza scrupoli. A seguito di queste affermazioni, c'è tutto un bel discorso sulla reciprocità e sull'impedimento del progresso tecnico nel campo degli armamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Tutto quanto detto si basa sulla supposizione che possa esser compresa sempre meglio la comunanza degli interessi vitali, che si possa cioè riconoscere che ormai la sicurezza può essere raggiunta solo come sicurezza nella reciprocità; che impedire innovazioni nel campo della tecnica delle armi dovrebbe essere un fine comune; che tutti gli interessati dovrebbero rinunciare a conferire al conflitto atomico una consacrazione superiore. Se si può pensare di raggiungere tutto ciò, anche la speranza che possa realizzarsi un ulteriore presupposto, forse quello decisivo, per la formazione dela fiducia non è vana: la speranza che potremmo imparare a tener presente il pericolo corso dalle vite umane al di qua e al di là dei confini come un tutto unico. Lo sterminio fulmineo con la violenza atomica, chiunque colpisca, è una catastrofe universale. Porta nel mondo un nuovo modo di uccidere e di essere uccisi che fa cadere tutti in una nuova situazione di pericolo. La convinzione emotiva che sia così forse aiuta a superare i limiti della nostra capacità di sbigottimento. Ciò che si augura non è l'uomo buono, ma una nuova forza della nostra capacità di immaginazione."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bello (soprattutto nell'ultima frase) non tanto per i contenuti, quanto per gli ulteriori spunti di riflessione. Per carità, con tutto il cuore io me lo auspico, ma vedo difficilissimo un progresso tecnologico civile svincolato da quello militare, perlomeno nella società in cui mi ritrovo a vivere. Mi torna in mente il mio stimato prof. Marras e il Galileo di Brecht che amava tanto citare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Se gli uomini di scienza non reagiscono all' intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l' uomo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; E quando, coll' andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; allontanamento dall' umanità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Tra voi e l' umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale [...] Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bello per gli spunti politici, bello come punto di partenza, bello perché tanto altro potrebbe essere citato, bello perché chissà se davvero c'è un modo di risolvere il problema. Bello perché il discorso può tornare sull'argomento della coercizione, sulla fondazione dell'ordine, di un nuovo ordine, insomma, bello perché chissà di quanto altro si può parlare partendo da qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trattazione dell'autorità è assolutamente da leggere, sia perché mi risulta difficile ricostruire la rete di tutto il discorso delle soggettività sociali e dei vincoli di autorità, sia perché è nella sua interezza che è degno di nota. Non voglio dilungarmi (verrebbe un discorso elefantiaco), solo accenno a quanto l'autorità, in quanto forza "influente", non necessariamente coercitiva, sia legata al riconoscimento sociale, in tutti i sensi: necessità del riconoscimento, dell'approvazione di azioni, comportamenti ecc. di chi subisce il potere da parte dell'autorità, ma anche necessità di riconoscimento (legittimazione della propria autorità) del detentore dell'autorità. Questo duplice rapporto è sempre presente in ogni forma di potere, ma a mio avviso è in questa che si fa più sottile ed essenziale. L'autorità "ha un'aura" invisibile, delicata da tenere in piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei spendere qualche parola in più anche sulla minaccia, ma sarebbe un po' fine a se stesso. Come ho avuto già modo di spiegare, questo è un libro di interazione, di cui parlare, da utilizzare come fondamenta per analisi in cui però sarebbe utile l'intervento dell'altro per formulare discorsi compiuti.&lt;br /&gt;Ringrazio chi me l'ha consigliato anche se ho avuto già modo di farlo, e a mia volta lo consiglio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-4813987083817258751?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/4813987083817258751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/02/leggere-ma-non-leggere-in-febbraio-pt1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4813987083817258751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4813987083817258751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/02/leggere-ma-non-leggere-in-febbraio-pt1.html' title='Lèggere (ma non leggère) in febbraio - pt.1'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-8897242864565363919</id><published>2010-02-03T22:50:00.003+01:00</published><updated>2010-02-23T00:39:04.648+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desiderata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><title type='text'>Disorganizescion</title><content type='html'>Aiuto! C'è grossa crisi. Scoppio. Sì, è bello avere molteplici interessi, è bello leggere tanto, è bello imparare ma non so come assecondare il mio impeto divoratore di cellulosa perché non so dove girarmi. La biblioteca è sempre più paese dei balocchi. Ho le pupille che trasudano riflessi di titoli e mi si strozzano in gola tutti i discorsi e le domande e gli spunti che mi nascono dalle ultime letture (perché la cultura se non la condividi ma che cultura è? Ma cosa c'è di più bello del parlare di ciò che si legge?). E poi voglio conoscere un musulmano, e poi le cose le voglio anche sentite oltre che lette.&lt;br /&gt;Non riesco più a ricapitolare i titoli che ho annotato mentalmente e quelli che vedo scritti, mò ci provo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie al Natale adesso possiedo un bellissimo volume con la tetralogia del Mare della Fertilità di Mishima, e poi altri racconti suoi sempre contenuti nel tomo. Di Mishima c'è anche Colori Proibiti da leggere.&lt;br /&gt;E poi c'è tutto il mio nipposcaffale di casa e il nipposcaffale della bib da esaurire tutto o quasi, con le poche dovute eccezioni. Sono arrivati dei doni, c'è Musashi (ho sentito dire che la traduzione è pessima, ho provato a cercarlo in inglese ma non c'è stato verso, intanto lo leggo in italiano) e poi tanta roba di Murakami che ancora non ho nemmeno assaggiato. Ho da finire la Storia del Giappone, ho dei titoli da richiedere sulla storia contemporanea giappica, ne sono arrivati dei nuovi in bib... nel giapposcaffale poi c'è un libro di un autore coreano che poi mi solleticava, "Il Signor Han" si chiama. E poi c'è quello di arte in aula Bakunin (alias tugurio), tutta quella serie di arte e architettura è figa, piena di immagini, quella sull'Indocina poi era interessante.&lt;br /&gt;E di giappico prima o poi arriveranno i libri sul suicidio e un altro di arte che ho messo nei desiderata. Gli altri sono arrivati.&lt;br /&gt;Infatti devo leggere Postpunk, ma dove lo ficco quello? Decontestualizzato da tutto il resto, però da qualche lato lo dovrò pur mettere (non si accettano suggerimenti sconci).&lt;br /&gt;Della Yoshimoto me ne frego, non ho tempo da perdere in pinzillacchere infantili.&lt;br /&gt;L'aula degli studi sociali pullula di titoli da approfondire, devo vedere se vale la pena leggerli. Quell'"Antropologia delle Religioni" sembra allettante, devo vedere se è un polpettone o no. Poi c'è quel "Potere della Lagna" che ci può stare per spezzare letture pesanti. Quello sulla massoneria della Bur è interessante ma assolutamente non mi sento pronta per una cosa del genere, rimanderò tra qualche anno, e poi devo assecondare la passione per altre cose sennò poi mi passa e mi stufo e non mi fa più lo stesso effetto. Quelle cose sulla religione e sugli sciamanesimi, tutti quei titoli antropologici, li devo spulciare, devo vedere se c'è qualcosa di carino. In lista intanto metto "Homo Videns" di Sartori che avevo messo nei desiderata eoni fa e nemmeno sapevo chi era Sartori, però il libro sembra interessante, e poi le pagine sono poche, s'ha da fare.&lt;br /&gt;E poi...c'è tutta quella roba sull'Islam e sul mondo arabo. C'è il libro sul sufismo che si deve leggere in fretta, prima che mi passa la voglia, perché sicuramente non sarà una passeggiata; c'è quello sui 99 nomi di Dio (facile, mi bastano due giornate per quello lì e lo sbologno subito) e un altro sull'Islam contemporaneo. E quello per cui smanio di più è "Storia dei Popoli Arabi" di quell'islamista lì, Courbet mi pare sia, che non me ne voglia ma non ricordo il nome.&lt;br /&gt;Milianta cose, millemila,&lt;br /&gt;e poi ci sono i libri che mi hanno prestato e altri che ho comprato e altri regalati, c'è Chomsky che voglio leggere da una vita, prima non ero pronta ma ora sì, e c'è Gallino col Lavoro che non è una merce, e Deus Irae di Dick, e quei Fanucci fantascientifici che ho comprato al mercato a tre euro (ancora ci godo), la biografia di Dick e i racconti (ah, in bib c'è "L'Androide Abramo Lincoln", l'unico che è lì e non hai, ricordatelo, e ricordati tutti gi Urania e i Solaria che stanno un po' sparsi per gli scaffali là in giro. Ah, e "Breve Storia della Chimica").&lt;br /&gt;C'è quel libro bellissimo, "I bottoni di Napoleone", sulle molecole che hanno rivoluzionato il mondo, e quello sui veleni.&lt;br /&gt;A casa non c'è più niente mi sa e in bib nemmeno. Oddio, in bib ce ne sono anche tanti ancora, tipo "Punk capitalismo", e poi almeno due in lingua, "Slaughter nr five" di Vonnegut e un altro di Mishima in inglese. Però, a parte quelli in lingua, li metto in "quelli dell'aula studi sociali". Finita lì.&lt;br /&gt;Ma altri novemilaquindicilianta sono i titoli in commercio.&lt;br /&gt;Tralasciando "Chimica dei composti eterociclici farmacologicamente attivi", c'è quella collana Bur, oggidomani, o ierioggi, o passatofuturo, o quellocheè, la stessa di "Razza Padana" per intenderci, che ha tanti bei titoli interessanti, fra cui spicca "Orda Nera", una veduta d'insieme sulla nuova deriva dei movimenti nazifascisti (a tal proposito c'è anche "Fascisterie" in bib, aula studi sociali). A parte anche "Il Cucchiaio Verde", devo tassativamente procurarmi lecitamente o illecitamente qualcosa sullo sciismo, se si trova qualcosa sull'ismailismo, e poi quel romanzo là su Alamut (non so se vale la pena, io lo metto in lista lo stesso) e qualcosa che non sia troppo Giacobbo style sugli Hashashin. Non so, qualche saggio, qualche studio, qualcosa. Ci sarà qualcosa, no?&lt;br /&gt;Poi qua non lo so, la gente su Anobii ti rimbambisce ancora di più, sembra che si diverta ad avere libri che tu invece non hai e tu dici "cazzo, che libreria, ma io voglio tutto", ma non puoi e ti limiti ad osservarla, ma non ce la farai mai ad osservarle tutte. Appunti i libri ma non ce la farai mai ad appuntarli tutti. E ma quando è troppo è troppo... ma non è mai troppo! Porca miseria.&lt;br /&gt;Ho fatto il file di libri sul Giappone, qualcuno potrò depennarlo (arrivato in bib) altri...bè vedremo. L'impeto stanca.&lt;br /&gt;I Mongoli, cavolo, i Mongoli, li stavo dimenticando. "Breve storia dei Mongoli" e "La storia segreta".&lt;br /&gt;Devo leggere il saggio per gli iniziati sull'Islam lì sul sito dell'Associazione Musulmani Italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho del lavoro arretrato da sbrigare. Mi sa che vado a leggere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-8897242864565363919?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/8897242864565363919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/02/disorganizescion.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/8897242864565363919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/8897242864565363919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/02/disorganizescion.html' title='Disorganizescion'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-394511027263530545</id><published>2010-01-28T20:45:00.019+01:00</published><updated>2010-02-23T00:43:29.914+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondo arabo-islamico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Bausani e il suo invito all'Islam</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dopo vari intermezzi da N.P., e un mancato commento a caldo di "Confessioni di una Maschera", (non inaspettatamente) capolavoro di Mishima, il mio cervellino ha iniziato a ribollire di nuovi fermenti e curiosità e domande. Tutto è partito da futili attività quali il videogiocare, ma poi, si sa, da cosa nasce cosa, e fortunatamente la biblioteca comunale è ottimo fertilizzante per la mia curiosità. Bei titoli, ben fornita; in particolare per il discorso Islam, almeno partendo dalle basi, i titoli, pur non superando la decina, sono di quelli che val la pena leggere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/LIslam/9788811674191/01ef92e9a0985c7fdc/" title="More about L'Islam"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01ef92e9a0985c7fdc&amp;amp;time=0" title="More about L'Islam" alt="More about L'Islam" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;Fra questi vi è "L'Islam" di Bausani (islamista, ordinario di lingua e letteratura persiana all'università di Napoli, traduttore del Corano e autore e traduttore di diverse altre opere) non eccessivamente particolareggiato, ma completo ed esaustivo per una neofita del tema come me, e maneggevole e di lettura piacevole.&lt;br /&gt;Si tratta di uno dei saggi che in assoluto quindi ho impiegato di meno a leggere, nonostante le mie lacune. Il libro si articola in quattro principali "capitoli": nel primo sono esposti i fondamenti dell'Islam ortodosso, fissando come punto di riferimento l'opera di sistematizzazione messa a punto da Al Ghazali, introducendo al contempo, laddove siano offerte le occasioni, concetti appartenenti a influssi e dottrine più o meno eterodossi. Dopo un'affascinante introduzione al sufismo, poi, ampio spazio è dedicato alle comunità non sunnite, in particolarità alla si'a; spazio a mio avviso meritatissimo in quanto la scuola sciita, in particolare la corrente ismailita, è ciò che dell'Islam più del resto solletica il mio interesse (non nego che poi gli Ismailiti, con la setta Nizarita, rappresenti un campo affascinante e suggestivo, una rete in cui sono inevitabilmente caduta anch'io e con molto piacere; tuttavia ho scoperto di nutrire predilezione per la dottrina sciita in toto, nonché per la mistica sufi -egualmente suggestiva-).&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;Successivamente l'Islam viene trattato nel suo sviluppo storico, ricostruendo per sommi capi la vita di Muhammed, l'interessantissimo rapporto dell'Islam con le religioni preislamiche e i loro riti, l'evoluzione della religione attraverso i suoi personaggi illustri. Infine, l'ultimo capitolo è dedicato all'Islam moderno, con i suoi sviluppi e le sue possibilità. Ciò che però merita a mio avviso menzione è l'ottima bibliografia, tutt'altro che uno sterile elenco di titoli e nomi, piuttosto un itinerario, un "cammino pedagogico" (così è definito dall'autore dell'appendice, Stefano Allevi) di estrema utilità per l'approfondimento, discorsivo e suddiviso in argomenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Insomma, il libro, nelle sue scarse 230 pagine, è ottimo: nonostante l'ampiezza e la difficoltà del tema trattato, l'autore riesce egregiamente a "compattarlo", fornendo le linee guida per l'approfondimento. Ho molto gradito la stesura partecipe, l'interesse nel condividere l'argomento con i lettori: stimolante.&lt;br /&gt;Merita di essere riletto, merita anche di essere acquistato... unica pecca: la mancanza di un glossario almeno delle parole chiave dell'Islam (eddai, ce l'hanno persino i libri della Yoshimoto).&lt;br /&gt;Nel complesso, voti altissimi. E fiducia in altre pubblicazioni dello stesso autore.&lt;br /&gt;Intanto, provo ad affacciarmi un po' di più alla finestra che dà verso questo mondo tanto temuto e tanto ignorato da molti occidentali con la lettura del Corano (in biblioteca c'è l'edizione dell' Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia, con tanto di note a margine, la cosa mi ha fatto piacere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, al contempo, sperando di farcela, l'interessantissima "Fenomenologia del Potere" di Popitz, ché sto fremendo di leggere ste 200 pagine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-394511027263530545?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/394511027263530545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/01/bausani-e-il-suo-invito-allislam.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/394511027263530545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/394511027263530545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2010/01/bausani-e-il-suo-invito-allislam.html' title='Bausani e il suo invito all&apos;Islam'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-3857742615260737999</id><published>2009-12-03T23:05:00.009+01:00</published><updated>2010-02-23T00:39:49.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>N.P.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/N.P./9788807812804/01f4dd5f8c7f614ed3/" title="More about N.P."&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01f4dd5f8c7f614ed3&amp;amp;time=0" title="More about N.P." alt="More about N.P." style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Difficile dare un giudizio, sulla Yoshimoto, che mi appaia esaustivo. Leggere tre dei libri della sua produzione significa quasi leggerne uno solo di racconti, o almeno lascia lo stesso sapore.&lt;br /&gt;N.P. è quello che, fra i tre che annovero fra le mie letture, davvero mi ha delusa maggiormente. Non che l'avessi così caricato d'aspettative. Ma almeno, mi aspettavo un romanzo.&lt;br /&gt;Mi sono trovata invece davanti a qualche flash, in cui bozzetti di protagonisti si muovono veloci di scena in scena, scambiandosi chiacchiere vuote e soprattutto inutili, visto che ognuno pare conoscere esattamente cosa l'altro bozzetto di personaggio ha da dirgli.&lt;br /&gt;La Yoshimoto ha uno stile che si sforza di essere immediato, forse giovanile, alcuni lo paragonano allo stile di un manga; forse ho ritmi troppo lenti e non riesco a starle dietro. Può darsi che il difetto sia mio in questo senso. Però rilevo una curiosa contraddizione. Il primo aggettivo che mi è venuto in mente per descrivere personaggi, scrittura e dialoghi è stato "naif". Tuttavia ho come l'impressione che nell'andare avanti voglia tornare indetro. Che nella sua semplicità, ingenuità, come la vogliamo chiamare, si nasconda qualcosa di tremendamente arretrato e pauroso. Come un pozzo attorno al quale sono cresciuti fiorellini. Difficile rendere più razionalmente la metafora e l'impressione, forse leggendo altri suoi libri potrò esserne in grado.&lt;br /&gt;Ma quella allo stile non è l'unica critica che ho in serbo per N.P. Adesso, i contenuti.&lt;br /&gt;C'è troppa carne al fuoco in questo libro, in particolar modo tenendo conto il fatto che non arriva nemmeno alle duecento pagine (e neanche tutte piene). In una trama dalle maglie deboli, i personaggi stilizzati si trovano di fronte a temi quali morte, sovrannaturale, sucidio, famiglia, incesti, empatia, anch'essi sviluppati con un tratto talmente leggero da essere invisibile, un abbozzo talmente sommario da essere però informe.&lt;br /&gt;Il tema morte/suicidio forse è quello con i contorni più definiti, con qualche particolare un po' orrifico (sarò suscettibile, ma quello dell'osso mi ha fatto rabbrividire; mi ha fatto pensare a The Ring visto qualche giorno prima, stessa angoscia); viene trattato però con una pesantezza che non riesco a definire. Inesorabile, che non ha nulla di lirico. Vero, mi si può obiettare che probabilmente la morte non abbia davvero nulla di lirico, ma come resistere, come non dipingere anch'essa, soprattutto lei, di colori migliori? come non scegliere almeno quelli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto "Confessioni Di Una Maschera" è a metà e si lascia leggere che è una bellezza. Ah, Mishima. Inarrivabile (comincio ad essere seccante. Però era un genio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ah, un peccato poi l'occasione sprecata per rendere più interessante la struttura narrativa. A quanto pare il centesimo racconto del libro "nel libro" (di quello in cui si parla nel romanzo insomma) non è altro che il romanzo stesso, cosa che si capisce poco e malissimo. Sarebbe stato un artificio interessante se sfruttato a dovere e meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-3857742615260737999?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/3857742615260737999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/12/np.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3857742615260737999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3857742615260737999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/12/np.html' title='N.P.'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-4477561248957398865</id><published>2009-11-26T22:58:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T23:08:40.481+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mishima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='in lettura'/><title type='text'>Poscritto di oggi</title><content type='html'>Dimenticavo. Il giorno successivo al mio post su "Colori Proibiti" sono corsa in libreria ad acquistarlo. Niente, era una calamita e non ho potuto (leggi: voluto) resistere. E ho fatto anche cosa buona e giusta, visto che lo sconto sui Feltrinelli non durava, come avevo erroneamente pubblicato, per tutto novembre, ma sarebbe finito proprio il giorno dopo il mio acquisto, che è stato a dir poco provvidenziale (certo, che fortuna). Adesso è sul mio scaffale, ma vorrei godermi ancora un po' l'attesa prima di iniziarlo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Emily_la_stramba/9788862123419/01ee7784c765c8bc70/" title="More about Emily la stramba"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01ee7784c765c8bc70&amp;time=1256093239" title="More about Emily la stramba" alt="More about Emily la stramba" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;Nel frattempo, come intermezzo, ho iniziato un libro a cui invece mia sorella non ha resistito, il romanzo di Emily the Strange ("&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giorni Perduti&lt;/span&gt;" ih ih), che personalmente ho sempre trovato simpatica. Ho pianificato di leggere anche un altro libro per ragazzi, "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una scatola piena di nulla&lt;/span&gt;". Di fatto l'ho scelto io in biblioteca per mia sorella (molto disinteressatamente... inutile dire che titoli del genere su di me hanno sempre fatto molta presa). Ho anche preso in prestito "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;N.P.&lt;/span&gt;"&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; della Yoshimoto, che leggo sempre come intermezzo. Poi si passa a Mishima, ma ho deciso: prima "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Confessioni di una Maschera&lt;/span&gt;". Poi si vedrà. Solo a scriverlo mi emoziono. Non avrei mai pensato di arrivare ad amare Mishima in questo modo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Emily_la_stramba/9788862123419/01ee7784c765c8bc70/" title="More about Emily la stramba"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-4477561248957398865?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/4477561248957398865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/poscritto-di-oggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4477561248957398865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/4477561248957398865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/poscritto-di-oggi.html' title='Poscritto di oggi'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-7896314706546190047</id><published>2009-11-26T22:18:00.007+01:00</published><updated>2010-06-10T21:19:30.817+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accostamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finiti'/><title type='text'>Memoirs Of A Geisha, ovvero: è gradito il lieto fine</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Memoirs_of_a_Geisha_Uk/9780099771517/0038dab7127960cf33/" title="More about Memoirs of a Geisha Uk"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=0038dab7127960cf33&amp;amp;time=0" title="More about Memoirs of a Geisha Uk" alt="More about Memoirs of a Geisha Uk" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;D&lt;/span&gt;evo ammetterlo: all'inizio ero scettica. Tendo a scartare opere non saggistiche che hanno la pretesa di raccontare con veridicità un mondo che non appartiene all'autore, in quanto distante culturalmente e geograficamente da luoghi e usanze di un mondo diverso dal suo. Per un semplice motivo: è più facile sbagliare in quest'intento, che non riuscire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;P&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;er quanto riguarda Golden, sono tornata sui miei passi, e molto presto: il suo romanzo non solo è scritto con la maestria di chi sa come rapire gli occhi di un lettore, facendo in modo che il libro lo segua ovunque egli vada. È anche un ottimo testo per apprendere con piacere e con fatica irrisoria molte informazioni sulla vita delle geisha, che tanto hanno colpito l'immaginario occidentale ma di cui davvero poco l'occidente conosce e ha voglia di sapere.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È &lt;/span&gt;vera una cosa, ammetto anche questo: alcuni elementi lo rendono terribilmente accomunabile ad un romanzo rosa. Però è anche vero che le peripezie sofferte dalla povera Chiyo, la grettezza del mondo in cui si trova calata, così povero di sentimento, ti impietosiscono tanto da prendere a cuore la protagonista. Temevo il finale amaro, invece sono rimasta piacevolmente stupita dal lieto fine. Ci stava, ci stava.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-7896314706546190047?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/7896314706546190047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/memoirs-of-geisha-ovvero-e-gradito-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7896314706546190047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/7896314706546190047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/memoirs-of-geisha-ovvero-e-gradito-il.html' title='Memoirs Of A Geisha, ovvero: è gradito il lieto fine'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-5825816227363238665</id><published>2009-11-14T15:57:00.003+01:00</published><updated>2009-11-14T16:46:29.869+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desiderata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><title type='text'>Agli Ordini</title><content type='html'>Sporca rossa che crede ancora fermamente nella proprietà pubblica e nella cultura condivisa. Ecco cosa sono.&lt;br /&gt;E in quanto tale sono compiaciuta e fremente di aver inserito nella lista dei desiderata della biblioteca comunale qualche titolo che ho avuto già il piacere di gradire e qualche altro che spero di gradire in seguito.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Razza_padana/9788817026369/01ee83c54214b0f13f/" title="More about Razza padana"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=1&amp;amp;item_id=01ee83c54214b0f13f&amp;amp;time=1220712547" title="More about Razza padana" alt="More about Razza padana" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; In primis "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Razza Padana&lt;/span&gt;" (Adalberto Signore e Alessandro Trocino, Bur), già letto e che voglio condividere, accattivante nel descrivere l'ascesa del fenomeno lega e la sua storia, intimamente legata a quella del suo leader e alle sue epiche uscite. Libro affatto di parte, piuttosto lucido anzi.&lt;br /&gt;E poi, ancora, qualche titolo stanato all'interno del precedente, come "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dio Po&lt;/span&gt;" (Gian Antonio Stella, Baldini Castoldi Dalai), che però temo sia fuori catalogo.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Lineamenti_di_storia_dellarte_giapponese/9788883195853/01641d079e28c0b8f9/" title="More about Lineamenti di storia dell'arte giapponese"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01641d079e28c0b8f9&amp;amp;time=1227184262" title="More about Lineamenti di storia dell'arte giapponese" alt="More about Lineamenti di storia dell'arte giapponese" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/La_morte_volontaria_in_Giappone/9788874351428/01973c80f947d1638c/" title="More about La morte volontaria in Giappone"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01973c80f947d1638c&amp;time=0" title="More about La morte volontaria in Giappone" alt="More about La morte volontaria in Giappone" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt;  Proseguendo verso Oriente, la mia speranza è riposta soprattutto nell'acquisto de "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Morte Volontaria in Giappone&lt;/span&gt;" (Maurice Pinguet, Luni Oriental Press), e "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lineamenti di Storia dell'Arte Giapponese&lt;/span&gt;" (Alida Alabiso, Bulzoni), piuttosto costosi da acquistare per conto mio; devo però sbrigarmi a colmare le mie lacune pregresse, qui la "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Storia del Giappone&lt;/span&gt;" (Caroli e Gatti, Laterza) è stagnante all'anno 1185 almeno da gennaio scorso.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Medea/9788876414329/011100f9e294411961/" title="More about Medea"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=011100f9e294411961&amp;amp;time=0" title="More about Medea" alt="More about Medea" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.anobii.com/books/Cassandra/9788876410833/01d7d0af399bf6562a/" title="More about Cassandra"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;amp;item_id=01d7d0af399bf6562a&amp;amp;time=0" title="More about Cassandra" alt="More about Cassandra" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; Passando poi a letture apparentemente slegate dai miei argomenti preferiti, ho inserito due libri della Wolf, "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medea&lt;/span&gt;" e "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cassandra&lt;/span&gt;" (E/O). "Apparentemente" perché non sono altro che due rivisitazioni di importanti donne dell'epica greca in chiave femminista, già consigliatemi tempo addietro da una mia ottima professoressa di italiano.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-5825816227363238665?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/5825816227363238665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/agli-ordini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/5825816227363238665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/5825816227363238665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/agli-ordini.html' title='Agli Ordini'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-3763773874165694051</id><published>2009-11-14T13:25:00.012+01:00</published><updated>2009-11-14T15:59:44.137+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desiderata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mishima'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accostamenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prossimamente'/><title type='text'>Colori Proibiti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.anobii.com/books/Colori_proibiti/9788807721380/01ae8172b7d527630a/" title="More about Colori proibiti"&gt;&lt;img src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01ae8172b7d527630a&amp;time=1254234650" title="More about Colori proibiti" alt="More about Colori proibiti" style="padding: 5px;" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt; S&lt;/span&gt;pesso cerco, con grosso sforzo, di autoimpormi delle regole al fine di riuscire almeno a sovvenzionarmi un caffè o un aperitivo quelle poche volte in cui sono fuori casa e ne ho voglia, o quando la mia vita sociale lo richiede. Molto più spesso, però, mi sento vacillare dinanzi alle tentazioni, ed ecco che, senza nemmeno accorgermene, all'improvviso non riesco più ad intravedere il fondo del mio portafogli per quanto si è fatto buio, vuoto e triste, buono solo per fungere da dimora alle tarme.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Q&lt;/span&gt;uesto era il motivo per il quale non stavo entrando in una libreria da tempo, finché non sono stata costretta a varcare la soglia del mio luogo di perdizione per eccellenza. Eccomi davanti alla pila delle edizioni Feltrinelli scontate del 25% per tutto Novembre (devo sbrigarmi!!!), che afferro con cupidigia libri un po' qua e un po' là, fino ad approdare su Mishima, ormai mio porto sicuro.&lt;br /&gt;Questo romanzo però mi suona nuovo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I&lt;/span&gt;l protagonista di "Colori proibiti" è un vecchio scrittore misogino che affida al giovane Yuichi il compito di sedurre e umiliare le donne per la propria vendetta, in quanto deluso dall'amore e dall'altro sesso. Il rapporto fra lo scrittore e il giovane uomo acquista via via sfumature omosessuali, sino pare ad un finale di pathos, uno di quelli che forse, irrazionali come sono, riescono però a sembrarti logici per qualche strana ragione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;S&lt;/span&gt;o dove Mishima riesce ad arrivare, quanto a fondo riesce a grattare nell'animo umano; conosco ormai la sua immensa tavolozza di colori, e quanto bene, grazie ad essa, riesca a definire quelle ambiguità dei sentimenti, quella perversione sottile di cui non ho trovato traccia in scritti occidentali. In questo senso, Mishima è ciò che cercavo da tempo. Ho già avuto un travolgente e bellissimo assaggio delle sue capacità ne "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Padiglione d'Oro&lt;/span&gt;", che, accostato a "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Voce delle Onde&lt;/span&gt;", riesce anche a rendere di più, visto il contrasto tanto acceso che esiste fra i due (quasi stenti a credere siano scritti dallo stesso autore).&lt;br /&gt;Per questo motivo "Colori Proibiti" mi dà l'impressione di essere un libro imperdibile. Pregusto già i sapori che vi incontrerò all'interno, i mondi dei personaggi, il delinearsi delle loro figure. Nemmeno l'ho comprato e già lo amo.&lt;br /&gt;Spero che Mishima non mi deluda. Nemmeno stavolta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-3763773874165694051?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/3763773874165694051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/colori-proibiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3763773874165694051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/3763773874165694051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/colori-proibiti.html' title='Colori Proibiti'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4375645010640344145.post-1602053578098737238</id><published>2009-11-14T01:57:00.001+01:00</published><updated>2009-11-14T14:24:58.141+01:00</updated><title type='text'>Operazione Promemoria</title><content type='html'>Premetto che non riesco a gestire la lista della spesa, figuriamoci un blog. Tuttavia il progetto nasce più o meno nella stessa maniera: considerato il mio amore per la lettura e il mio notevole spasimo per i libri che dovrò ancora leggere, per i quali penso non mi basterà un'intera vita, ho deciso di annotare in questo spazio tutto ciò che ai miei acuti sensi di lettore risulterà interessante.&lt;br /&gt;Non solo: voglio ricordarmi del perché delle mie scelte, e poi magari comparare i presentimenti con il giudizio del dopo-lettura.&lt;br /&gt;Penso ne uscirà qualcosa di carino, e, se non attraente agli occhi degli altri, quantomeno sarà utile nel crearmi un po' d'ordine; cosa che, per una persona che combatte strenuamente ogni giorno contro l'entropia (avendola vinta ben poche volte, lo ammetto) non è poi da buttare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4375645010640344145-1602053578098737238?l=appuntofralerighe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/feeds/1602053578098737238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/progetto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1602053578098737238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4375645010640344145/posts/default/1602053578098737238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://appuntofralerighe.blogspot.com/2009/11/progetto.html' title='Operazione Promemoria'/><author><name>Sai</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02553749596352498312</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_KI36KJECnhk/Sv6x7YVwJlI/AAAAAAAAAAc/Sy66lN7X5W8/S220/img-dororo2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
